Civita D’Antino, parla l’opposizione: “Finanziamenti persi e tasse aumentate”

"La storia del 'Dissesto' è un mantra che ripetono continuamente dal 2016, intanto sono state aumentate le tasse al massimo consentito". L'opposizione di Civita D'Antino risponde in una nota all'approvazione del bilancio

Civita d’Antino, l’opposizione risponde in una nota alla comunicazione del Bilancio da parte della maggioranza all’amministrazione comunale.

“Abbiamo appreso la soddisfazione dell’amministrazione per l’approvazione del Bilancio 2019 e che, a parere della maggioranza, è stato scongiurato il pericolo del dissesto finanziario. Rimaniamo stupiti da tali affermazioni, ma la storia del ‘Dissesto’ è un mantra che ripetono continuamente dal 2016, anno del loro insediamento, e che sistematicamente non è stato mai minimamente messo in discussione con riconoscimenti di debiti fuori bilancio o di pretese di terzi che potevano mettere in pericolo la finanza dell’ente. Tanto è vero che ad ogni approvazione dei bilanci precedenti hanno sempre escluso, nero su bianco, questa eventualità”.

“Anzi, con le loro azioni hanno messo in pericolo il nostro comune. Ricordo infatti che solo il 23 di aprile di quest’anno è stata approvata una transazione con il fornitore dell’energia elettrica della pubblica illuminazione, per mancati pagamenti dal 2016 al 2019 per un importo di € 161.290,82 Cosa c’è da essere soddisfatti se, come da loro stessi certificato nella relazione finanziaria al Conto di Bilancio, la pressione tributaria e finanziaria, che misura lo sforzo fiscale esercitato su ogni singolo cittadino, dal 2016 è aumentata più del 25% ovvero più di 130 euro a cittadino, tutto questo nonostante dal 2016 incassiamo più di 250.000 euro all’anno dai proventi dell’autovelox?”

“Ricordo che ogni tipo di tassa l’hanno aumentata al massimo consentito. Aumento di tasse a cui non è corrisposto un aumento dei servizi, anzi, in alcuni casi sono diminuiti. Provate a chiedere ad un qualsiasi cittadino quante volte deve recarsi al comune per poter parlare con l’ufficio interessato o solo se riescono a contattare telefonicamente qualsivoglia ufficio. Per non parlare della delegazione di Pero dei Santi, di cui è rimasto solo l’immobile“.

“Cosa c’è da essere soddisfatti se a fronte della revoca di due finanziamenti ministeriali di € 1.400.000 sono riusciti a recuperare, per il rotto della cuffia, solo quello di 1 milione di euro e che a distanza di quasi tre anni non è stato ancora appaltato, mentre l’altro finanziamento di 400.000 € sembra stato definitivamente perduto? C’è molto poco da essere soddisfatti”, conclude la nota dell’opposizione.