Quantcast

Scuola Abruzzo, 1000 nuove assunzioni: ma riapertura post Covid è ancora in alto mare

1165 assunzioni: si tratta però di nuovi posti di lavoro legati al pensionamento di altro personale e dunque che non tengono conto, ancora, della ripartenza a settembre in sicurezza a causa del Covid 19.

1165 assunzioni a tempo indeterminato per la scuola in Abruzzo nell’anno scolastico 2020/2021: si tratta però di assunzioni legate al pensionamento di altro personale e dunque che non tengono conto, ancora, della ripartenza a settembre in sicurezza a causa del Covid 19.

“Queste assunzioni sono solo quelle necessarie al cosiddetto turn over ovvero la sostituzione degli insegnanti andati in pensione” precisa la Cisl.

POSTO COMUNE SOSTEGNO TOTALE
Infanzia 160 55 215
Primaria 120 53 173
Secondaria di I grado 264 94 358
Secondaria di II grado 379 40 419
TOTALE 929 242 1.165

“Si tratta quindi di un contingente di personale comunque necessario alla scuola per il normale funzionamento.
E’ ancora invece tutto da definire il contingente di docenti ed ATA necessario per la ripartenza in sicurezza della scuola a settembre”

Siamo alla metà di agosto e le scuole non conoscono ancora le risorse umane di cui disporranno per fronteggiare la diversa organizzazione necessaria per assicurare tutte le forme di prevenzione del contagio per COVID19.

“Le prime informazioni che giungono dalle scuole” sottolinea il sindacato “evidenziano richieste di personale notevolmente piu’ alte di quanto ipotizzato dal Ministero dell’istruzione. Le organizzazioni sindacali hanno piu’ volte sollecitato la trasmissione di queste informazioni e nei prossimi giorni si dovrebbero conoscere analiticamente le esigenze delle scuole e le conseguenti attribuzioni di personale. Lo stanziamento di circa 16 milioni e mezzo appare insufficiente in quanto produrrebbe la media di sole 4 unità di personale in piu’, tra docenti ed ATA, per istituzione scolastica”.

“E’ facilmente comprensibile che la media di sole 4 unità tra docenti ed ATA difficilmente permetterà, a istituti comprensivi con tre ordini di scuola su piu’ comuni oppure ad istituti di secondaria superiore con circa mille alunni e oltre cinquanta classi, la necessaria riorganizzazione per evitare situazioni come le famose “classi pollaio” ovvero classi con un numero di alunni notevolmente superiore alla capacità contenitiva dell’aula”