Le nuove stanze della poesia, Giorgio Rafaelli

Il ritratto di Giorgio Rafaelli per l'appuntamento con la rubrica Le nuove stanze della poesia a cura di Valter Marcone.

Giorgio Rafaelli per l’appuntamento con la rubrica Le nuove stanze della poesia a cura di Valter Marcone.

Giorgio Rafaelli nasce a Roma dove si laurea in fisica. Si trasferisce nella Marsica, ad Avezzano, per lavorare in un’azienda di alta tecnologia nel campo della microelettronica.

Presente in numerose antologie, pubblica il suo primo libro di poesia “Ultimo firmamento” Pegasus Edition, quale vincitore nel 2016 del premio Pegasus Golden Selection e la silloge “Il nostro debole apparire” Edizioni Helicon, nel 2017.

Di sé dice : “Sono nato a Roma. Lavoro come Fisico nel campo delle tecnologie microelettroniche. La Poesia è stata per me una scoperta bellissima perché dimostra quanto possa dare ciò che non si può materialmente quantificare. Mi rammarico solo di non averla incontrata prima e sentita, perché lo straordinario della Poesia é che si sente prima ancora di scriverla”.

Il nostro debole apparire è stato presentato all’Aquila, sabato 17 marzo 2018 , nei locali della libreria Colacchi, all’interno del centro commerciale Amiternum, in via Enrico Fermi.

L’evento è stato curato dall’associazione culturale “Le muse ritrovate”, e finalizzato a presentare l’opera del poeta a lettori e appassionati di poesia contemporanea e a favorire la relazione tra autore e lettore in modo diretto, attraverso l’ascolto.

La silloge è divisa in tre sezioni – Transiti e trasformazioni, Notturni, Altre stagioni – che, pur mantenendo un profilo unitario, suggeriscono diverse sfumature di un percorso attraverso il quale, dall’esplorazione degli innumerevoli mutamenti che possono avvenire nella vita, siamo condotti a considerazioni più pacate e malinconiche, fino all’apprezzamento delle nuove stagioni che si affacciano e che chiedono di essere vissute.

Premio speciale della giuria per la poesia inedita alla XXII edizione del premio “Il Litorale” per l’anno 2020 e primo premio per l’anno 2019.

Premio speciale della giuria conferito al libro “Il nostro debole apparire – Edizioni Helicon” dal Premio La Ginestra di Firenze anno 2019.

Rafaeli esprime una indiscussa passione per la scrittura e la lettura , versatilità interessante, di lui si possono leggere appunto le “ note di lettura “di alcuni capolavori della letteratura sul suo profilo fb . Le sue composizioni si distinguono per la nettezza e la nitidezza del verso che appare pulito, vigoroso dentro un “tempo vitale”, che trova senso proprio da una operazione matematica di dare ed avere . Un tempo con un suo ritmo “La nebbia del respiro/ riveste il volto di mistero, / e vela anche i pensieri…” che è sangue vivo,quello delle storie umane e vegetali e minerali che raccontano i suoi versi.

Ma è solo uno dei tanti aspetti di un mondo tutto suo, tutto di un autore che va letto e riletto per scorpire i mille volti del “nostro debole apparire” nel mondo .

Teorema

Tanti sono gli incroci
ma è solo un lato
giusto per il transito;
lo riconosci dalle somme
aggiungi e tutto è sempre esatto.
Speri quando cominci
che sia il primo il numero giusto
e non resti poi troppo da decifrare
alla fine di tutto il viaggio –
quando anche speri
sia sufficiente il risultato
per dare un senso
a tutto l’accaduto.

(Da “Il nostro debole apparire” Edizioni Helicon 2017)

Un mattino d’inverno
Quasi stupisce col suo sole,
che riluce immerso nell’azzurro
e al grigiore dell’inverno
ancora non si arrende
– questo terso giorno.
La luce che fende l’aria di cristallo
si insinua tra i rami, ormai spogli,
che orlano l’orizzonte
e dove lo sguardo si perde.
La nebbia del respiro
riveste il volto di mistero,
e vela anche i pensieri,
mentre superflue le parole
rotolano via,
insieme alle foglie.
Solo il sorriso
risplende più del breve giorno,
e brillano dagli occhi i colori
– che già sanno di primavera.

(Da “Ultimo firmamento” Pegasus Edition 2016)
*
Orizzonte
È a te rivolto il mio sguardo
mentre gettato al di là
della balaustra d’aria e di foglie
si perde nell’orizzonte il tuo.
Mi carezza lo stesso vento
che scompiglia lucenti i tuoi capelli
come un’onda morbida di grano
mentre meraviglie di colori
di terra e di mare rimescola la luce.
Adagio sospiri quando ascolti
confusi coi profumi dolci di giardino
nascere i nuovi pensieri
e cadere come frutti maturi
tra i sapori caldi dei ricordi.
Silenzio, o forse sussurri,
quando senti il sangue vivo
crescere di nuova forza
e appena ti muovi con un fremito,
come cinta da un abbraccio
d’invisibile prodigio
ma di cui unica
ne sei la sola artefice.
Non so quanto lungo sia
un minuto di meraviglia
e tu lo vivi con gli occhi
che si perdono nell’oltre,
dove l’ammirazione del bello
si fa nuovo stupore,
ma molto prima del tuo
è lì che brucia il mio,
lì dov’io, destinato a perdermi,
prima d’ogni cosa
t’incontro col mio sguardo.
(Da “Ultimo firmamento” Pegasus Edition 2016)