Call center Tecnocall: Santangelo: non possiamo perdere posti di lavoro

Call center Tecnocall, Roberto Santangelo sollecita un tavolo con le istituzioni per risolvere il problema dei 110 lavoratori.

Call center Tecnocall, un tavolo di confronto per sollecitare la situazione dei 110 lavoratori di Monticchio alle prese con il problema della persistente mancanza di volumi di lavoro.

Un problema che sta mettendo a rischio questi posti di lavoro.

Call Center Tecnocall Monticchio, ridotti volumi di lavoro: preoccupazione per 110 dipendenti

“Sono costretto, mio malgrado, ad intervenire in merito alla preoccupante situazione del call center Tecnocall di Monticchio, dove i 110 lavoratori hanno urgente necessità di essere seriamente rassicurati, non a parole, ma con la concretezza che deriva dal mantenere costante la commessa da pare dell’Acea”, così Roberto Santangelo, vice presidente vicario del Consiglio regionale a margine del sit-in di protesta degli addetti del call center aquilano tenutasi, ieri mattina, davanti all’Emiciclo.

“Ho ascoltato e raccolto l’appello dei lavoratori della Tecnocall che temono il perdurare dei bassi volumi della commessa Acea, al di sotto, comunque, dei livelli del bando di gara, e che a causa di ciò si possa generare nel tempo il rischio concreto di un taglio sulle unità lavorative impiegate nel call center di Monticchio”.

“Non possiamo accettare una tale possibilità perché – ha aggiunto Santangelo – il territorio aquilano non può permettersi di perdere nemmeno un solo posto di lavoro in una situazione lavorativa che si è ulteriormente aggravata a seguito della crisi economica e sociale dovuta al Covid-19.”

“Ricordo che la Tecnocall è un’azienda di imprenditori abruzzesi che in fase di clausola sociale ha compiuto un grande sforzo per mantenere la massima occupazione possibile sul territorio e che, quindi, deve essere sostenuta con ogni azione possibile”.

“Pertanto invito tutte le istituzioni, Prefetto, Regione e Comune, a farsi parte attiva affinché si convochi un tavolo di confronto, così come richiesto anche dalle organizzazioni sindacali, dove riunire tutti i soggetti coinvolti, in primis la committenza ACEA, per definire e dare certezza al futuro dei 110 lavoratori e alle loro rispettive famiglie”.