Incendi a L’Aquila, tornare alle pratiche antiche: pulizia sottobosco e linee tagliafuoco

Incendi L'Aquila: "manca un piano per la manutenzione del sottobosco". Catastrofi come queste possono essere evitare: il progetto del consigliere Daniele D'Angelo.

Pulizia del sottobosco annuale, cura del patrimonio boschivo e fare le linee tagliafuoco. Pratiche “antiche” per evitare incuria e il diffondersi degli incendi.

Questi i suggerimenti del consigliere comunale Daniele D’Angelo “Parkkeller” per tornare a vivere la montagna a ed evitare incendi come quelli che stanno flagellando la città dell’Aquila da 5 giorni.

Il consigliere D’Angelo, sentito dal Capoluogo, fa un appello affinché “si operi prima, in modo da evitare gli incendi”.

“Negli anni ’50 – ricorda D’Angelo – con il piano Fanfani vennero piantate tutte le zone dell’hinterland aquilano dal momento che non c’erano molte aree boschive. Come ci insegnavano i nostri nonni, ogni anno si procedeva con la cura di questo patrimonio: c’era la pulizia costante del sottobosco, si potevano prendere la legna e le pigne secche, si tagliavano i rami più bassi degli alberi”.

Non solo, siccome fin dai tempi remoti, dai numerosi declivi delle montagne circostanti i paesi, frequenti temporali e nubifragi si riversavano nelle vallate con enormi quantità di acqua, fango e pietrame, che determinavo catastrofiche alluvioni a causa dei pochi boschi esistenti, nella prima metà del ‘900 vennero realizzate una serie di muraglioni in pietre e briglie per far defluire le acque.

“Tutto questo lavoro sta andando completamente perso, dal momento che non esiste un piano per la manutenzione seria dei nostro boschi. Anzi, se si va a prendere la legna o le pigne secche si viene anche multati”, rincara D’Angelo.

“Da quasi 50 anni tutto questo non viene più fatto: cosa potevamo mai aspettarci? Gli incendi non sono solo opera di disgraziati senza scrupoli ma anche la conseguenza di anni e anni di incuria e lavori fatti male”.

“Cosa possiamo fare adesso oltre a sperare che grazie a questa mole di lavoro si spengano tutti gli incendi e relativi focolai? Riportiamo in essere qualcosa di molto simile al piano Fanfani, in modo da evitare queste catastrofi”.

“Tutto questo poteva essere evitato. Lo dico da 3 anni, da quando sono stato eletto. Ho fatto e portato avanti anche una serie di progetti insieme al mio amico architetto Simone Zigrossi dedicati alla pulizia del sottobosco, li abbiamo consegnati ma non abbiamo saputo più nulla”.

“Diamoci da fare tutti, collaboriamo affinché non vada perso il nostro prezioso polmone verde”, conclude.

La foto allegata all’articolo è stata scattata da Samira De Santis.