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Il ricordo

Chi era Celso Cioni

Celso Cioni non c'è più. Con lui L'Aquila perde l'amico di tanti, il combattente super abbronzato sempre sorridente, strenuo difensore della Sua categoria: i commercianti aquilani

Celso Cioni non c’è più. Con lui L’Aquila perde l’amico di tanti, il combattente super abbronzato sempre sorridente, strenuo difensore della Sua categoria: i commercianti aquilani. Lo storico direttore di Confcommercio, negli anni, ha combattuto mille battaglie, sempre al fianco dei suoi concittadini.

Celso Cioni è deceduto oggi, in tarda mattinata. Colpito da un malore mentre era in bicicletta ad Ovindoli. A 65 anni e da poco in pensione, Celso lascia la moglie e i suoi due figli.

Celso Cioni, un’eredità di battaglie

Nella sua L’Aquila distrutta dal sisma, undici anni fa, e rinata giorno dopo giorno, Celso Cioni è stato protagonista, prima e dopo. Sempre presente. Non c’è stata battaglia che non lo abbia visto scendere in campo, con l’armatura dell’irriducibile e di chi non ha mai paura di battersi per le cause della gente. La sua gente.

Il Capoluogo lo vuole ricordare così, sempre in trincea, eppure sempre a modo suo. Con il suo sorriso battagliero e i suoi modi mai banali.

Celso Cioni, la protesta da Bankitalia

Voleva “lanciare un grido di dolore per tutti quei piccoli commercianti di questa martoriata città”.

Con queste parole Celso Cioni, nel 2014, in veste di direttore Confcommercio L’Aquila, si era barricato per due ore all’interno della filiale di Bankitalia in città.

Per la precisione Celso si barricò dentro il bagno, annunciando lo sciopero della fame e della sete.

Dalla banca Celso chiese un colloquio telefonico con il Prefetto e minacciò di utilizzare benzina e accendino se fossero state forzate le porte. “Sono consapevole che rischio l’arresto, ma per un motivo giusto non ho timori. Questa è una giusta causa per migliaia di persone“.

Celso Cioni e il crocifisso in Comune

celso cioni

Dopo averlo annunciato qualche giorno prima, la mattina del 25 febbraio 2016 Celso mantenne la promessa. Il direttore di Confcommercio portò nell’aula del Consiglio comunale un crocifisso in legno, in segno di protesta contro la decisione di non riposizionare il simbolo religioso nell’aula consiliare.

Non solo il crocifisso. Cioni quel giorno portò con sé anche un cartello, con su scritto: “Io non resto indifferente”. In quell’occasione dichiarò: “Il mio è un atto di sensibilizzazione silenziosa e lo porterò avanti fino alla fine della consiliatura”.

Celso Cioni, appeso a un filo come le imprese per le tasse post sisma

La più recente protesta che aveva visto Celso Cioni come protagonista è datata maggio 2019.

cioni appeso

Quella mattina, al risveglio degli aquilani, Celso si sospese nel vuoto, dal balcone di casa sua. Casco in testa, sguardo determinato. “124 imprese terremotate appese ad un filo”. Poche parole scritte sul cartellone stretto tra le mani e un messaggio chiaro. Una protesta contro la mancata proroga alla restituzione delle tasse post sisma, poi arrivata.

Una delle tante battaglie vinte da Celso. Lui non si è mai arreso di fronte alle giuste cause. Non si arrenderà neanche lassù.

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