Convitto Cotugno di nuovo a rischio chiusura, l’appello: “Salvate la nostra scuola”

Con 22 iscritti all'A.S. 2020-21 il Convitto Cotugno rischia, ancora una volta, la chiusura. Chiesto il congelamento della deroga concessa lo scorso anno. Gli studenti: "Per molti questa scuola è la prima casa. Salvate il nostro diritto allo studio".

I numeri, ancora una volta, non stanno dalla parte del Convitto Cotugno. E certamente il Covid non ha aiutato.

Non bastano 205 anni di storia a salvare il Convitto Nazionale Cotugno a L’Aquila: l’attuale numero degli iscritti condanna la struttura alla chiusura, secondo quanto stabilisce la legge nazionale. Corsa contro il tempo per salvare la scuola.

“Le iscrizioni si sono concluse il 31 gennaio e sono state 22″, ha spiegato la dirigente Scolastica Serenella Ottaviano alla redazione del Capoluogo. L’Ufficio Scolastico Regionale, così, si è trovato a dover spiegare alla dirigenza scolastica, che si è sotto la soglia minima di 40 studenti. Numero che garantisce la sopravvivenza di simili istituti.

Già lo scorso anno il Convitto ha potuto contare su una deroga che ha scongiurato la chiusura. Per l‘anno scolastico 2020-2021, post emergenza Covid, la preside Ottaviano – come confermato alla redazione del Capoluogo – ha già fatto richiesta, attraverso il dottor Massimiliano Nardocci, del congelamento per almeno un anno della deroga precedentemente concessa.

Qualche giorno fa l’incontro alla presenza dello stesso Nardocci, responsabile dell’Ufficio Uno e dell’Ufficio Scolastico provinciale. Un incontro, inevitabilmente, non positivo, che ha fatto tornare in primo piano il pericolo chiusura. Alla redazione del Capoluogo la lettera di convittori, genitori dei convittori, personale Ata e personale educativo. “La nostra non è una polemica – tengono a precisare – è un appello affinché venga salvata la nostra scuola e, con essa, il diritto allo studio. Altrimenti tanti ragazzi si ritroverebbero persi e in grandi difficoltà”.

Convitto Cotugno L’Aquila, l’appello

“Nei giorni scorsi le famiglie dei convittori sono state avvisate telefonicamente del non funzionamento del Convitto nazionale. Una notizia agghiacciante per genitori e ragazzi, soprattutto per chi sarà costretto ad abbandonare il corso di studi scelto, lo sport che pratica da diversi anni, le amicizie e il clima familiare che aveva trovato all’interno di questa struttura, vedendosi negato il diritto allo studio”.

“Abbiamo ragazzi che hanno scelto di iniziare il loro percorso di studi a L’Aquila proprio perché favoriti dalla presenza del Convitto, in quanto provenienti da paesi collegati male a livello di trasporti. Con la chiusura del convitto è impensabile per un ragazzo di 14 anni riuscire a frequentare 6 ore il proprio istituto d’istruzione secondaria superiore, affrontare almeno 4 ore di viaggio al giorno, trovare il tempo di studiare e forse riuscire anche a vivere parte della propria adolescenza“.

“L’Aquila, penalizzata dal sisma del 2009, una città che stenta a ripartire, nonostante l’emergenza Covidabbia sicuramente contribuito a ridurre il numero di iscrizioni al CONVITTO NAZIONALE, verrebbe privata di una Istituzione presente nel territorio dal 1815, da ben 205 anni! La Preside Serenella Ottaviano ha inoltrato una richiesta all’Ufficio scolastico regionale per poter permettere in deroga il funzionamento del Convitto. Sperando che venga presa in considerazione e che le famiglie, molto preoccupate per il futuro imminente dei loro figli, possano ritrovare la serenità nel poterli affidare ad una struttura come il Convitto Nazionale. Firmato: i convittori, i genitori dei convittori, il personale educativo e il personale ATA “.

Sempre i ragazzi hanno voluto esprimere la propria preoccupazione, di fronte al rinato rischio di chiusura della scuola, dopo un anno travagliato come quello segnato dal Covid.

“Siamo i ragazzi che frequentano il Convitto Nazionale Cotugno di L’Aquila. Abbiamo una storia da raccontare. Una storia che per il momento manca di un lieto fine, per questo vorremmo chiedere aiuto.

Il nostro convitto è un’Istituzione presente nel territorio aquilano dal 1815, una vera e propria ricchezza per tutti coloro che vogliono studiare ma che vivono situazioni di disagio. Disagio di vario genere: familiare, sociale, economico, e non ultimo il disagio che deriva dagli scarsi collegamenti tra il Capoluogo e i nostri luoghi di provenienza.

In questo ultimo secolo il Convitto ha permesso a numerosi ragazzi di realizzare i propri sogni, ha superato momenti difficili: le due guerre mondiali, il sisma del 2009 che ha lasciato profonde ferite non ancora rimarginate. Oggi si aggiunge la pandemia. Le iscrizioni sono diminuite e il Convitto, per l’anno scolastico 2020-2021 rischia di non riaprire. La preside e l’ufficio scolastico regionale stanno lavorando per evitare che ciò accada e anche noi nel nostro piccolo vogliamo collaborare offrendo la nostra testimonianza.

Tutti quanti capiamo che per lo Stato, il Convitto rappresenta un aggravio di spesa, ma per alcuni di noi esso rappresenta la prima casa, per altri costituisce un modo per raggiungere la scuola con minori difficoltà. Chiudere sarebbe un ostacolo insormontabile soprattutto per i ragazzi provenienti da famiglie mono reddito o addirittura senza reddito. Il servizio offerto da questa istituzione è eccellente, tutti possono permetterselo senza distinzione di classe sociale. Qui dentro tutti siamo meravigliosamente uguali e tutti possiamo arricchirci grazie alle differenze che non ci dividono, ma ci uniscono.

Dovremmo pensare a soluzioni alternative al convitto, ma non riusciamo a rassegnarci all’idea che il nostro Convitto chiuderà. Soluzioni alternative si tradurrebbero in gravi situazioni di disagio per noi studenti e per le nostre famiglie. Alcuni infatti dovrebbero rinunciare alla scuola scelta e frequentata finora e sarebbero costretti a trasferirsi presso altre città, altri rischierebbero di dover sospendere lo studio presso il Conservatorio di Musica, altri ancora dovrebbero rinunciare alle attività sportive.

Ci sono anche ragazzi che sarebbero interessati ad iscriversi, ma sono scoraggiati da questa situazione di incertezza circa la riapertura, nonché dalla collocazione logistica provvisoria post-sisma 2009.

Ad aggravare la situazione è la pandemia che stiamo vivendo. Non si conoscono infatti le modalità della didattica in presenza. In caso di turnazioni potrebbero aumentare le ore di frequenza pomeridiana e questo renderebbe ancor più necessario il soggiorno in loco. Non vogliamo essere privati del sacrosanto diritto di studiare e di realizzare i nostri sogni, nonché di continuare a vivere quell’aria di casa che si respira da sempre nel Convitto. Infatti grazie al lavoro svolto dagli educatori, dalla preside e da tutto il personale addetto, non solo abbiamo un posto in cui soggiornare, ma un luogo in cui vivere una preziosa esperienza di crescita. In Convitto si studia insieme, si mangia insieme, si dorme insieme, si vive insieme. Vivere la realtà del Convitto è un privilegio che non tutti conoscono. A questo proposito vi invitiamo ad informarvi presso la segreteria del convitto. Aiutateci a non lasciar morire questa bellissima realtà. Aiutateci a valorizzarla come merita. Aiutateci a dare un lieto fine a questa storia e che sia invece di un lieto fine, un nuovo inizio.”