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Parco Sirente Velino, la riperimetrazione non ha colore politico

Parco Sirente Velino, nuova governance e nuovi confini. L'iter del processo nell'intervista al presidente della Comunità del Parco, il sindaco Francesco D'Amore.

L’intervista al presidente della Comunità del Parco, il sindaco Francesco D’Amore, sulla ripetrimetrazione del Parco Sirente Velino.

La riperimetrazione del Parco Sirente Velino è un’esigenza del territorio che abbiamo dovuto tenere in considerazione”. Così il sindaco di Fagnano Alto, Francesco D’Amore, presidente della Comunità del Parco Sirente Velino al microfono del direttore Roberta Galeotti.

“Il progetto di riperimetrazione e nuova governance – ricorda D’Amore – nasce nel 2015 con la Giunta D’Alfonso e l’assessore Di Matteo. Nella campagna elettorale in cui siamo stati eletti, quasi tutti noi candidati della Valle Subequana abbiamo ricevuto mandato di uscire addirittura dal Parco. Una volta eletti siamo stati ricevuti dall’assessore Di Matteo, che aveva già ricommissariato il Parco, per valutare il progetto della nuova governance e quello della riperimetrazione. In 22 fra sindaci di centrosinistra e centrodestra abbiamo iniziato a lavorare al progetto, finché non è stato trovato un accordo sulla governance, mentre per quanto riguarda la riperimetrazione ogni sindaco, in base alle richieste dei propri cittadini, ha valutato la rimodulazione della riperimetrazione”.

Poi la ricostituzione della Comunità del Parco e l’elezione all’unanimità del presidente Francesco D’Amore, che ha riportato la questione anche sul tavolo del nuovo Governo regionale che, con il vice presidente Emanuele Imprudente, ha avanzato la proposta di legge in discussione.

L’intervista integrale con tutto l’iter e i dettagli sulla vicenda.