I ragazzi di via Panisperna, nel rettorato di Univaq il tavolo di Fermi e Majorana

I ragazzi di via Panisperna, il tavolo dove studiarono Fermi e Majorana nel rettorato dell'Università degli Studi dell'Aquila.

Il tavolo dei ragazzi di via Panisperna dove lavoravano Enrico Fermi e Ettore Majorana si trova adesso nel rettorato dell’Università degli Studi dell’Aquila.

Il tavolo è arrivato nell’ateneo aquilano negli anni ’60 oggi è stato restaurato e collocato nel corridoio, custode dei segreti e delle ore di studio sulla fisica nucleare di personaggi come Ettore Majorana o Enrico Fermi (premio Nobel nel 1938) e ancora Emilio Segrè (premio Nobel nel 1959), Oscar D’Agostino, Edoardo Amaldi, Bruno Pontecorvo.

I Ragazzi di via Panisperna è il nome con cui è noto il gruppo di fisici italiani, quasi tutti giovanissimi, con a capo Enrico Fermi.

ragazzi di via panisperna

I ragazzi di via Panisperna intorno a questo tavolo si sono ritrovati presso il Regio istituto di Fisica dell’Università di Roma dove operavano a importanti studi sulla fisica nucleare.

La principale scoperta del gruppo fu nel 1934 la proprietà dei neutroni lenti in fisica nucleare, che diede avvio alla realizzazione del primo reattore nucleare e successivamente della bomba atomica.

Il lavoro intensissimo dei ragazzi di Via Panisperna sulla fisica del neutrone proseguì nel 1935, ma sul finire di quell’anno Rasetti si recò in America, Pontecorvo a Parigi, Segré come professore a Palermo.

Fermi e Amaldi proseguirono le ricerche, scoprendo l’assorbimento risonante dei neutroni da parte di certi nuclei. Fermi formulò in questo periodo la teoria del rallentamento dei neutroni che conteneva molte delle idee fisiche e dei metodi matematici che saranno alla base della teoria dei reattori nucleari.

Sul finire del 1938, poco dopo la promulgazione in Italia delle cosiddette leggi razziali, Fermi si recò a Stoccolma per ricevere il premio Nobel, conferitogli per i suoi fondamentali contributi alla fisica dei neutroni, e di lì proseguì per gli Stati Uniti dove si stabilì (prendendo la cittadinanza nel 1944). La decisione di emigrare da parte di Fermi fu presa anche perché sua moglie, Laura Capon, era ebrea.