Francesco De Santis fa la salvinata e citofona agli alleati

Il Carroccio affida al consigliere più giovane Francesco De Santis la scampanellata agli alleati di FI e FDI. Cosa si cela dietro l'intervento del Capogruppo? Il video integrale.

De Santis citofona agli alleati e strapazza Raffaele Daniele e Giorgio De Matteis.

Primo Consiglio Comunale in presenza, nella sala Ipogea dell’Emiciclo, che passerà alla storia dei Consigli Comunali aquilani, se non altro per gli effetti sortiti.

Inusuale, come tutte le salvinate degli ultimi tempi, ma il Carroccio ha affidato al più giovane consigliere comunale aquilano (solo 23 anni) l’affondo per far innervosire gli alleati politici di Forza Italia e Fratelli d’Italia, con cui la Lega si sta scontrando sul tavolo regionale.

De Santis, cosa si cela tra le righe dell’intervento del Capogruppo della Lega?

Come Matteo Salvini a Pescara lo scorso 8 agosto, Francesco De Santis ha aperto la crisi di governo nel Comune del Capoluogo abruzzese, scagliandosi contro i no degli alleati di governo: «Annuncite, quindici presentazioni del Pums, consulta del commercio, il ponte Belvedere bloccato, il centro storico imbrigliato». Il consigliere ne ha avute per tutti, snocciolando le questioni calde e lanciando strali contro gli alleati.

Gli stessi alleati con cui la Lega, in questi ultimi mesi, ha dovuto fare i conti in Commissione e in Aula a L’Aquila, ad Avezzano, a Chieti e a Vasto, passando per il Consiglio Regionale d’Abruzzo. Crisi politica culminata nel ritiro delle deleghe agli assessori della lega da parte del sindaco Biondi.

De Santis: «Non succederà mai più che chi ha preso 100 voti, si presenti in consiglio a fare la paternale o a dire studia, impara ai colleghi consiglieri. Ritroviamo il rispetto!»

Ascoltando l’intervento del Capogruppo con attenzione, non si sente mai pronunciare il nome del sindaco Biondi.

«Dopo due mesi dalle riaperture delle discoteche in Italia, era giusto che si tornasse in presenza anche nel Consiglio Comunale di L’Aquila» De Santis inizia contro Tinari, Presidente dell’Assise Civica, a cui riserva una stoccata prima, quando lo accusa di «sbeffeggiare i consiglieri sostenendo con cenni di approvazione i colleghi, che sferrano gli attacchi dagli scranni» ed un affondo poi, quando gli chiede di essere il Presidente di tutti: «l’ho votata nel 2017, oggi non so se lo rifarei».

Tinari lascia l’aula, mentre il giovane Capogruppo del Carroccio tiene il suo discorso dallo scranno, e gli subentra la vice presidente, Ersilia Lancia.

Ne ha per la presidente della III Commissione, Chiara Mancinelli (Forza Italia) «Commissione che non si riunisce mai!», per Luciano Bontempo (UDC) quando parla di «gente di cui non si conosce nemmeno il timbro vocale in Consiglio».

Luciano Bontempo che, in accordo con Forza Italia, ha tramato per fermare i provvedimenti dell’assessore leghista Daniele Ferella, sia in commissione che in Consiglio.

Francesco De Santis attacca frontalmente Giorgio De Matteis (adesso Forza Italia): «usciamo dalle stanzette del potere e della politica segreta, dalle stanze del rum e dell’ospedale, dopo 40 anni di questa politica».

«Scegliamo un problema e troviamo una soluzione, definitiva, che resti a memoria di questa amministrazione a trazione centro destra» la chiosa di De Santis.

D’Eramo ha affidato a De Santis una scampanellata agli alleati.

La Lega è un corpo estraneo in questa maggioranza comunale, come una squadra di rugby chiamata a giocare una partita di pallone.

Nel campionato regionale, invece, il segretario regionale e parlamentare leghista, Luigi D’Eramo, gioca una partita di strategia con Etel Sigismondi e Nazario Pagano, che poi si riverbera sul territorio con puntate al rialzo, come ad Avezzano o a Chieti, o peggio in abbraccio mortali nei comuni più piccoli.

A L’Aquila la maggioranza è in apnea, i rubinetti dell’aria sono aperti a metà. I due alleati più grandi, della Lega e di Fratelli d’Italia, devono imparare a ‘giocare insieme’, per tenere la similitudine sportiva.

Per ora giocano a chi ce l’ha più duro, per dirla alla Bossi!

Francesco De Santis, la seconda parte del discorso: