Sub aggregato Trecco-Zaffiri commissariato, continua la saga

Sub aggregato Trecco-Zaffiri: dopo il commissariamento ancora tensione durante l'ultima assemblea.

Il sub aggregato Trecco Zaffiri in centro storico all’Aquila non trova pace dopo il commissariamento disposto con delibera del Comune.

Secondo l’avvocato di alcuni tecnici del sub aggregato invece non ci sarebbe nessun commissariamento, come pubblicato dal Capoluogo nella replica richiesta dall’avvocato Isabella Di Benedetto.

Aria di burrasca intanto durante l’ultima accesa assemblea dei condomini del sub aggregato Trecco-Zaffiri. L’avvocatessa rappresentante di un terzo dei proprietari è stata fatta oggetto di aggressioni verbali e solo minacciando l’intervento della Guardia di Finanza è riuscita ad ottenere una copia fotografica degli allegati al verbale.

Questo, secondo quanto riferito al Capoluogo da una fonte verificata e qualificata.

“Siamo in grado di riferire quasi in tempo reale, il quarto episodio di quella che ormai possiamo definire una vera e propria saga e che vede al centro il sub aggregato Trecco Zaffiri”, riferisce al Capoluogo la fonte, ben informata sulla vicenda.

“Stiamo, naturalmente, parlando dei problemi relativi alla progettazione dei lavori di restauro di un palazzetto nel centro storico, di cui abbiamo dato ampio resoconto nelle settimane e nei mesi scorsi”.

“Nonostante l’avvenuto commissariamento, e la conseguente notizia che il commissario già nominato dal maggio scorso, è in corso d’insediamento, l’amministratore delle parti comuni della porzioni dell’aggregato ha ritenuto ugualmente di convocare, in fretta e furia, un’assemblea dei proprietari probabilmente per rabberciare, con sibilline quanto arcane proposte di delibera, qualcosa che probabilmente non sarebbe andata nel verso giusto con l’avvento del Commissario”.

Sub aggregato Trecco-Zaffiri: proposta di mediazione

“C’è da dire che nella mattinata di ieri si era anche svolta, presso l’ordine degli avvocati, l’incontro di mediazione propedeutico alla causa di impugnazione ed entrambe le parti, sia l’avvocatessa sia il clan costituito dai due condomini e dall’amministratore delle parti comuni avevano manifestato la volontà di non accedere ad alcuna mediazione”.

“Pertanto la causa per l’annullamento delle deliberazioni della precedente assemblea, impugnate dall’avvocatessa, verrà discussa nel merito di fronte al magistrato competente. Nel corso della seduta di ieri e emerso chiaramente che il secondo punto all’ordine del giorno era formulato in maniera subdola e tale che, se fosse stato approvato avrebbe costituito l’approvazione di un progetto già precedentemente redatto mzi presentato all’approvazione dell’assemblea, mai sottoposto all’approvazione dei proprietari rappresentati dall’avvocatessa e già respinto dall’USRA e dal Comune in una sua precedente formulazione in data 2 maggio 2020”.

“Anche di questa presentazione e di questa successiva clamorosa bocciatura, i comproprietari, rappresentati dalla nota avvocatessa aquilana, nulla sapevano. A questo punto ci si chiede se valga la pena mettere in piedi un simile Ambaradam e avvelenare la vita di sé stessi e di numerose altre persone per un pugno di metri quadrati, rubati alle norme edilizie del Comune dell’Aquila, calpestando in maniera ignobili i diritti e la dignità dei terzi con i quali si dovrebbero intrattenere, invece, civili relazioni proprio in nome di quella continenza da questi soggetti e dai loro araldi, continuamente invocata”.