Le reti europee di trasporto per l’Abruzzo del futuro

Per l'Abruzzo una grande possibilità, "essere ricompreso nella Ten-t. L'Europa sta investendo su queste reti di trasporto: restarne fuori taglierebbe la regione fuori dallo sviluppo per i prossimi 30 anni".

Un nuovo sviluppo per l’Abruzzo è possibile grazie all’intercettazione dei fondi strategici europei. “In questo preciso momento, l’Europa sta decidendo sulle Ten-T, le Reti trans-europee di Trasporto, realizzate entro il 2030. Se si resta fuori da queste reti si resta fuori dallo sviluppo per 40 anni”.

Parola dell’economista Piero Carducci, ospite della Pausa Caffè del Capoluogo. Infrastrutture centrali nello sviluppo del futuro prossimo: “Temi caldi, sui quali non è il caso di fare giochi politici, occorre fare sistema, senza maggioranza e opposizione. Bisogna esercitare, come Regione, pressione sul governo centrale, affinché il Governo centrale a sua volta faccia pressione all’Europa, così che l’Abruzzo sia ricompreso nelle Ten-T“. Poiché attualmente la Regione è fuori dalle reti.

Ma cosa sono, precisamente, le Ten-T? lo abbiamo chiesto a Piero Carducci.

“Le Reti Ten-T sono, per l’appunto, reti di trasporto trans-europee, che l’UE ha delineato negli anni’80. Sono infrastrutture che riguardano la rete fluviale, i porti, la rete ferroviaria, quella aeroportuale, la rete di trasporto del gas. Per queste linee infrastrutturali – considerando che l’infrastruttura adriatica si ferma ad Ancona e che l’Abruzzo resta escluso da direttrici fondamentali – l’Abruzzo deve battersi, per riuscire a raggiungere un posto rilevante nell’export soprattutto verso est. Infrastrutture che ci permetterebbero di far rientrare anche le aree interne in un flusso di traffico importante”.

Reti di trasporto trans-europee che, inoltre, assumono valore doppio se si considera che l’ultima grande opera realizzata sul territorio regionale abruzzese è stata l’autostrada. L’intervista della direttrice Roberta Galeotti.