Depressione giovanile, supporto ai docenti dall’Associazione Veronica Gaia Di Orio

Corso gratuito per aiutare a combattere a scuola il disagio giovanile. Il prof Di Orio: Vogliamo cercare di far capire ai docenti e alle famiglie come intervenire quando ci si trova di fronte al giovane definito problematico e che magari non viene compreso

Depressione giovanile, l’associazione Veronica Gaia di Orio promuove un corso rivolto ai docenti aquilani per mettere la scuola al centro di un processo di aiuto al disagio giovanile.

L’associazione Veronica Gaia di Orio con sede all’Aquila e ad Avezzano che da sempre ha come scopo la ricerca e la lotta alla depressione giovanile, ancora una volta è in prima linea per il prossimo.

Il direttore del corso sarà il professore Ferdinando Di Orio, padre di Veronica, a cui l’associazione è intitolata e dedicata, prematuramente scomparsa.

corso associazione veronica gaia

Il corso, completamente gratuito, è rivolto ai docenti delle scuole primarie e superiori della provincia dell’Aquila, si terrà nel periodo dal 31 agosto al 12 settembre 2020 nelle sedi di Avezzano e L’Aquila.

Le adesioni dovranno pervenire entro il 31.07.2020 all’indirizzo e-mail presidente@veronicagaia.it allegando questo modulo.

modulo veronica gaia

“Spesso questo fenomeno della depressione giovanile viene sottovalutato, dietro i disagi si celano tantissimi drammi – spiega al Capoluogo il professore Ferdinando Di Orio -. Alcune forme di aggressività spesso nascondono drammi peggiori e che portano anche a dipendenze di vario genere. Tutto nasce da lì, da un fenomeno depressivo che può essere preso e curato in tempo in una sinergia tra scuola e famiglia”.

“Purtroppo la seconda causa di morte dei giovani è il suicidio, determinato in molti casi da depressione. Per questo motivo, l’associazione dedicata alla mia dolcissima Veronica vuole creare un circuito positivo per andare a intervenire prima ancora di curare. Vogliamo cercare di far capire ai docenti e successivamente alle famiglie come intervenire quando ci si trova di fronte al giovane definito problematico e che magari non viene compreso”.

“Voglio immaginare il sorriso di Veronica che amava tanto la vita in tutte le sue sfaccettature nei visi dei tanti giovani che oggi hanno paura di chiedere una mano e che invece hanno bisogno di essere aiutati ad amare la vita cercare e goderne il più possibile”, conclude.