Castel di Sangro e una storia da Serie A, non solo Napoli: quando al Patini giocò l’Inter di Baggio

È già in fermento Castel di Sangro per il ritiro del Napoli. In attesa degli azzurri, spuntano i ricordi degli anni d'oro. Come quando "al Patini giocò l'Inter di Baggio, contro il Castel di Sangro dei miracoli", dell'allora presidente Gabriele Gravina.

Era novembre 1998, quando al Patini di Castel di Sangro arrivò l’Inter di Baggio e Ronaldo, ‘Il Fenomeno’. Sarà, forse, metà settembre, quando il Napoli del presidente De Laurentiis arriverà proprio a Castel di Sangro. Per il primo di sei ritiri, che segneranno nuove pagine nella storia del piccolo borgo aquilano.

Il binomio “Calcio – Castel di Sangro” è costellato di momenti amarcord. E pazienza se poi Ronaldo, fresco di pallone d’oro, quella sera non c’era. I ricordi di un calcio d’altri tempi, fanno capo ad una squadra passata alla storia come miracolo, o favola sportiva: quel rimpianto Castel di Sangro dei record.

Neanche la retrocessione, dalla Serie B alla  C1, era riuscita a spegnere i sogni di chi, in quegli anni, era destinato a un’impresa sportiva.

Le cronache di oggi fanno ancora sognare, anche se in maniera diversa. Firmata ieri, a Napoli, la convenzione tra la società partenopea e la cittadina abruzzese, con il sindaco Angelo Caruso.

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Castel di Sangro si candida ad essere capoluogo dello sport in Abruzzo. Ma non è la prima volta che la Serie A bussa nell’aquilano.

22 anni fa proprio il Castel di Sangro, del presidente Gabriele Gravina, costringeva l’Inter a sudarsi il passaggio del turno in Coppa Italia. Senza dimenticare, poi, le più recenti uscite al Patini dell’Under 21, con gli azzurrini, e della Nazionale Italiana di Calcio Femminile. 

Ed oggi, il piccolo borgo tornerà alla ribalta nazionale, ancora una volta. Merito di strutture sportive “eccellenti”, parola del patron azzurro Aurelio De Laurentiis.

Da definire, intanto, la data in cui gli azzurri raggiungeranno Castel di Sangro, per il ritiro pre campionato. Il Covid, dopo la pausa forzata, ha prolungato la durata della stagione 2019-2020, ancora in corso. Si prevede l’arrivo della squadra per metà settembre e chissà che non si unirà al gruppo qualche nuovo arrivo, giunto direttamente dalla finestra di calciomercato estiva. Castel di Sangro, nel mentre, si prepara ad accogliere non solo il Napoli, ma un immenso indotto, tra addetti ai lavori e turisti: moltissimi dei quali con la maglia azzurra.

Il paese è pronto? Lo abbiamo chiesto al sindaco Angelo Caruso, presidente della provincia dell’Aquila. 

“Il presupposto per rendere possibile la presenza del Napoli a Castel di Sangro era legato essenzialmente ai centri e alle strutture sportive. Da questo punto di vista la nostra impiantistica è all’avanguardia. Un fattore importante, però, è stato anche l’affidabilità del luogo in sé: da noi c’è un sistema rodato, anche in virtù della presenza del Centro Figc, che ci porta a gestire eventi rilevanti ogni anno. In questo caso, tuttavia, siamo di fronte a un progetto che porterà flussi turistici importanti tutti i giorni. Quindi dovremo lavorare a un sistema di accoglienza accurato e preciso, attraverso un modello rigoroso, che ci permetta di fronteggiare gli arrivi adeguatamente alle disposizioni vigenti per l’emergenza Covid“.

Non solo le strutture sportive, ma un colpo di fulmine, quello del patron del Napoli per l’intero territorio di Castel di Sangro. È così?

“Il presidente De Laurentiis ci ha lusingato, sottolineando le principali attrattive del nostro territorio. Ad incominciare dall’impostazione di città sostenibile che abbiamo adottato, passando per le attrattive ambientali e per le attività sportive legate a queste risorse naturalistiche, come lo sci nautico per citarne una. Condizioni che, nell’insieme, hanno convinto un presidente di Serie A a scegliere Castel di Sangro, in un progetto sinergico che durerà anni e che porterà tanto all’intera regione”.

Che il Napoli abbia scelto Castel di Sangro ha un valore doppio, soprattutto a fronte di un Abruzzo interno che fa fatica anche solo a trovare campi in cui sia idoneo giocare a porte aperte. Criticità riscontrata ben prima dell’emergenza Covid, che nulla ha a che vedere con assembramenti e mascherine.

Quella di Castel di Sangro, però, è un’isola felice, che lo rende ben poco area interna in quanto ai problemi legati agli impianti sportivi.

Non solo calcio, dal 1978 infatti esiste un legame stabile con la Federazione Italiana Tennis, da quando, cioè, venne realizzato il Centro Federale nella cittadina aquilana. Gli impianti calcistici, a loro volta, hanno ricevuto un impulso decisivo negli anni in cui il Castel di Sangro ha giocato in Serie B.

Quegli impianti che l’amico Gabriele Gravina, oggi presidente della Figc, ha voluto visitare, di nuovo, per accompagnare il presidente De Laurentis nel suo primo sopralluogo. “Gravina ha voluto essere presente anche per assicurare garanzie, da parte della nostra realtà, nell’ospitare eventi così importanti – sottolinea Caruso, che rilancia – Le parole del presidente del Napoli sono state un grande motivo di orgoglio. Orgoglio che deve essere dell’intera regione. Troppi pensano che il nostro sia un territorio dimenticato da Dio: non è affatto così. Lo stiamo dimostrando a tutti”.