Emergenza Poesia, rivestire una rosa di parole

Quando la traduzione delle opere straniere diviene impulso alla poesia: lo spunto di oggi per la rubrica curata da Alessandra Prospero sono i versi di Giovanna Bemporad.

Emergenza Poesia, rivestire una rosa di parole

China sul margine del tuo segreto,
o rosa in veste diafana, mollezza
di corpo ignudo, incrollabile tempio
che in vigilanza d’amore mi tieni,
non so di che rilievi si componga
la tua bellezza. E all’onda dei profumi
che col ritmo di un alito tu esali
misuro il tuo pallore e il tuo languore.
Mi tenta ogni tuo petalo concluso
nel giro di una linea sensitiva,
mollemente incurvato e pieno d’ombra.

“A una rosa” di Giovanna Bemporad

La poetessa ferrarese Giovanna Bemporad esordì appena adolescente con una traduzione dell’Eneide in endecasillabi che la impose all’attenzione della critica.

Proprio nella traduzione, nell’accomodarsi e nel nascondersi anche tra le pieghe dei versi e dei linguaggi altrui, si è acceso l’impulso alla poesia, nel viscerale compito di rivestire di parole nuove le dimensioni intime dei poeti noti.

Potenti sono le sue immagini, come nel caso di questa rosa, incarnazione di una sentinella amorosa (che in vigilanza d’amore mi tieni) per la poetessa: la bellezza del fiore, universalmente simbolo di perfezione e di voluttà, si mostra in tutta la sua polisemia attraverso “linee sensitive” e rilievi “incurvati e pieni d’ombra”.