C’era una volta Forza Italia, quel che resta del partito

Crisi in Forza Italia che dopo L'Aquila rischia di ridursi ai minimi storici anche in Regione Abruzzo. Il partito "cannibalizzato" da Lega e FdI. Lo scenario.

Forza Italia “sbranata” da Lega e FdI, il “modello L’Aquila” arriva in Regione Abruzzo.

È un partito “ferito”, che cerca di mordere i suoi assalitori, ma ormai ha ben poche energie, Forza Italia, “una volta” primo partito del centrodestra e adesso fanalino di coda che tenta di limitare i danni di una politica di cui non riesce più ad essere protagonista.

All’inizio fu L’Aquila, con l’ammutinamento di massa dei consiglieri comunali Ferdinando Colantoni, Vito Colonna, Giancarlo Della Pelle e Roberto Jr Silveri che, con Leonardo Scimia, hanno prima formato il gruppo consiliare Insieme per L’Aquila e poi sono confluiti in massa in FdI. In quel caso, fu l’infelice uscita del commissario locale, l’onorevole Antonio Martino, contro il sindaco Pierluigi Biondi a scatenare la reazione dei consiglieri comunali con l’uscita dal partito. In quel momento, intanto, Guido Quintino Liris si avvicinava in maniera decisa a FdI, con il successivo ingresso nel partito e l’elezione in Consiglio regionale. Successivamente il gruppo di Insieme per L’Aquila l’avrebbe “raggiunto”.

Adesso lo schema rischia di ripetersi anche in Regione Abruzzo, anche se con variabili diverse. Intanto c’è da verificare come andrà a finire la questione che riguarda l’assessore Mauro Febbo, autosospesosi da Forza Italia per appoggiare una formazione civica a Chieti. Dal vertice regionale dei partiti di centrodestra che si è tenuto ieri non si sono registrati passi avanti significativi, ma è evidente che Mauro Febbo non è intenzionato a fare passi indietro, d’altra parte quella del “ritorno all’ovile” è una pratica che non si addice alla personalità politica dello stesso Febbo. A quel punto il rischio è che perda l’assessorato in Regione. Ma anche se così non fosse, la storia tra Febbo e Forza Italia resterebbe comunque “segnata” da questo episodio che marca una distanza piuttosto definitiva tra le parti.

Nel frattempo, però, si è aperto un altro fronte, quello relativo al sottosegretario Umberto D’Annuntiis che qualche indiscrezione vorrebbe in uscita da Forza Italia. Per andare dove? Naturalmente in Fratelli d’Italia. L’operazione ha mandato su tutte le furie il coordinatore regionale Nazario Pagano, che non può permettersi altre defezioni. Con i tavoli regionali ancora aperti, quindi, situazione “congelata”. Almeno per il momento. D’altra parte l’indiscrezione rimane nell’ambito delle “ipotesi” non confermate dai vertici: “Non sta succedendo nulla,- assicura il coordinatore regionale di FdI, Etelwardo Sigismondi a IlCapoluogo.it – se D’Annuntiis un giorno riterrà di fare questo passo se ne ragionerà. Adesso stiamo andando a Teramo a presentare altri amministratori”. Insomma, Fratelli d’Italia comunque prosegue a ingrossare le sue fila, e chissà che presto o tardi non tocchi effettivamente anche a D’Annuntiis passare nella “scuderia” di Giorgia Meloni. D’altra parte l’appeal di FdI, grazie alla crescita dei consensi ma anche al ruolo di primo piano in Regione, che permette di creare collegamenti e sinergie estese sul teritorio regionale, sembra in forte crescita.

In Regione rimarrebbe quindi solo il presidente del Consiglio Lorenzo Sospiri in quota Forza Italia, anche se i suoi rapporti con il senatore Nazario Pagano non sono mai stati troppo idilliaci.

Problemi anche sull’ambito nazionale, dove i rapporti tra Pagano e l’onorevole Antonio Martino sono ai minimi storici, come attesta l’ultimo screzio sul mancato invito alla presentazione del candidato di Avezzano. Che sia il preludio di un ritorno dello stesso Martino in zona Leopolda?

Ad ogni modo, il modello “L’Aquila” si avvicina a grandi falcate anche in Regione Abruzzo, almeno per quanto riguarda il “depotenziamento” di Forza Italia. Se questo depotenziamento si tradurrà in un rafforzamento di FdI, come a L’Aquila, si vedrà. Al momento di certo c’è solo che quello che era il primo partito del centrodestra, in Italia e in Abruzzo, dopo aver ceduto il trono alla Lega e dopo essere stato superato nei consendi da FdI, si appresta a perdere consistenti pezzi di rappresentanza. Servirà il “colpo di coda” di Avezzano per arrestare il declino? Si vedrà, intanto il coordinatore Nazario Pagano è chiamato a salvare quel che resta del partito in Abruzzo. Diversamente tra qualche anno si dirà… C’era una volta Forza Italia.