Capitignano, ricostruzione ancora al palo e spopolamento costante

Capitignano, tante le difficoltà nel paese dell'Alto Aterno tra ricostruzione ferma al palo, blocco lavori sulla L'Aquila Amatrice e lo spopolamento post sisma.

Situazione drammatica a Capitignano tra la ricostruzione ancora al palo, il problema dello spopolamento dopo i terremoti del 2009 e del 2016/2017 e il blocco nei lavori per il quarto lotto della superstrada L’Aquila-Amatrice.

Il Movimento Civico per Capitignano e Frazioni, a nome del suo Coordinatore Pio Fulvi esprime “forte preoccupazione, nonché stupore per la situazione di stallo permanente dei lavori per il IV Lotto della Superstrada L’Aquila/Amatrice che va dallo svincolo per Marana di Montereale alla Frazione di Cavallari verso nord-ovest della valle”.

“Inizialmente si era ritenuto che il fermo delle operazioni fosse dovuto ad un eventuale sequestro del cantiere da parte della Procura della Repubblica a seguito di un incidente occorso ad alcuni operai all’interno della realizzanda galleria nei pressi del Cimitero di Marana e, per tale supposizione, nessuno aveva espresso lamentele”.

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“Trascorso un eccessivo tempo però, e venuti a conoscenza che il blocco dei lavori non è assolutamente addebitabile all’incidente poiché, nel caso, sarebbe stato circoscritto alla sola galleria e non al restante tratto stradale, si chiede agli Enti preposti, in primis, al Presidente della Giunta Regionale Marco Marsilio, all’Assessore alle Aree Interne Guido Liris, al Sindaco di Capitignano Maurizio Pelosi e all’ANAS, di verificare e far conoscere alle popolazioni quali siano le reali cause per le quali l’Impresa Toto costruzioni generali, aggiudicataria dell’appalto di 46.131.09,70 euro netti per lavori oltre gli oneri per la sicurezza di ulteriori 3.445.585,23 euro, ha di fatto cessato i lavori nel Cantiere del IV Lotto da oltre 5 mesi a questa parte”.

“Di recente – aggiunge il Coordinatore – abbiamo visto e condiviso il positivo auspicio da parte di alcuni rappresentanti politici locali e di Amatrice per far giungere l’importantissima arteria fino ad Amatrice con un successivo V Lotto, che possa servire anche il limitrofo Comune di Campotosto. Ma rileviamo anche che nessuno pare si sia preoccupato minimamente di segnalare questo inaspettato fermo totale del IV lotto, almeno da quanto potuto rinvenire sui social e sulla stampa. Sembravano essere finite le ‘opportunistiche’ lungaggini tipiche della Prima Repubblica ma così non sembra essere e la nostra Valle ha urgente necessità di poter tornare a sognare e credere in qualcosa in un momento storico, già traumatizzato dalla Pandemia, in cui tutto sembra andare per il peggio”.

Un paese, quello di Capitignano, che ha subito diversi forti terremoti sin dal 2009 e che oggi non presenta alcun cantiere edile aperto “la dice lunga sull’attuale situazione occupazionale ed economica del paese”.

“Non decolla, infatti, la ricostruzione pesante da sisma 2009 per tutta una serie di vari fattori troppo complessi per poterli esprimere in una breve panoramica delle situazioni; al palo gran parte della ricostruzione da sisma 2016/2017 per via della Faglia Attiva Capace che, con 400 metri di preventiva larghezza incombente sulla parte nord di Capitignano con prosecuzione verso le Frazioni, non solo ha bloccato quanto sinora prodotto in termini progettuali ma non consente più a nessuno di presentarne altri finchè non sarà terminato lo studio da parte degli esperti in materia sulla entità del pericolo incombente”.

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“Purtroppo, anche qui, l’inefficienza del precedente Commissario Straordinario non ha portato alla individuazione di queste figure a mezzo di quel bando pubblico per il quale oggi il nuovo Commissario Giovanni Legnini pare intenda adoperarsi celermente. Speriamo sinceramente sia così in modo da poter risanare tra qualche tempo almeno gli immobili posti sulle zone lasciate libere dall’eventuale, e possibile, restringimento della Fascia Attiva”.

“In aggiunta a questo già drammatico scenario si innesta il mancato ripopolamento, nonostante l’assegnazione delle 20 SAE realizzate dopo il 2017, e il continuo spopolamento dal paese in direzione di L’Aquila o verso altri Comuni. Quadro suscettibile di ulteriore peggioramento in siffatto momento in cui è lecito ipotizzare che le residue attività commerciali del posto possano essere costrette a chiudere i battenti qualora la già evidente carenza di clientela riduca ulteriormente i ricavi”.

“Inoltre, a fine mese lasceranno definitivamente il Comune sia il Responsabile dell’area amministrativo/contabile, sia il responsabile dell’ufficio Tecnico, a questo si aggiunge che da mesi il Comune non ha più il Segretario e non si intravvedono possibilità immediate di reperirlo”.

Da una situazione oggettiva di tal genere, e presupponendo che l’inizio della campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio Comunale a Capitignano, che durerà fino alla prossima primavera, e che indurrà, inevitabilmente, l’attuale Compagine ad occuparsi con minor determinazione delle serie problematiche che attanagliano il Comprensorio, nemmeno il miglior ottimista si azzarderebbe ad ipotizzare che qualcosa di buono possa accadere nel breve-medio tempo”.

“E’ un dato di fatto che il Sindaco uscente Maurizio Pelosi, giunto al terzo mandato consecutivo, potrà eventualmente riproporsi come tale soltanto tra 5 anni. Dopo aver vanamente tentato sin dall’anno 1993 di addivenire ad una Lista unitaria tra i due blocchi locali, per la prima volta – sostiene il Coordinatore Pio Fulvi – ci sarebbero le condizioni ideali per poterla costruire, proprio in considerazione sia della scelta di un nuovo Sindaco, sia della suesposta situazione, sia per la scomparsa dei rigidi ideali politici che negli anni addietro contrapponevano a prescindere le parti”.

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“Le grandi difficoltà imporrebbero la coesione totale per meglio fronteggiarle a beneficio del bene pubblico, ribadendo il principio che più menti danno frutti migliori di una o due sole. A nostro avviso chi si dovesse discostare da questo nobile principio continuerà a perseguire la politica del voto e del consenso personale per prevalere e non per curare un paese al disarmo urbanistico, economico e sociale”.

“Noi riteniamo che Capitignano abbia il pieno diritto, e le possibilità, di rigenerarsi. Non resta che confidare nell’intelligenza e nella passione verso il pubblico interesse di coloro che si accingono a guidare il paese per i prossimi 5 anni”.

Il Movimento Civico resterà in ogni modo, anche nel caso non dovesse avere eletti in Consiglio, un attento e costruttivo difensore di tutto ciò che riguardi le Comunità e il Comprensorio, nonché un attento e fermo oppositore di ciò che si dovesse ritenere ingiusto e dannoso, così come operato in questi ultimi 5 anni. Un augurio quindi a Capitignano per il prossimo futuro!”.