Campo Felice, turismo cinofilo evaporato

Turismo cinofilo, anno nero e non solo a causa del Covid. Parla un operatore di Campo Felice: le molte centinaia di mila euro che la cinofilia portava nel nostro territorio sono evaporate.

Stagione cinofila da dimenticare nell’Abruzzo interno: nel 2020 il turismo cinofilo nella piana di Campo Felice è “evaporato”. Parole di Romeo Ciuffoletti, già gestore del rifugio “Da Romeo” a Rocca di Cambio, che si autodefinisce “ristoratore che non c’è più”.

Trascorsi i primi giorni di luglio 2020, per gli operatori turistici di Campo Felice, di tutto l’altipiano delle Rocche, di Lucoli e tutte le zone limitrofe fino ad Avezzano e L’Aquila, è arrivato il momento di far di conto.

“Le presenze che negli ultimi anni nel periodo delle gare cinofile di luglio, di carattere internazionale, che si svolgevano nella piana di Campo Felice sono evaporate” dice Ciuffoletti

“Adesso è facile dire: “Causa Covid”, le gare non si potevano svolgere, gli assembramenti che avrebbero generato non consentivano un controllo efficace della manifestazione. Per essere generoso anche io sostengo questa tesi. Poi rovistando nei meandri della mia memoria ricordo come da ottobre-novembre 2019 iniziarono a covare sotto la cenere i primi problemi che mettevano a rischio anche lo svolgimento delle manifestazioni cinofile di luglio 2020.

Permessi, autorizzazioni, pareri vari per quanto riguardava le gare di luglio e di tutta la stagione cinofila hanno di fatto rallentato se non oltre tutti gli iter necessari. Tutti gli enti pubblici, partendo dalla regione, per scendere fino ai comuni interessati dal fenomeno turistico, sono stati messi al corrente.

L’Ente Nazionale Cinofilia ha informato e chiesto incontri in Regione, i vari ambiti territoriali di caccia, competenti per i territori sono stati coinvolti. Gli operatori turistici fecero sentire la loro voce. In sintesi ci sarebbero stati tutti i presupposti per intavolare una discussione che non poteva che concludersi positivamente, per quanto è consentito a me di sapere tutto ciò non è avvenuto.

In altre realtà, gare cinofile dello stesso tipo probabilmente in forma più ridotta e contenuta si sono svolte.

Sicuramente oggi tutti negheranno il loro disimpegno, tutti diranno che le colpe sono altrui. Intanto il danno è fatto. Ora forse ci diranno: “Per il 2020-21 ci pensiamo noi, faremo in modo che tutto torni come prima anzi anche migliore”, come tutti gli italiani siamo abituati alle promesse come siamo abituati alle promesse non mantenute.

Il risultato comunque per l’anno 2020 è chiaro. Le molte centinaia di mila euro che la cinofilia portava nel nostro territorio sono evaporate. Quando sento parlare i nostri politici (di tutti i colori) di turismo, di programmazione, di sviluppo etc. etc. sorrido e penso alla tristemente nota affermazione della “decrescita felice”.

Il fenomeno delle gare cinofile a Campo Felice si è sviluppato in 25-30 anni grazie ai gruppi cinofili del territorio all’Ente Nazionale Cinofilia e ai tanti volontari. Adesso grazie al “Covid19” o alla negligenza di chi poteva e doveva operare e non lo ha fatto il 2020 è archiviato, niente gare e visto che ci siamo è meglio che anche nei prossimi anni non si svolgano. Potremo così affermare: l’opera è compiuta.

Altre regioni ci ringrazieranno. Il turismo lasciamo agli altri a noi non serve, siamo ricchi di nostro