Alessandro Mucci, passa anche da L’Aquila la corsa in bici contro il cancro

Pedalare contro il cancro. Alessandro Mucci sta attraversando il centro Italia in sella alla sua bici, per raccogliere fondi in favore della ricerca contro il cancro. Oggi parte per L'Aquila

Pedalare contro il cancro. Alessandro Mucci è un giovane triatleta torinese. Segni particolari? Sta attraversando il centro Italia in sella alla sua bicicletta, per raccogliere fondi in favore della ricerca contro il cancro. Oggi parte per arrivare a L’Aquila.

Un viaggio, quello di Alessandro Mucci, 23enne di Torino, che toccherà i borghi più belli del Centro Italia, le aree colpite dai terremoti e tappe storiche del ciclismo italiano, anche ad alta quota, come Campo Imperatore.

Il viaggio di Alessandro è partito lo scorso 29 giugno, da San Donato in Val di Comino, in Ciociaria e si concluderà tra qualche giorno. Alessandro scegliendo di fare un viaggio in bicicletta si fa un doppio regalo: sostiene la lotta al cancro di sua mamma – a cui qualche mese fa è stato diagnosticata una forma aggressiva di tumore al pancreas – e realizza parte di un sogno, percorrere in bici tutta l’Italia.

Intanto parte dal Centro, dai borghi più belli, dalle zone martoriate da troppi terremoti, dai sentieri di montagna, più faticosi ma che regalano una vista senza fiato. Arriverò presto a L’Aquila: è partito ieri per il capoluogo d’Abruzzo, portando avanti con spirito di sacrificio e tanto entusiasmo la sua iniziativa, Pedalando per la ricerca, con l’obiettivo di sensibilizzare le persone alla ricerca contro il cancro.

Questa la descrizione della sua avventura benefica e solidale, riportata sul sito retedeldono.it , con i link per seguire la corsa di Alessandro Mucci e per donare, per sconfiggere insieme il mostro.

“Ogni giorno in Italia si scoprono oltre 1.000 nuovi casi di cancro.

Nel corso della vita circa un uomo su 2 e una donna su 3 si ammalerà di tumore.

In media un uomo ogni 3 e una donna ogni 6 muoiono a causa di un tumore.

In Italia la sopravvivenza media a cinque anni dalla diagnosi di un tumore maligno è del 55% fra gli uomini e del 62% fra le donne.

La sopravvivenza è aumentata negli anni grazie soprattutto alla ricerca ed alla prevenzione.

Purtroppo a gennaio del 2020 è stato diagnosticato a mia mamma, che ha fatto 57 anni il 24 giugno, un tumore.

Le è stato diagnosticato un tumore al pancreas, uno dei più rari e dei più difficili da trattare.

Ha già affrontato il complicato intervento chirurgico ed il 26 giugno, ha terminato i cicli di chemioterapia.

Sono stati mesi molto complicati, tra la malattia di mia mamma, la mia ultima sessione di esami, il lavoro ed il coronavirus.

A marzo del 2020 mi sono laureato presso l’Università degli studi di Torino in Economia e Commercio. Avevo deciso come regalo di laurea di intraprendere un viaggio in solitaria con la mia bicicletta ma sono stato fermato temporaneamente.

Siccome il 24 giugno mia madre ha compiuto 57 anni, ho pensato che sarebbe molto bello come regalo di compleanno aprire una raccolta fondi contro la lotta ai tumori mentre pedalerò in sella al mio sogno.

Ho deciso perciò di partire per questo viaggio con la speranza di poter raccogliere quanti più fondi possibili da devolvere in beneficenza.

Ho scelto come zona il Centro Italia e le zone martoriate dai terremoti di questi ultimi anni.

Partirò da San Donato Val di Comino (bandiera arancione al turismo in Ciociaria) ed epicentro del terremoto del 1984, e passando attraverso quanti più borghi e luoghi simbolo della nostra nazione arriverò a Rieti, Terni, L’Aquila, Pescara, Sulmona per poi terminare il mio giro proprio da San Donato.

Nel mezzo incontrerò salite che hanno fatto la storia del Giro d’Italia (Terminillo, Campotosto, Campo Imperatore, Blockhaus), ma soprattutto transiterò e mi fermerò per il mio unico giorno di riposo da Norcia, Visso, Ussita, Castelsantangelo sul Nera, Accumuli, Arquata del Tronto, Amatrice e L’Aquila (luoghi tragicamente famosi per gli ultimi terribili terremoti), oltre a Rigopiano, tristemente famosa per la valanga del 2017.

Realizzerò questo viaggio a favore della ricerca, donando il ricavato all’AIRC, ma soprattutto mi piacerebbe trasmettere un messaggio di consapevolezza in tutte le persone con cui verrò in contatto fisicamente oppure online attraverso i contenuti che pubblicherò e veicolerò.

Affronterò 21.000 metri di dislivello per mia madre, perché lei ha affrontato una salita per vincere questa malattia.

Lei sta affrontando questa salita ed io voglio affrontarla con lei.

Questi mali si portano ogni anno via mogli, mariti, madri, padri, figli, parenti ed amici. Ma possiamo combatterli attraverso uno stile di vita più equilibrato, un maggior rispetto dell’ambiente che ci circonda e la ricerca, che è lo strumento principale per combatterli”.