A14, incubo traffico e lunghe code

A14, incubo traffico: un'odissea per gli automobilisti. Un’ora in più di percorrenza tra Ancona e Pescara.

Incubo traffico in A14: è caos.

Un’ora in più di percorrenza, minimo, per lo stesso tragitto tra Pescara ed Ancona.

Ripreso il traffico sulle arterie stradali dopo il lockdown, continua l’epopea degli automobilisti afflitti tra i cantieri dell’autostrada ed i viadotti sequestrati dell’adriatica.

Cantieri infiniti che riducono lo scorrimento ad una sola corsia, obbligando gli automobilisti a file infinite, tra cui tanti abruzzesi che utilizzano la A14 per gli spostamenti.

Lunghe code segnalate quotidianamente sulla A14 da Pescara fino ad Ancona, sia a salire che a scendere. Si cammina quasi a passo d’uomo nei diversi tratti a carreggiata ridotta.

Il viaggio della speranza, o forse neanche più. A causare da mesi i rallentamenti e gli incolonnamenti sulla A14 non solo i viadotti sequestrati dalla Procura di Avellino, ma anche le corsie ridotte, in alcuni tratti autostradali.

Corsie ridotte adesso dai diversi cantieri ripresi dopo l’emergenza, lungo tutta l’arteria, che sottopongono gli automobilisti a ore di fila sotto il sole.

Durante l’arco dell’intera giornata ogni cantiere ha una media di 25 minuti di coda, che implica almeno un’ora in più di percorrenza tra Pescara e Ancona.

Il timore di molti, ora, riguarda l’estate i il conseguente esodo.

Dopo il lockdown inizieranno gli spostamenti, i flussi turistici e dopo un isolamento e una situazione difficile a causa della pandemia non ci si possono permettere errori che impediscano all’economia di ripartire.

Caos A14, imprese e sindacati alla De Micheli: “Ora intervenga il suo ministero”

Un impegno diretto e personale del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, per una rapida soluzione dei disagi che paralizzano il tratto autostradale delle A14 nel tratto tra l’Abruzzo e le Marche.

Ma anche la richiesta di esercitare una pressione nei confronti del gestore affinché riduca i costi dei pedaggi, “perché non è possibile che si impieghi più tempo a percorrere un’autostrada rispetto ad una strada statale, continuando ad applicare le stesse tariffe”.

E’ questo il contenuto della lettera indirizzata questa mattina alla titolare del ministero di Villa Patrizi da un pool di ben sedici sigle che rappresentano la quasi totalità del mondo dell’impresa e dei sindacati dei lavoratori abruzzesi: Agci, Casartigiani, Cia, Claai, Cna, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confindustria, Legacoop, Cgil, Cisl, Uil e Ugl.

Nella nota, inviata anche al presidente della Regione, Marco Marsilio, ed ai parlamentari abruzzesi, si ricorda alla De Micheli “il grave congestionamento che interessa attualmente un tratto rilevante dell’autostrada A14 Adriatica, tra il Molise e le Marche, importantissima arteria del Paese da mesi oggetto di vicende giudiziarie, con sequestri di numerosi viadotti, operati dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Avellino, su manufatti ritenuti pericolosi per la sicurezza dei viaggiatori”; misura cui si sono aggiunti, dopo la ripresa delle attività post Covid, i lavori “di adeguamento alla normativa antincendio di numerose gallerie, che determinano una serie infinita di cantieri, con relative chiusure di carreggiata e circolazione a doppio senso di marcia”.

Insomma, una combinazione micidiale di due eventi – i viadotti parzialmente sequestrati e le gallerie oggetto di interventi per la messa in sicurezza – che “ha creato un ingestibile caos nella circolazione, con continui rallentamenti e micro-tamponamenti, oltre a lunghe code che, soprattutto in particolari momenti della giornata e della settimana, rendono gli spostamenti in questo tratto degli insopportabili calvari. Situazione destinata ad aggravarsi ulteriormente nel momento in cui comincerà il cosiddetto “esodo estivo” per le vacanze”.

Da qui la richiesta alla De Micheli “di intervenire su tutte le strutture ministeriali coinvolte, per sollecitare un veloce disbrigo di tutte quelle pratiche burocratiche che consentano al gestore di intervenire velocemente per porre fine ai disagi di quanti hanno la malaugurata sorte di transitare nel tratto interessato”.

Richiesta cui, come detto, si aggiunge quella legata alla riduzione dei pedaggi: alla titolare di Infrastrutture e Trasporti le sedici sigle chiedono infatti anche di «di farsi portavoce dell’istanza che proviene da tutte le realtà sociali, economiche e produttive dell’Abruzzo e del Paese, affinché il gestore applichi sostanziose riduzioni alla tariffa del pedaggio nel tratto descritto».

(La foto allegata all’articolo è di repertorio)