Commissione Bilancio sui tribunali ‘minori’: chi paga?

Il progetto di legge per la salvaguardia dei cosiddetti tribunali 'minori' in Commissione Bilancio. Il nodo delle competenze sulle spese di funzionamento.

L’AQUILA – Il progetto di legge per la salvaguardia dei cosiddetti tribunali ‘minori’ in Commissione Bilancio. Tutti d’accordo, ma chi paga? I Comuni chiedono garanzie alla Regione.

Seduta della I Commissione Bilancio, Affari generali e istituzionali a L’Aquila per le audizioni relative al progetto di legge “Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero, a norma dell’articolo 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n. 148, e succ. modificazioni”. Si tratta sostanzialmente di garantire la funzionalità dei tribunali che stanno per essere soppressi, “a patto che siano gli enti locali a richiederlo e a farsi carico delle spese di gestione e manutenzione“. Un meccanismo “automatico” per ridare la palla gli enti locali su un tema tanto delicato.

Se il principio della salvaguardia dei tribunali minori ha trovato sostanzialmente tutti d’accordo, qualche distinzione è arrivata per quanto rigaurda le spese di gestione che, per i tribunali abruzzesi, ammontano tra gli 800mila euro e il milione, 200mila euro a tribunale che rischia la chiusura (Avezzano, Sulmona, Vasto e Lanciano).

“Per come è scritto adesso il testo – ha sottolineato a margine della seduta Sara Marcozzi del M5S – i costi per la nuova organizzazione dei tribunali, con il rafforzamento degli organici, rischiano di finire interamente sulle spalle dei Comuni interessati. Una soluzione assolutamente non percorribile, a maggior ragione in periodo di emergenza economica, con i territori alle prese con i postumi del Covid. Lo abbiamo ribadito nel corso della seduta, a cui erano presenti anche i Sindaci dei comuni e i rispettivi Presidenti del Consiglio degli Ordini degli Avvocati”.

A stretto giro di posta, la replica di Guerino Testa (FdI): “Ci spieghino i capigruppo di Pd e M5S in Consiglio regionale perché i loro ministri non “salvano” i Tribunali di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto, dopo averlo promesso in campagna elettorale? Perché invece di dare lezioni al centrodestra su come si proteggono i Tribunali abruzzesi, non le danno al Ministro Bonafede?”.

Tribunali minori, la posizione dei Comuni.

“Sono costi che dovrebbe affrontare lo Stato, – ha sottolineato il sindaco di Sulmona Annamaria Casini – ma siccome è una battaglia centrale per Sulmona e per i Comuni del vasto territorio, noi faremo la nostra parte, affrontando anche questo sacrificio, sostenendo per quanto necessario anche i costi di funzionamento come propone il progetto di legge regionale. In realtà Sulmona fa già la sua parte, perché l’edificio è di proprietà del Comune, concesso in comodato d’uso gratuito, e le spese di gestione complessivamente sono quantificabili in circa 200mila euro, comprese  quelle di custodia attualmente sostenute dal Comune, pur se a carico dello Stato”.

Da Vasto, invece, è stato il vice sindaco Giuseppe Forte a portare il grido d’allarme di un territorio “al confine” con altri territori a più grave impatto criminale, con “sconfinamenti” che mettono a dura prova la tenuta dell’ormai ex “isola felice”: “Ho ribadito in Commissione – ha spiegato a IlCapoluogo.it il vicesindaco di Vasto – che non possiamo permetterci di perdere un baluardo di legalità. La nostra città rappresenta un ‘muro‘ contro gli sconfinamenti della criminalità di altre zone e non possiamo permetterci depotenziamenti. D’altra parte la Regione deve fare la propria parte, perché le casse comunali non possono essere gravate tutti gli anni da una spesa cosi forte”. Come Sulmona, d’altra parte, anche Vasto ha strutture “proprie” per il Tribunale, per il quale il ministero quindi non paga l’affitto.