Vittorio Sgarbi e Magistratopoli, “combattiamo il partito dei giudici”

Magistratopoli: Sgarbi chiede un’inchiesta nel mondo della giustizia, "tanti corrotti". L’intervista del Capoluogo all’onorevole Vittorio Sgarbi

“Il parlamento dovrebbe discutere seriamente sull’istituzione di un’inchiesta parlamentare su Magistratopoli e non essere il luogo di restrizioni e censura che è diventato”.

Un’intervista fiume e piena di amarezza quella che il Capoluogo è riuscito a strappare in esclusiva all’onorevole Vittorio Sgarbi, all’indomani dei tafferugli avvenuti alla Camera che hanno portato al suo allontanamento forzato, portato fuori dall’aula di peso dai commessi.

vittorio sgarbi

“Magistratopoli e tutto il caso che ruota intorno a Palamara meritano una commissione d’inchiesta parlamentare come venne fatto per la P2”, ha dichiarato Sgarbi al Capoluogo.

“Adesso siamo davanti a uno scenario peggiore tra nomine pilotate e politiche nel mondo dei magistrati”, dice l’onorevole Sgarbi.

Per Sgarbi ad esempio il caso emblematico è quello della telefonata a Luigi Patronaggio, definito dall’onorevole, “il mostruoso pm che ha inquisito Salvini per la nave Diciotti e dalle intercettazioni, ne esce un’attività politica opposta a quello che dovrebbe essere il suo ruolo”.

“Cossiga aveva ragione, l’Anm si prefigura a tutti gli effetti come un’associazione mafiosa e come è stato per la commissione antimafia oggi, per fare chiarezza, dobbiamo avere una commissione anti magistratura corrotta”.

“Il parlamento esiste per quello, nella magistratura ci sono persone che non garantiscono equilibrio ed equidistanza”.

Qual’è per l’onorevole Sgarbi la causa che ha portato la magistratura a questa deriva?

“Le correnti politiche hanno favorito alcuni magistrati, i quali hanno fatto attività politica prima contro Silvio Berlusconi, poi contro Umberto Bossi e ora contro Matteo Salvini. Non possiamo più tollerare che un Paese intero sia condizionato da magistrati che prendono il posto della politica. Tra favoritismi personali, privilegi e doppi incarichi, questo è il panorama attuale della magistratura italiana”.

Cosa farà il governo adesso?

“Il governo non farà nulla – incalza il solito Sgarbi provocatorio -, il Pd è un partito corrotto, i grillini sono opportunisti, continueranno a fare le loro battaglie sui vitalizi, che non servono a niente e alla fine di Magistratopoli non si parlerà nemmeno più”.

Giornalisti e Magistratopoli

“I giornalisti in Italia mediamente sono o vigliacchi, o braccia armate. Non sono in grado di fare giornalismo d’inchiesta, perché hanno stabilito di privilegiare questa visione giudiziaria del mondo dove ci sono o buoni o cattivi”, dice Sgarbi.

Intanto, dopo i tafferugli alla camera Vittorio Sgarbi ha deciso che porterà in tribunale il vice presidente della Camera Mara Carfagna e la collega di Forza Italia Giusi Bartolozzi.

Di seguito il comunicato rilasciato dall’ufficio stampa di Vittorio Sgarbi.

“Le sole parole irripetibili che ho pronunciato all’indirizzo delle due indignate di comodo sono: ridicola alla Bartolozzi e fascista alla Carfagna. Parole perfettamente aderenti ai loro comportamenti”, ha detto Sgarbi tramite il suo ufficio stampa.

“Quanto alla Bartolozzi, ex magistrato, le ho anche evocato il nome di Berlusconi, solo per ricordarle che si trova in Parlamento proprio grazie alla generosità di Silvio Berlusconi, l’uomo più perseguitato d’Italia da certa magistratura. Quella magistratura che io ho denunciato nel mio discorso alla Camera e che lei ha ciecamente difeso, come se lo scandalo delle chat di Palamara fosse una invenzione. Tra l’altro io a quei magistrati del caso Palamara ho fatto riferimento, e non genericamente alla categoria dei magistrati. Quanto all’ex soubrette in catene Mara Carfagna (lo so, ricordare ciò che siamo stati è sempre un esercizio faticoso) ribadisco che impedirmi di parlare e votare è un atto fascista”.

“Ma le due indignate a comando cosa fanno? Montano una ignobile strumentalizzazione politica mostrandosi come vittime. Evocano il sessismo pretendendo in quanto “donne”, una sorta di immunità alle critiche, esercitando, loro sì, una forma di intimidazione nei miei confronti.

“Pertanto – aggiunge Sgarbi – vista la grave diffamazione consumata ai miei danni con accuse false, dovranno portare le prove in un tribunale, il solo luogo in cui si potrà parlare liberamente di ciò che ho detto, visto che il Parlamento è diventato un luogo di censura e di restrizioni. In quella sede si potrà anche ricostruire il percorso che ha portato la Bartolozzi e la Carfagna in Parlamento. In modo che, anche se con anni di ritardo, si possa poi dire: aveva ragione Sgarbi”.

Nel frattempo Sgarbi ha trovato anche il modo per fare dell’ironia sull’ultima vicenda che lo ha visto protagonista, pubblicando un post su Facebook.

“Avete dunque assistito alla mia trasformazione in opera d’arte. Ormai non conta più l’episodio nella sua contingenza, la fotografia del trasporto nella cronaca del Corriere:Alla fine i commessi della Camera l’hanno dovuto portare fuori di peso tra le urla e i cori di un’aula ridotta a una bolgia, una scena che ha pochi precedenti negli annali parlamentari»: quello è il residuo, l’occasione, per qualcosa che resterà nella memoria e, prima che nella storia del costume, nella storia dell’arte, nelle sue contaminazioni. Penso a Andy Warhol, penso a Banksy, penso alle serate futuriste… Mi volevano deporre, ma mi hanno solo momentaneamente spostato“.

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