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Turismo in Abruzzo post Covid: bene la montagna, in affanno la costa

Turismo e vacanze in Abruzzo: per adesso montagna batte mare. Albergatori della costa ai nastri di partenza per salvare ciò che resta della stagione estiva.

Cosa succede nell’estate del post Covid al turismo in Abruzzo?

In questa stranissima estate 2020, quella che tutti ricorderanno come “quella del post Covid”, sta marciando a singhiozzo il turismo anche in Abruzzo, soprattutto sulla costa, frenato in parte dalla totale assenza di flussi stranieri e dal meteo che in queste settimane di giugno non è stato clemente.

E se da una parte c’è l’Abruzzo interno aquilano che con i suoi paesaggi da incanto sta regalando una nota positiva, dall’altra ci sono gli albergatori della costa che ancora sono fiaccati da incertezze e difficoltà che stanno mettendo in ginocchio il settore legato al turismo.

Il primo tassello è rappresentato dalle presenze che non potranno certo essere quelle degli ultimi anni. Ma questo era scontato, visti i recenti accadimenti e nei due mesi centrali dell’estate rimasti (luglio e agosto), l’obiettivo sarà quello di “salvare” la stagione, per quanto possibile.

“Nell’Aquilano qualcosa si sta muovendo – dice al Capoluogo il presidente degli albergatori, Mara Quaianni – i dati sul turismo sono sono confortanti. Al momento sono diversi i preventivi, quindi la richiesta c’è, speriamo si concretizzi”.

Effettivamente qualcosa si sta muovendo; nei piccoli borghi come Rocca Calascio o Santo Stefano di Sessanio in questi ultimi week end si stanno registrando diverse presenze, soprattutto di famiglie romane che fuggono come possono dal caos della grande città.

Il tasto dolente proviene dalla costa: in alcune zone per esempio la stagione non è ancora partita, come confermato anche dal presidente degli albergatori di Tortoreto, Andrea Casini.

“Il tempo non è stato per adesso dalla nostra fino ad ora – spiega Casini al Capoluogo – e il settore turismo ancora non si è ripreso dalla mazzata data dall’emergenza Covid. Aspettiamo adesso la fine di giugno, contiamo su questo ponte lungo del 29, festa a Roma per il patrono e vediamo che succede”.

Per il presidente degli albergatori è proprio il settore hotel ad aver risentito di più del momento critico: “sta andando meglio invece per i villaggi, i residence e b&b. Una boccata di ossigeno per tutto il comparto extra alberghiero”.

Turismo e hotel: qual è il problema

“Gli hotel stanno soffrendo per le restrizioni e la conseguente contrattura dei servizi. Non potendo partire a regime pieno con il  personale, in tanti  hanno ristretto i posti letto, dovendo diminuire anche i coperti nelle sale ristorante per assicurare le giuste distanze. In ogni caso, entro fine mese, riapriranno tutti gli alberghi, almeno a Tortoreto. Ovviamente abbiamo perso tutti o quasi un mese abbondante, il settore turismo è tra i più ad avere risentito dell’emergenza Covid”.

Di rimando invece funzionano nel fine settimana soprattutto le altre attività legate al turismo, ovvero stabilimenti e ristoranti.

“Tortoreto ha molte seconde case, fortunatamente la paura è passata e la gente sta tornando, per questo motivo stiamo comunque puntando a un’offerta ampia che abbracci un turismo anche un po’ diverso dal solito, all’area aperta e a tutto tondo”.

Bonus vacanze: un’arma a doppio taglio per gli albergatori

“Le richieste ci sono ma il bonus è un’arma a doppio taglio proprio per gli albergatori. Il problema delle strutture in questa stagione e in questo periodo storico è la mancanza di liquidità e l’introduzione del bonus vacanze, sotto questo aspetto, non ci aiuta”.

“Già stiamo soffrendo molto: scarseggia la liquidità e le banche faticano a concedere prestiti, ci sono le tasse da pagare come Imu o Tari e secondo quanto stabilito dal governo gli albergatori potranno portare in detrazione il rimborso del bonus il prossimo anno”, conclude.

Anche ad Alba Adriatica, come a Tortoreto per i primi di luglio tutti gli hotel saranno operativi.

“Su 40 strutture, circa il 5 percento purtroppo non riaprirà, avendo trovato poco conveniente la situazione che si è venuta a creare dopo l’emergenza”, spiega al Capoluogo Ludovico Tavoni, presidente associazione albergatori Alba Adriatica.

“Per il resto, seppure in ritardo, cercheremo di salvare ciò che resta di questa stagione. Il turismo è stato messo in ginocchio dall’emergenza soprattutto in località come queste che vivono di un indotto che si spalma in 3 mesi l’anno. I vari hotel sono stati tutti igienizzati e sanificati, pronti finalmente ad accogliere in sicurezza turisti speriamo anche da fuori regione”.

“Aspettiamo tutti, senza distinzioni. Noi abruzzesi siamo stati fortunati, vivendo al margine il dramma vero dell’emergenza. Per questo siamo pronti ad accogliere con sentimenti positivi i tanti turisti che sceglieranno dal Nord Italia la nostra regione, che sia mare o montagna: non ve ne pentirete”, conclude.