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Stop 5G L’Aquila, manifestazione a Piazza Duomo

Stop al #5g, stamattina manifestazione all'Aquila. Le ragioni di chi manifesta: "Il piano Colao creerà un disastro. Siamo davanti a una pericolosa deriva elettromagnetica".

“L’Aquila è stata scelta insieme a Torino, Prato e Matera per la sperimentazione del 5G. È una deriva pericolosa che non possiamo accettare, per questo scendiamo in piazza e manifestiamo”.

Così Alleanza italiana Stop 5G L’Aquila  annuncia la manifestazione di  sabato 20 giugno dalle 10.30 alle 13:30 in centro presso Piazza Duomo, in adesione alla Giornata di Mobilitazione Unitaria che vede unite dallo stesso filo diverse città italiane.

Alleanza italiana L’Aquila pone l’attenzione sull’installazione in città di diverse stazioni mobili.

“Prima del Coronavirus nel nostro territorio erano state già installate 150 stazioni radio di telefonia mobile, di cui diverse concentrate presso i Map di Cese di Preturo, i cui abitanti hanno protestato per via della vicinanza”, ricorda al Capoluogo Antonella Sacco, portavoce aquilana del movimento e referente per la provincia.

L’Alleanza Italiana Stop 5G si presenta  come interlocutore indipendente per Governo, Parlamento, Regioni, Province autonome e Comuni d’Italia.

“L’Alleanza Italiana Stop 5G è una comitato informale, una rete apartitica e trasversale della società civile spontaneamente coagulata nell’unico obiettivo di rivendicare il principio di prevenzione e di precauzione, promuovendo azioni sociali e politiche finalizzate all’esclusiva protezione della salute pubblica e della biodiversità seriamente minacciate dal progetto 5G Action Plan, recepito dal Governo italiano nella fase sperimentale iniziata già nel 2017”, continua Antonella Sacco.

L’Alleanza Italiana Stop 5G è nata nella seconda metà del 2018 all’indomani dell’uscita del libro inchiesta del giornalista Maurizio Martucci (Manuale di autodifesa per Elettrosensibli, come sopravvivere all’elettrosmog di Wi-Fi, Smartphone e antenne di telefonia, Mentre arrivano il 5G e il Wi-Fi dallo spazio, Terra Nuova),

“Abbiamo esteso l’invito anche a diversi Sindaci della Provincia con l’auspicio che L’Aquila possa seguire l’esempio della crescente opera di sensibilizzazione nel nostro territorio regionale. In Italia sono 350 i Sindaci che hanno emanato ordinanze urgenti e contingibili fermando il pericoloso wireless di quinta generazione e 520 Comuni d’Italia hanno approvato atti amministrativi precauzionali”, si legge nella nota di Tonia Di Giovacchino, referente Abruzzo per Alleanza Italiana STOP 5G.

“Vogliamo denunciare – si legge ancora nella nota –  la pericolosa deriva elettromagnetica contenuta nel dossier Iniziative per il rilancio – Italia 2020-2022, redatto per il Governo Conte dal Comitato di esperti in materia economica e sociale guidato da Vittorio Colao, ex dirigente d’azienda e amministratore delegato della multinazionale delle telecomunicazioni Vodafone”.

Il dossier prevede peraltro- fanno presente I promotori dell’iniziativa – di escludere qualsiasi forma di opposizione locale al 5G, scontrandosi con il testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, con la consolidata giurisprudenza amministrativa in materia sanitaria (che vede nel Sindaco – ufficiale di Governo – la massima autorità garante della tutela della salute pubblica), con le prerogative urbanistiche riconosciute a Regioni e Comuni di localizzare gli impianti di radiodiffusione e telefonia mobile regolamentandone l’installazione nel proprio territorio come previsto dalla “Legge Quadro sull’Inquinamento Elettromagnetico” n. 36/2001.

“È ’urgente l’applicazione di una moratoria nazionale”, ribadisce Antonella.

antenna cese

“Durante il lockdown noi eravamo costretti a casa e invece gli operai delle Telco hanno continuato a installare ripetitori. Non crediamo sia giusto che per assecondare le società di Telecomunicazioni nei loro interessi ci debbano rimettere i cittadini. I sindaci si devono ricordare che sono responsabili della salute della popolazione (art.32 Costituzione)”.

“La situazione peggiorerebbe in maniera disastrosa se il governo attuasse il piano di Colao, che oltre ad azzerare i comuni Tecnoribelli, vorrebbe portare il limite di emissione elettromagnetica da 6v/m ( limite vigente in Italia) a 61/Vm, ovvero decuplicandola. Si possono immaginare facilmente le conseguenze”, conclude.

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