L’Aquila, spostati i container da Santa Maria Paganica

Spostati i container parcheggiati da 11 anni a Santa Maria Paganica. Nel tempo sono diventati simbolo di incuria e di una ricostruzione precaria.

Sono stati spostati i tre container, retaggio del primo post sisma, che si trovavano “parcheggiati” da 11 anni a Santa Maria Paganica, nel cuore del centro storico dell’Aquila.

I container, che si trovavano accanto alla chiesa omonima alla piazza, sono stati spostati in un’area limitrofa.

Da tempo si chiedeva la rimozione o comunque lo spostamento dei container, abbandonati a due passi da Palazzo Ardinghelli, riportato al suo splendore dopo i lavori di ristrutturazione post sisma e futura sede del Maxxi.

Santa Maria Paganica

Santa Maria Paganica viene considerata dal terremoto del 6 aprile 2009 come “una terra di mezzo”; nella stessa piazza nel giro di pochi metri quadrati c’è il nuovo e il vecchio, la vita che fu e quella che è, tra edifici ricostruiti (come Palazzo Ardinghelli) e quella ricostruzione che stenta invece a ripartire, (come nel caso della chiesa).

I tre container occupavano la parte destra della piazza, guardando la prossima sede del Maxxi, in una zona per metà transennata dove, nel tempo, sono stati ammassati anche materiali di risulta dei cantieri come pietre e calcinacci e dove è cresciuta anche l’erba, dando un’immagine di incuria e abbandono.

Adesso i container sono stati spostati grazie a un accordo raggiunto tra il segretario regionale del Mibact, Stefano D’Amico, e l’assessore comunale alla Ricostruzione Vittorio Fabrizi che si è occupato personalmente del problema.

Come riporta Il Messaggero, tra gli aquilani che ne avevano chiesto la rimozione dei container, c’è stato l’avvocato Cesare Ianni, portavoce del gruppo aquilano di azione civica Jemo nnanzi che, da sempre, si è reso promotore di iniziative finalizzate a mantenere il decoro e la pulizia in città, soprattutto nel centro storico, in posti come Santa Maria Paganica.

Le foto allegate all’articolo sono state scattate da Cesare Ianni.