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Omicidio Melania Rea, Parolisi vuole diventare avvocato

Omicidio Melania Rea, il marito Salvatore Parolisi, detenuto modello nel carcere di Bollate, chiede permessi per studiare Legge e diventare avvocato.

Salvatore Parolisi, in carcere con l’accusa di aver ucciso la moglie Melania Rea, ha fatto domanda per studiare Legge e diventare avvocato.

Salvatore Parolisi non ha ancora chiesto i permessi premio che gli spetterebbero ma a gennaio, tramite il suo legale, ha presentato una richiesta per seguire alcune lezioni direttamente nella facoltà di giurisprudenza.

Tante le polemiche successive alla notizia dei permessi premio che spettano all’uomo. Adesso, dovrà decidere il magistrato di sorveglianza, dopo lo slittamento conseguente al lockdown.

“È solo una domanda per la formazione universitaria”, dice l’avvocato di Parolisi, Nicodemo Gentile.

Parolisi, dopo un periodo trascorso nel carcere di Teramo e poi a Pavia, ora sta scontando la pena a Bollate.

É stato condannato in via definitiva a 20 anni per l’omicidio della giovane moglie Melania, colpita con 35 coltellate e abbandonata poi in un bosco a Civitella del Tronto  tra il 18 e il 20 aprile del 2011.

Il corpo della donna fu ritrovato grazie a una segnalazione anonima. In primo grado Parolisi, che si è sempre proclamato innocente ed estraneo alla vicenda, fu condannato all’ergastolo, pena ridotta poi a 30 anni nel processo d’appello celebrato all’Aquila e infine a 20 dopo il ricorso in Cassazione che eliminò l’aggravante della crudeltà.

Le motivazioni della Cassazione bollano il suo comportamento come “falso e doppio”, con i magistrati che in un passaggio scrivono: “doppiezza e falsità costituiscono l’humus psicologico per lo scatenamento della furia omicida”.

L’uomo, come da sua stessa ammissione, aveva ripetutamente tradito la moglie con una collega, alla quale aveva promesso che avrebbe lasciato la famiglia per rifarsi con lei una nuova vita.

Durante le indagini in ogni caso, provò a cancellare le prove di questo rapporto.

Parolisi nel frattempo è stato degradato dall’Esercito e ha avuto la revoca della potestà genitoriale della figlia, che all’epoca dell’omicidio aveva solo 18 mesi ed ora è affidata ai nonni materni.

In cella si è diplomato perito agrario e si è messo a studiare con profitto. Come riporta Il Centro, dai report dei vari istituti in cui è stato esce la descrizione di un detenuto modello.