Covid, al professore Franco Marinangeli il premio Medicina d’Abruzzo

Al professore Franco Marinangeli il premio Medicina d'Abruzzo per l'impegno profuso durante l'emergenza Covid. "Un riconoscimento che gratifica tutti coloro che hanno contribuito al progetto G8".

L’Aquila – Premio Medicina d’Abruzzo al professore Franco Marinangeli.

Il professore Franco Marinangeli, tra i 9 premiati per la 12esima edizione del Premio “Medicina d’Abruzzo” è in prima linea da mesi per l’emergenza Covid.

Marinangeli è il primario del reparto di Rianimazione dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila e direttore della Scuola di Specializzazione di Anestesia e Rianimazione dell’Ateneo aquilano.

L’edizione del Premio, la cui cerimonia si è svolta a Pescara, è stato dedicato quest’anno alle realtà sanitarie abruzzesi che si sono distinte nella lotta al Coronavirus, come spiegato in una nota il manager della Asl provinciale dell’Aquila, Roberto Testa.

Il manager Testa ha ringraziato “tutto il personale della Asl, nei diversi settori, per l’impegno mostrato nell’affrontare la pandemia ed i privati per le donazioni”.

Marinageli è stato tra i promotori della riapertura del cosiddetto G8, il piccolo ospedale costruito per l’evento mondiale che si è tenuto all’Aquila dopo il terremoto del 2009, nel quale sono stati realizzati una ventina di posti di letto tra terapia intensiva e sub intensiva, molto importante durante la emergenza.

La struttura ospita ora pazienti in attesa di conoscere l’esito del tampone.

“Un riconoscimento che gratifica tutti coloro che hanno contribuito, direttamente e indirettamente, al progetto ‘G8’ che ha permesso di gestire al meglio i pazienti covid e governare i potenziali contagi intraospedalieri. Oltre che il Prof. Marinangeli, che ringrazio per l’ottimo lavoro svolto a servizio della comunità – spiega il manager Testa -, mi corre l’obbligo e il piacere di ringraziare tutti gli Operatori Socio Sanitari, Infermieri, Medici della ASL, le direzioni sanitarie di presidio, l’ufficio tecnico, l’Ingegneria clinica, e tutti gli uffici amministrativi, le ditte che nei giorni caldi della pandemia hanno saputo gestire, seppur in mezzo a mille difficoltà, una situazione molto, molto complessa”.

“Il progetto, così come quello della Medicina Covid, gestita dal Prof. Davide Grassi, ha dimostrato, peraltro, l’importanza della sinergia Asl-Università nella gestione della sanità, sinergia sulla quale è importante investire”.

“La sfida, purtroppo, non è conclusa, ne abbiamo altre immediate, prima tra tutte quella della realizzazione, in tempi record, di nuovi posti letto di Terapia Intensiva e Subintensiva nella ASL, pronti per un’eventuale riattivazione di focolai pandemici”, conclude.