Il ginepro e l’oleandro, il libro di Vittoria Di Biase che ricorda le nonne d’Abruzzo

Il ginepro e l'oleandro, la storia di una nonna del secolo scorso e tanta vita che si mescola tra Lazio e Abruzzo, nel libro di Vittoria Di Biase.

Una storia familiare fatta di ricordi delle nonne di una volta, quelle del secolo scorso. Questo è “Il Ginepro e l’oleandro”, primo libro della scrittrice abruzzese Vittoria Di Biase.

“Il ginepro e l’oleandro” è stato pubblicato dalla Daimon Edizioni, casa editrice aquilana di Alessandra Prospero.

La presentazione del libro “Il ginepro e l’oleandro” doveva avvenire questa primavera, è stata posticipata al 27 giugno alle 17,30 ad Avezzano, presso l’enoteca La Cantina di Davide.

Sfogliando “Il ginepro e l’oleandro” è facile fare un tuffo nel passato, in quelle rimembranze di una volta, in quelle storie intrise di verace “abruzzesità”. Storie che si mescolano poi con altri ricordi, laziali e che ripercorrono le radici familiari della scrittrice.

Ma lasciamo che sia proprio lei, Vittoria di Biase, scrittrice esordiente, ortottista, amante di lettura e teatro, a raccontare “Il ginepro e l’oleandro” ai lettori del Capoluogo, a stuzzicare quella sete di cultura, di cose belle, resa ancora più indispensabile anche dall’emergenza e dall’isolamento appena vissuti.

“Il libro nasce dal desiderio di fissare i ricordi della mia infanzia e con essi i racconti di fatti lontani che erano l’argomento preferito della mia nonna materna. È lei che ha ispirato questo libro. Perché ho passato molto tempo in sua compagnia durante la mia infanzia. Lei è vissuta con la mia famiglia per i 25 anni della sua vedovanza, fino ai 95 di età. È stata un pilastro fondamentale della mia formazione e con un libro probabilmente riuscirò a mantenere ancora più viva la sua memoria”.

Quanto Abruzzo c’è nel suo libro, partendo dai ricordi dell’infanzia?

“Con Il ginepro e l’oleandro ho fatto un vero e proprio tuffo nel passato. Ho cercato di immaginare le situazioni e i sentimenti di persone coinvolte in quelle vicende così lontane dal nostro modo di vita. Il paese d’origine di mia nonna e di mia mamma si trova nelle campagne del Lazio, che io definisco la terra dell’oleandro, fertile e assolata. Appena sposata, mia mamma si trasferì in Abruzzo, e questa per me è la terra del ginepro, così diffusa nelle nostre montagne. La terra del ginepro è anche quella della famiglia di mio padre. L’Abruzzo è una terra bella per le sue montagne, il suo mare, ricca di antichità e tradizioni. È così che l ho descritta, mentre racconto le vicende dei personaggi della mia famiglia“.

In quanto tempo ha realizzato questo “stream of consciusness”?

“Per scriverlo ho impiegato qualche anno. Nei famosi ritagli di tempo. Quando ho iniziato i miei figli erano ancora bambini e bisognosi di attenzioni. La scrittura purtroppo o per fortuna non è la mia sola occupazione. Lavoro da 30 anni come ortottista in ospedale, quindi mi occupo di Oculistica. Amo la lettura e il teatro. Nel mio piccolo canto in un coro polifonico e partecipo a reading letterari. Per questo non ho potuto dedicargli tutto il tempo che avrei voluto, ma alla fine va bene così: l’ho cullato e coltivato come si fa con i semi preziosi!”.

Senza contare che il lavoro in ospedale l’avrà sicuramente vista in prima linea, come tutti i suoi colleghi, durante l’emergenza Covid… Come è stato vivere in “trincea” questo periodo?

“Questi mesi di difficoltà ed emergenza hanno coinvolto ovviamente anche il nostro reparto di Oculistica. Una parte del personale infermieristico è stato dirottato nei reparti dedicati al covid. Noi ortottiste abbiamo effettuato un lavoro di archiviazione e informatizzazione del materiale cartaceo, non potendo effettuare l’attività ambulatoriale se non per le urgenze. Ora stiamo riprendendo con visite a priorità breve, rispettando tutte le norme che prevedono sale d’attesa quasi vuote e disinfezione di tutto ciò che si adopera ad ogni paziente”.

“Non possiamo dire di esserne usciti definitivamente. Per questo motivo ho voluto comunque presentare il libro ma con tutte le cautele. Il locale scelto è grande, quindi possiamo stare serenamente tutti quanti con i giusti distanziamenti e le dovute accortezze. Proprio per rispettare le regole e per non creare problemi metteremo 20 sedie, una a ogni metro di distanza”.

Un libro, Il ginepro e l’oleandro, che profuma d’Abruzzo anche nella scelta della casa editrice, la Daimon, dell’aquilana Alessandra Prospero.

“Vorrei fare un ringraziamento speciale ad Alessandra Prospero che ha creduto in me, mi ha permesso di realizzare questo mio sogno, mi ha dato preziosi consigli e continua a seguirmi nella promozione del libro. Una partner lavorativa preziosa e attenta” .

“Mi ha affascinato raccontare storie antiche di una famiglia molto unita, patriarcale, solida. Nel libro ci sono queste storie semplici, a volte divertenti e che si intrecciano nei ricordi di me bambina. È un omaggio alla bellezza della nostra terra, ai suoi mondi, alla storia di città eleganti come Sulmona. Un ringraziamento a un Abruzzo a volte troppo sconosciuto o dimenticato. La vita va sempre presa con un pizzico di umorismo. Spero che lo leggerete e se così sarà mi auguro solo che lo troverete piacevole“.