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Maturità 2020, ai blocchi di partenza: come sarà al Cotugno e al D’Aosta

Esame di Stato 2020: i maturandi aquilani tornano sui banchi 'a distanza' ma in presenza dopo 4 mesi. Come si sta preparando la scuola in vista del grande giorno.

Dopo i saluti dei dirigenti scolastici da remoto, i ragazzi del nuovo millennio si preparano ad affrontare gli esami di Stato del 2020, “stravolti” e semplificati per via dell’emergenza Covid.

Si torna sui banchi, per un solo giorno e con tutte le cautele dopo 4 mesi di didattica a distanza, con un esame di Stato senza privo prove scritte e con un orale più complesso che si farà in presenza.

Il Capoluogo ha ascoltato la voce di 2 donne, in prima linea e con il metro in mano per garantire la giusta distanza in classe: le dirigenti scolastiche aquilane Serenella Ottaviano (Convitto Cotugno e licei annessi) e Maria Chiara Marola dell’istituto Amedeo d’Aosta (istituto tecnico tecnologico, istituto tecnico economico e liceo scientifico opzione scienze applicate).

L’esame di Stato al tempo del Covid al liceo Cotugno

“L’esame di Stato da sempre porta con sé tanta emozione, ancora di più in una situazione come questa dovuta l’emergenza Covid. Io sono convinta che anche in questo caso come accadde 11 anni fa dopo il sisma, i nostri ragazzi sapranno esprimersi al meglio, tirando fuori ciò che hanno appreso in questo percorso quinquennale”, dice la dirigente Ottaviano al microfono del Capoluogo.

“Non sono certa che questi mesi di lockdown e di mancata didattica in presenza possano inficiare 13 anni di scuola o 5 anni di liceo. Il Cotugno ha cercato di fare tutto ciò che era possibile e nelle competenze dei docenti, per implementare il loro percorso e non lasciare nessuno da solo o indietro”.

Infatti, in questi mesi, oltre all’attività curricolare, “molti studenti hanno partecipato a concorsi e progetti anche a distanza, hanno scritto il giornalino che è stato pubblicato online”.

Quello di quest’anno sarà un’esame con una doppia valenza, anche sociale, che consentirà di ritornare umanamente per un ultima volta in un luogo che proprio fisicamente oltre che dal punto di vista comunitario ha subito un ‘infarto’. Ovviamente sarà un momento in cui ci sarà da gestire anche l’emotività naturale e dovuta alla lontananza fisica di questi mesi”.

Esame di maturità al Cotugno: cosa succederà 

“La molteplicità delle sedi del Cotugno consentiranno di fare un esame tranquillo e in estrema sicurezza: abbiamo definito i percorsi anche a terra, ci sono mascherine per tutti e soluzioni idroalcoliche a ogni ingresso. Tutto quello che ci è dato chiesto è stato messo in campo“, spiega ancora la dirigente.

“Saranno rispettati i 2 metri di distanza, in alcune aule con le misure prese al millimetro. La nostra scuola è riuscita ad allestire l’aula del colloquio e l’aula per la commissione. I nostri ragazzi in assoluta serenità potranno quindi far uscire dall’esame di Stato tutte le competenze acquisite non in questi mesi, ma in 5 anni!”.

“Sicuramente non tutto è andato come avrei voluto ma ci troviamo di fronte a una situazione definita inedita e storica che ci ha consentito da una parte di fare anche sperimentazione verificando i punti favorevoli favorevoli di questa didattica in emergenza”.

“Voglio abbracciare questo piccolo esercito composto da studenti e studentesse. Vi esorto ad accogliere con entusiasmo e serenità questa nuova prova. Ricordate che l’esame di Stato rappresenta la fine di un percorso di studi che tende a valorizzare le competenze acquisite da voi studenti in tutto il vostro cammino. L’emergenza ha cambiato tutti, modificando anche le priorità, sappiate farne tesoro! In bocca al lupo a tutti”.

Dopo l’esame di Stato, il ritorno a scuola a settembre per i ragazzi del Cotugno

Dopo l’esame… Cosa accadrà a settembre? anche la scuola, come tutti i luoghi istituzionali e frequentati da molte persone dovrà adeguarsi alle misure per evitare un ritorno del contagio da Covid.

“Doppi turni? Abbiamo bisogno di più spazi – spiega la dirigente Ottaviano – qui dovrà entrare in ballo lo Stato. Con i doppi turni andrà implementato il personale amministrativo e docente, non si può chiedere a nessun professionista della scuola di lavorare il doppio a metà stipendio”.

“Ci dovranno essere delle direttive che non esaurisce il Decreto scuola e che insieme all’Ufficio scolastico regionale saranno trovate calandole regione per regione e istituto per istituto”.

“Al Cotugno abbiamo un comitato scuole del quale fanno parte oltre al dirigente scolastico anche altre unità che comprendono anche i rappresentanti degli studenti e che saranno coinvolti per l’applicazione delle norme che arrivano dal Governo e dal Ministero. Si sono interrotte delle armonie con questa pandemia che ci ha imposto una revisione di quelli che sono i nostri comportamenti”.

“La scuola è il luogo dove si costruisce anche la socialità e la vita per un futuro colto, competente e sicuramente in sicurezza. Abbiamo bisogno di uno Stato che dovrà essere sicuramente capace di pensare delle soluzioni che mettano al centro le famiglie e le future generazioni che vivono questo futuro già da adesso in maniera particolare”.

Dobbiamo trovare delle strade, servono risorse economiche ma anche e soprattutto professionali e umane, calando quello che viene dal Ministero in maniera contestuale, pensato per la scuola, ascoltando tutti quelli che sono i diretti interessati”.

“Io credo che vada fatto uno sforzo importante, fondamentale per una città come L’Aquila, il cui sistema è stato già fiaccato dagli eventi degli ultimi 11 anni. Noi del Cotugno avremo un Musp in più, in attesa di tornare tutti nella sede di via Leonardo Da Vinci. È una buona notizia certo, peccato che il convitto nazionale Cotugno con i licei annessi sia proprietario di un immobile di 8 mila mq restaurati e non ne possa usufruire, soprattutto adesso che abbiamo la scadenza imminente dell’esame di Stato”.

“Perchè sono certa che il consiglio di amministrazione del Convitto avrebbe messo a disposizione alcuni spazi per poter svolgere le lezioni con la garanzia di sicurezza per una realtà delicata come quella del liceo musicale, l’unico in provincia dell’Aquila”.

I ragazzi dell’indirizzo musicale infatti affronteranno la prova della maturità con delle accortezze in più: “alcuni suonano strumenti a fiato, incompatibili con l’uso delle mascherine, alcuni strumenti non si possono suonare con i guanti. Abbiamo dovuto studiare per loro soluzioni compatibili con il loro percorso di studi e che potessero assicurare una maggiore sicurezza”, conclude.

Esame di Stato 2020: “una prova emotiva”, la parola alla dirigente Maria Chiara Marola

“Quest’anno i nostri ragazzi sono chiamati a svolgere un esame anche emotivo, che li riporterà sui banchi dopo mesi di assenza a causa dell’emergenza. I ragazzi tornano si a scuola ma comunque distanti. mancherà la condivisone, la comunicazione, sentimenti che di solito accompagnano questa prova”, spiega la dirigente del D’Aosta, Maria Chiara Marola.

“Siamo pronti ad affrontare l’ultimo scoglio di questo anno reso tanto difficile dall’emergenza. Di fatto siamo davanti a una prestazione in presenza dopo mesi di relazione a distanza. In queste settimane, insieme ai docenti abbiamo preparato anche delle simulazioni di fatto per cercare di far conoscere ai ragazzi la situazione, dal momento che si troveranno di fronte a qualcosa di sconosciuto”.

“Abbiamo il ricordo di ragazzi accompagnati da familiari, amici, le strette di mano… Tutto questo mancherà comunque”.

“La discussione dell’elaborato sarà qualcosa di nuovo, questo particolare punto del colloquio è stato comunicata anche abbastanza tardi. Sono sicura che i nostri ragazzi stanno facendo del loro meglio per affrontare questo passaggio così difficile. Sono molto partecipi, si stanno preparando per affrontare in maniera positiva e dignitosa questa prova”.

“L’esame di quest’anno sarà ricordato non solo per la modalità anche per i protocolli, dobbiamo mettere in campo delle misure di sicurezza importanti, molto più di quanto richiesto altrove, a partire dal distanziamento perchè richiesto di 2 metri. Il nostro lavoro di queste settimane è stato finalizzato alla sicurezza, affinché tutto quanto richiesto fosse applicato in maniera puntuale”.

“Ringrazio tutte le forze in campo che stanno facendo del loro meglio, dando il massimo con grande senso di responsabilità. Oltre a queste misure che conferiranno all’esame anche un aspetto un po’ più ‘freddo’, vorrei tanto che i nostri ragazzi possano conservare un bel ricordo, anche positivo”.

“Da questo anno difficile hanno imparato tanto e sono sicura che lo sapranno dimostrare. Dopo questo passaggio lo sforzo mio e della scuola sarà proiettato verso settembre, con la speranza di tornarci in condizioni di assoluta normalità”.

Vorremmo tanto ritrovare la nostra scuola, diversa nella forma di gestione e organizzativa ma è la nostra scuola. L’emergenza non potrà essere accantonata tanto rapidamente ma abbiamo bisogno anche della presenza per andare avanti e progredire. I nostri edifici e le nostre aule vuole, il silenzio di questi mesi sono state delle sensazioni veramente forti. L’assenza delle voci, dei colori e anche degli odori, questi spazi così grandi, così muti e deserti sono stati qualcosa che difficilmente riuscirò a dimenticare”, conclude.

E a questi ragazzi, forza lavoro del futuro e con il cuore ancora pieno di sogni e di speranze un grande in bocca al lupo anche da parte della redazione del Capoluogo.

“Le sfide sono ciò che rendono la vita interessante… Superarle è ciò che le dà significato”. – Joshua J. Marine –