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L’Aquila, il sabato dopo la movida: degrado e inciviltà foto

L'Aquila, ancora tante segnalazioni sulla "movida molesta" in centro storico tra rifiuti e tanta inciviltà.

L’Aquila, ancora altre testimonianze sullo stato di degrado, inciviltà e incuria in centro storico dopo un classico venerdì di bagordi senza alcun tipo di rispetto per il prossimo.

Le piazzette, i vicoletti, le statue e le fontane del centro storico dell’Aquila ogni sera vengono prese d’assalto da giovani e giovanissimi che lasciano cartacce, bottiglie rotte e vuote, rifiuti di ogni genere, in barba a qualunque tipo di educazione civica.

A #dilloalcapoluogo, infatti, proseguono senza sosta le segnalazioni di sporcizia e degrado dovuti alla movida molesta: “Urina, vomito, bottiglie, rifiuti e scarti alimentari: noi residenti del centro dell’Aquila viviamo nel cuore dell’inciviltà”, scrive un lettore.

Non è una questione esclusivamente di inciviltà  ma anche di rispetto verso luoghi che sono frequentati da tutti: giovani e giovanissimi, residenti e non.

“Mi ritrovo a vivere circondato da monumenti di spazzatura – scrive un lettore del Capoluogo residente in centro dopo l’ultima notte di movida -. Quando si deciderà il Comune dell’Aquila a fare le cancellate attorno i monumenti come nelle più belle città del mondo? Se non siamo capaci di insegnare ai nostri ragazzi il valore e rispetto delle cose allora vanno tutelate e in questa città la sera non c’è nessun controllo ma solo tanto degrado e tantissima inciviltà”.

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“Per noi che viviamo in centro – scrive un altro  lettore – ogni fine settimana è un incubo. Anche questa notta l’ennesimo delirio tra urla e schiamazzi e portoni scambiati per bagni pubblici. Tante sono le zone scarsamente illuminate che diventano ostaggio di rete di giovani incivili”.

“Il giorno dopo la movida assistiamo ogni volta impotenti alla fiera dell’inciviltà: c’è chi per esempio esce presto con il cane e deve fare lo slalom la mattina tra i cocci di bottiglie per evitare di farsi male. Il centro storico dell’Aquila sta diventando un posto invivibile!”.