Le Nuove stanze della poesia, Nicoletta Di Gregorio

Il ritratto di Nicoletta Di Gregorio per l'appuntamento con la rubrica Le nuove stanze della poesia, a cura di Valter Marcone.

Il ritratto di Nicoletta Di Gregorio per l’appuntamento con la rubrica Le nuove stanze della poesia a cura di Valter Marcone.

Nicoletta Di Gregorio è nata a Pescara. Vicepresidente della Fondazione Pescarabruzzo, e Presidente dell’Associazione Amici dell’Eremo Dannunziano.

Nicoletta Di Gregorio è un editore e, per ventiquattro anni è stata Presidente dell’Associazione Editori Abruzzesi, per la quale ha curato diciassette edizioni della Rassegna dell’Editoria Abruzzese.

Nicoletta è anche Socio della Croce Rossa Italiana e della Caritas.

Ha pubblicato i libri: Volo il tempo, Edizioni Controvento,1979; con le Edizioni Tracce: Ai bordi della trasparenza, raccolta di poesie con immagini di Elio Di Blasio, presentazioni di Alberto Cappi, Maria Augusta Baitello, 1989; Circolarità del sogno, prefazione di Plinio Perilli, 1993; I segreti dell’ombra, prefazione di Márcia Theóphilo, 1998; L’alba dell’invisibile, prefazione di Maria Luisa Spaziani, 2001; Il cielo dissolve, prefazione di Dante Maffia, postfazione di Stefania Lubrani, 2004; Il respiro dell’ametista, presentazione di Walter Mauro, 2008; “Vertigine d’acqua”, introduzione di Tara Gandhi Bhattacharjee, 2011, seconda edizione 2014; “A immagine persa”, prefazione di Davide Rondoni, Pegasus Edition 2015.

Per la Fondazione Pescarabruzzo ha curato il volume “Nutrimenti” Antologia di poeti italiani per l’EXPO 2015.

Sue poesie sono state tradotte in serbo-croato, francese, inglese, russo e romeno.

Nicoletta Di Gregorio è inoltre Curatrice di numerosi eventi culturali nazionali e internazionali, ha partecipato alle maggiori rassegne editoriali, (Torino, Roma, Verona, Milano, Pisa, Bologna), letture pubbliche, manifestazioni e festivals europei quali: 43° e 45° Internazional Writers’ Meeting di Belgrado, organizzato dall’Associazione Scrittori Serbi nel 2006 e nel 2008; Meeting Internazionale della poesia a Parigi nel 2007; Meeting Internazionale ‘Pescara Poesia del Mediterraneo’ nel 2009.

Nicoletta ha vinto numerosi premi nazionali e internazionali alla carriera e per la sua produzione poetica, tra i quali: “Histonium” 2000; “L’integrazione Culturale per un mondo migliore” 2011 organizzato dal Consolato dell’Ecuador a Milano; “Arsita” 2012; “AEA” 2013; “Saturo d’argento” 2009; “Roberto Farina” 2010; “Laudomia Bonanni” 2010; “Un Bosco per Kyoto” 2010; “Poesia via SMS, dietro il paesaggio” 2012; “Lago Gerundo” 2012; Premio Montefiore alla Cultura 2013; Premio Città di Pontremoli alla Cultura 2014; Premio Camaiore Menzione Speciale 2016; Premio alla Carriera “La Sirena” 2016; Premio Amico Rom Attilio D’Amico 2016; Premio Comunicare l’Europa 2017.

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Un’ancora profonda fa sponda
al duttile stelo, allo sguardo
che onda affratella

arco perfetto di luce
che unisce e disarma
ponte che accede al ritorno
misericordia di pietra e cielo
bianche radici di un dove

sipari di voli come esiti di un divenire
alle soglie di un dolore che manca
elise al suono che artiglia
l’assoluta scintilla

l’umana, trama al bianco mito silente,
o mosaico di voci, impone lieve
il brivido caldo della sera.

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Speculare insoluta increspature
a un Mediterraneo di fuoco,
come pietra fragile di mare,
si umilia al tempo dell’oro
un ramo d’ulivo

chi sentenzia
a questo strappo di luna
un’esistenza lontana, meridiana
che sola s’aggrappa
a un passo dal vero

alla spiga che l’infinito consola
in forma di bellezza eterna
se foglia già controluce
nel liquido verde suono assottiglia

ogni linfa vitale è trasparenza di pace
o destino imperscrutabile al mistero di luce

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Sacro limite sonoro
raggio d’un voluto spazio
colmo tracciato d’avvio
al disincanto sparisca
il delimitato punto
come deriva del bene
o periplo sensibile
all’irrompere carsico
d’immateriale scintilla

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Dalle sponde del vento
s’ingloria, sensibile
al crepuscolo, un’evocata
cuspide d’Uno, stelo di luce
nel delirio d’ombra
tracima l’utopia del vero,
sottesa a scandagli di vuoto,
dilatata nel serale turchino
espandersi d’onda
diventa sabbia d’esordio
tocco d’ala smarrito
lembo estremo
al tuo respiro di cigno