Da Parigi all’Abruzzo, la lunga strada per ritrovare il Banksy sulla porta del Bataclan

Ritrovata la porta del Bataclan su cui era stata realizzata un'opera di Banksy. I dettagli dell'operazione congiunta tra Italia e Francia.

L’AQUILA – La porta del Bataclan con un’opera di Banksy ritrovata in un casolare di Alba Adriatica, l’operazione della DDA e i Carabinieri.

“Vi do una notizia buona e una cattiva. La buona è che, come potete ammirare, abbiamo ritrovato l’opera di Banksy sulla porta del Bataclan, che era stata rubata il 26 gennaio 2019; la cattiva è che non possiamo rivelare molti dettagli dell’operazione”. Ha esordito così il Procuratore Michele Renzo nella conferenza stampa di questa mattina presso l’Aula magna del Tribunale dell’Aquila per il ritrovamento dell’opera di Banksy sulla porta del Bataclan, sottratta l’anno scorso dal locale e ritrovata nel teramano. Pochi dettagli, in virtù della riservatezza dovuta ad un’operazione di polizia giudiziaria congiunta tra Italia e Francia. Presenti all’incontro con la stampa, il sostituto procuratore David Mancini, il Comandante del Nucleo Tutela Patrimonio culturale di Ancona, il tenenete colonnello Carmelo Grasso, il Comandante provinciale dei Carabinieri di Teramo, il colonnello Emanuele Pipolo, il Comandante di Alba Adriatica, il tenente colonnello Emanuele Mazzotta e il maggiore Christope Cengig, della polizia criminale francese.

porta bataclan banksy

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“L’Europa – ha sottolineato il procuratore Renzo – non è solo una parola, è un comune sentire rispetto a un complesso di diritti che fondano la nostra idea di libertà, che nessun atto terroristico potrà mai cancellare. Per questo motivo sono felice per questa operazione che ridà a tutti noi quest’opera che simmboleggia il lutto per quelle vittime dell’attentato terroristico di Parigi”. Pochi dettagli, si diceva, in virtù di quella riservatezza dovuta in sede di cooperazione internazionale, ma per quanto concerne le indagini italiane, il procuratore Renzo ha individuato nel movente economico l’azione del furto compiuto ai danni del Batacla, che a breve riavrà la sua porta e con essa la sua opera.

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Qualche vago dettaglio in più dal sostituto procuratore David Mancini, che ha spiegato di aver attivato i carabinieri dopo l’input arrivato dalla Francia, per cui l’opera, dopo vari spostamenti, sarebbe arrivata in Abruzzo, nel casolare di Alba Adriatica dove è stata effettivamente ritrovata.

“L’attività investigativa – ha precisato il tenente colonnello Mazzotta – è iniziata a marzo, in piena fase 1 Covid 19 e i nostri carabinieri si sono subito attivati con entusiasmo, comprendendo l’importanza dell’esito positivo dell’operazione”.

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Una volta raccolte le informazioni necessarie abbiamo indivuduato l’abitazione della persona che si riteneva avesse nelle proprie disponibilità l’opera e con essa anche un’altra abitazione, un casolare di campagna occupato da cittadini cinesi, dove al piano di sopra, in una sorta di ripostiglio al piano superiore, era depositata l’opera. Al momento sembra che i cittadini cinesi che si trovavano nel casolare fossero del tutto inconsapevoli del contenuto del ripostiglio”.

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Un sentito ringraziamento è poi giunto dal maggiore Cengig, che ha tenuto a sottolineare il grande lavoro di squadra fatto dalle due magistrature per un risultato importantissimo, senza però nulla aggiungere ai dettagli relativi all’indagine. Probabilmente se ne saprà di più quando inizierà la fase giudiziaria vera e propria.

“Lo straordinario rinvenimento in Abruzzo della porta d’uscita di sicurezza del teatro Bataclan di Parigi, purtroppo noto per il cruento attacco di matrice terroristica del novembre 2015 attribuita all’artista inglese Banksy, – ha commentato a proposito il sindaco Pierluigi Biondi – rappresenta un nuovo, prestigioso, traguardo raggiunto dalla magistratura e dalle forze dell’ordine a tutela della legalità. Giungano i miei complimenti agli inquirenti e alle forze di polizia, italiane e francesi, che hanno coordinato l’operazione, ai carabinieri del comando provinciale di Teramo e della Tutela Patrimonio Culturale, sede di Ancona. Ricordo che proprio in questi mesi abbiamo concluso l’iter per l’istituzione nella città dell’Aquila del nucleo Tpc. In attesa della ristrutturazione dell’ex caserma De Amicis avrà assegnato una sede provvisoria e idonea alle esigenze del personale dell’Arma che potrà insediarsi e operare in questa terra e potenziare la propria attività a difesa del grandissimo patrimonio culturale di cui è dotato il nostro Paese”.