Santo Stefano di Sessanio, perla d’Abruzzo

Santo Stefano, vieni a vedere la perla d'Abruzzo.

Annoverato tra uno dei Borghi più belli d’Italia, Santo Stefano di Sessanio è situato in provincia dell’Aquila a ben 1250 metri sul livello del mare.

Santo Stefano di Sessanio

Santo Stefano di Sessanio di trova all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, costituendone di fatto una delle porte di accesso nella sua parte meridionale. Fa parte del Club dei Borghi più belli d’Italia.

Sono circa 100 gli abitanti rimasti a Santo Stefano di Sessanio, borgo di antiche origini, che ha conosciuto il dramma e lo spopolamento conseguente al terremoto del 6 aprile 2009.

Santo Stefano di Sessanio

(Le foto allegate all’articolo sono state realizzate e fornite alla redazione del Capoluogo dallo studio fotografico Barbarossa Studio con sede a Chieti. La riproduzione è riservata)

Il paese è stato anche un set cinematografico di alcune pellicole: Una pura formalità di Giuseppe Tornatore – (1994), Palestrina princeps musicae di Georg Brintrup – (2009), Purché finisca bene (film della Rai, episodio Piccoli segreti, grandi bugie nel 2016.

Santo Stefano di Sessanio: ti ci porto io

Da Nord: Dall’autostrada A14 seguire la direzione Ancona, uscire a Teramo/Giulianova/Mosciano Sant’ Angelo, proseguire in direzione L’Aquila, imboccare l’autostrada A 24, uscire a L’Aquila Est, prendere la SS 17 in direzione di Pescara, svoltare in direzione di Santo Stefano di Sessanio.

Da Sud: Dall’autostrada A14 seguire la direzione Pescara, continuare in direzione Roma, prendere l’autostrada A 25, uscire a Bussi/Popoli, seguire le indicazioni per L’Aquila, continuare sulla SS 5 e poi sulla SS 153 in direzione Navelli, prendere la SS 17 in direzione di L’Aquila e proseguire seguendo indicazioni per Santo Stefano di Sessanio.

Da L’Aquila: Percorrere la SS 17 in direzione di Pescara, proseguire fino alle indicazioni per Santo Stefano di Sessanio.

Santo Stefano di Sessanio: un po’ di storia

Il borgo visse un periodo molto florido dalla fine del XV secolo, quando fu abolita la tassa sugli animali. Questo consentì lo sviluppo della pastorizia e della transumanza. Il massimo splendore fu raggiunto durante il dominio dei Medici (1579 – 1743). Santo Stefano di Sessanio era rinomata per la produzione della lana Carfagna, una lana nera impiegata per la realizzazione di uniformi militari e per i sai dei monaci.

Nelle stradine del centro storico di Santo Stefano le case sono ancora oggi in pietra calcarea bianca, infatti, la sensazione appena si entra nel borgo è che il tempo si sia fermato.

A Santo Stefano di Sessanio non esistono delle vere mura a circondare l’abitato, ma una serie di case attaccate che si susseguono l’una all’altra.

Tra queste case vi è una stretta apertura chiamata Buscella, dove si dice che i giovani nel medievo si incontravano per scambiarsi gesti affettuosi.

Tra le abitazioni del centro ricordiamo la Casa del Capitano ed altre costruzioni che risalgono al ‘400. Nella piazza centrale si erge il Palazzo delle Logge, una residenza nobiliare che oggi è stata trasformata in un albergo diffuso.

Passeggiando nei vicoli di Santo Stefano di Sessanio si possono osservare diversi portali ad arco con formelle fiorite finemente scolpite nella pietra, ma anche eleganti bifore e finestre in pietra.

Hanno resistito alla crisi economica e allo spopolamento post sisma, diverse botteghe di artigiani, custodi di antiche arti e mestieri.

In questi luoghi, in cui il tempo sembra essersi fermato, si fila e si tinge la lana con materiali naturali, si tessono trame e orditi con macchine d’epoca, oppure ci si diletta nell’arte del tombolo.

Santo Stefano di Sessanio: cosa vedere

banner_doc

Il simbolo di Santo Stefano di Sessanio è la Torre Medicea.

Fortemente danneggiata dal terremoto del 2009 e adesso in fase di ricostruzione, dominava il paesino con le sue eleganti merlature da un’altezza di circa 20 metri.

 

Sono numerose le tracce architettoniche lasciate dalla dominazione dei signori del Granducato di Toscana, i Medici.
La Porta Medicea, che è il punto di ingresso al Borgo, ancor oggi riporta lo stemma della Famiglia dei Medici che rese Santo Stefano di Sessanio uno dei centri di commercio della lana carfagn.

Superata la porta Medicea ci sono le scalinate, gli archi, i camminamenti coperti e tutte quelle caratteristiche che rendono il Borgo di Santo Stefano di Sessanio un luogo unico.

La Porta urbica con arco a tutto sesto, regala un bello scorcio dei pittoreschi vicoli. Era la porta principale del dell’antico castello su cui fu applicato lo stemma dei Medici, con 5 pale e un giglio superiore, visibile ancora oggi

Il palazzo delle Logge, era la residenza signorile dei Medici. Costruita in pietra ha su una facciata due bifore in stile tardo gotico, sull’altra un loggiato che affaccia verso l’interno del paese.

Chiesa di Santo Stefano

La Chiesa di Santo Stefano, in onore del Santo che dà il nome al borgo, fu costruita tra il XIV ed il XV secolo all’interno del cimitero di Santo Stefano di Sessanio.

Al suo interno sono conservate una statua in legno di Santo Stefano di Sassanio ed una Madonna in terracotta risalente al XVI secolo che è in restauro poichè danneggiata dal sisma del 2009.

Cappella medicea di Santa Maria delle Grazie o del Carmine

La chiesa si trova in Piazza Medicea, e svolge anche le funzioni parrocchiali della chiesa di Santo Stefano, danneggiata dal sisma del 2009.

La costruzione risale al XVIII secolo, e prima del 1918 aveva una facciata in pietra grezza, con un campanile a vela.

In occasione del termine della Grande Guerra, è stata posta una grande lapide con la decorazione allegoria della Vittoria alata, con una lastra di marmo centrale che mostra i nomi dei caduti.

Nel 1946 è stata posta una seconda lastra per commemorare i caduti civili della seconda guerra mondiale.

Il portale di ingresso era l’unico elemento decorativo prima di realizzare il Monumento ai caduti, ed è tipicamente barocco, seguendo lo stile romano, a timpano curvilineo spezzato. L’interno è a navata unica, l’altare maggiore è a cappella con architrave e nicchia e ospita la statua della Beata Vergine Maria del Carmine.

Cappella della Madonna del Lago

Si trova poco fuori il centro, presso il laghetto di Santo Stefano, seguendo via Umberto I. Cappella pastorale costruita nel XVII secolo, poi ampliata, è a navata unica, barocca, con portico sulla facciata. Danneggiata soprattutto nel portico nel 2009, è in restauro.

Santo Stefano di Sessanio: non solo arte e storia

per gli amanti del trekking e della natura sono tante le passeggiate e le proposte intorno il borgo: c’è il Laghetto di Santo Stefano, il Percorso naturalistico guidato fino a Rocca Calascio, il Percorso sciistico per l’Ippovia del Gran Sasso.

Santo Stefano di Sessanio: la storia della lana che rese celebre il piccolo borgo.

Nel XVI secolo, con l’arrivo dei Medici, il commercio e la produzione di tessuti subì un profondo rinnovamento e incoraggiamento imprenditoriale, con la tradizione che si è mantenuta viva, grazie al recupero culturale e materiale del paese, sino ad oggi.

La tessitura avviene ancora alla maniera artigianale con il telaio a mano, anziché impianto più moderni industriali, e si caratterizza per la duttilità, e per la varietà di tipi e colori con cui si realizzano suddetti tessuti.

La tradizione non è mai venuta meno, poiché abbondava, almeno sino alla metà del ‘900, la lana di pecora, per il fatto che Santo Stefano era stazione di riposo dei pastori transumanti, che negli stazzi conducevano le pecore. Poi, per svernare, a settembre, conducevano le pecore verso le dogane di Foggia.

Santo Stefano di Sessanio: cosa mangiare e dove dormire

A Santo Stefano di Sessanio ha aperto da qualche anno il Sextanio Albergo Diffuso. Un visionario imprenditore italo-svedese Daniele Kihlgren ha pensato di far rivivere l’incatevole borgo. Come? Acquistando e ristrutturando diversi stabili , anche abbandonati, trasformandoli in un albergo diffuso.

Oltre alle strutture ricettive a Santo Stefano di Sessanio non manca il buon cibo

Famosa è la lenticchia di Santo Stefano di Sessanio riconosciuta tra i prodotti agroalimentari tradizionali abruzzesi e tra i presidi di Slow Food.

Si presenta come una lenticchia molto piccola, tonda e di colore marrone quasi violaceo, più scura rispetto ad altre varietà.

La coltivazione dei legumi sugli altipiani aquilani è una pratica antichissima; nel caso della lenticchia di Santo Stefano di Sessanio, è documentata sin dal X secolo, addirittura prima della fondazione dello stesso borgo, datata al XII-XIII secolo.

All’epoca il territorio era controllato dall’abbazia di San Vincenzo al Volturno e le prime fonti a citare la coltivazione della lenticchia sono proprio documenti monastici come il celebre Chronicon Vulturnense.

La coltura è stata poi portata avanti dalla Baronia di Carapelle e dalla Signoria dei Medici che hanno controllato il territorio fino al XVIII secolo; successivamente all’Unità d’Italia, la lenticchia di Santo Stefano di Sessanio compare come prodotto tipico in alcune importanti fonti come Le Antiche industrie della provincia di Aquila di Teodoro Bonanni d’Ocre.

Nel 2008 i produttori locali si sono riuniti in consorzio per preservare la tipicità del prodotto.

Nei ristorantini e trattorie del paese, quasi tutti a condizione familiare, si possono trovare tanti piatti tipici della tradizione rurale abruzzese che affonda le sue radici nella gastronomia contadina, da sempre semplice ma gustosa.

Non possono quindi mancare le lenticchie, ma anche i ravioli con la ricotta di pecora e la pasta fresca fatta a mano, come una volta, i formaggi alla piastra, come il pecorino, la carne di pecora alla cottura, gli arrosticini, il vino gentile e schietto, gli amari come la genziana o la Ratafià.