Vacanze studio senza rimborso, torna l’incubo voucher

Tante mamme alle prese con i documenti dei rimborsi delle vacanze studio saltate a causa del Coronavirus. Le aziende mirano a rifilare i soliti voucher.

Anche per le vacanze studio si materializza l’incubo voucher. Le grandi aziende rispondono picche ai rimborsi.

Non solo eventi e concerti, nel post lockdown da Coronavirus anche i genitori hanno vita dura nel farsi rimborsare dalle aziende quanto speso per le prenotazioni di vacanze studio per i propri figli. Molti i genitori – anche a L’Aquila – che in questi giorni sono alle prese con moduli e documenti per “costringere” le aziende, spesso grandi colossi internazionali, a rimborsare il dovuto secondo la legislazione europea.

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“Ci siamo appoggiati a una società a livello europeo – spiega una mamma dell’Aquila – e c’erano in programma due viaggi, una delle mie figlie doveva andare in Inghilterra, a Londra, e l’altra in Irlanda. Si tratta di pacchetti turistici per vacanze studio, durante le quali i ragazzi vengono ospitati nei college, con delle ore di lezione, gite organizzate, viaggio aereo e accompagnatori che partono dall’Italia, sicuramente una bella organizzazione, ma quando è saltato tutto a causa del Coronavirus sono iniziati i problemi per i rimborsi. Non siamo solo noi, ma molte genitori dell’Aquila si ritrovano nella stessa situazione”.

I problemi sono sorti al momento dei ripetuti tentativi dell’azienda di vincolare i genitori all’utilizzo dei voucher: “La legge italiana da questo punto di vista è piuttosto confusa e lascia libertà di scelta alle aziende, ma la normativa europea è chiara e prevede che sia il consumatore a scegliere se vuole il rimborso o il voucher. Stiamo cercando di venire a capo di questa situazione, nella speranza di ottenere presto i rimborsi dovuti, ma certamente la prossima volta sceglieremo un’altra società”.