Pascoli abusivi in area protetta, multe e denunce

Pascoli abusivi, cavalli incustoditi, multe e denunce. I controlli dei Carabinieri forestali nell'area aquilana.

Controllo dei pascoli nell’area aquilana del Parco nazionale, sanzioni e denunce per pascoli abusivi in aree protette.

I Carabinieri forestali del Reparto Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, nell’ambito di attività di polizia veterinaria e di controllo sull’utilizzo dei pascoli montani nell’area aquilana del Parco, negli ultimi giorni, hanno elevato verbali per circa 20.000 euro di sanzioni amministrative, procedendo anche ad alcuni deferimenti all’autorità giudiziaria, che hanno interessato diversi allevatori del comprensorio che utilizzano i pascoli all’interno dell’area protetta. Gli accertamenti e le contestazioni elevate hanno riguardato diversi aspetti connessi al pascolo, agli allevamenti e al bestiame (bovino, equino e ovino), riscontrando violazioni di diverse normative comunitarie, nazionali e regionali.

Oltre a contestare il pascolo abusivo e l’omessa guardiania di animali al pascolo, è stata registrata anche questo anno l’introduzione di animali al pascolo in quota in periodo non consentito. Dal mondo degli allevatori si è anche esercitata una forte pressione per un anticipo della monticazione stagionale presso le strutture regionali cui compete questa autorizzazione. Pur comprendendo il problema del reperimento del foraggio (anche a causa della situazione sanitaria nazionale generata dal Covid-19), si deve evidenziare che un anticipo della monticazione e del pascolamento alle quote montane più elevate, pone una seria ipoteca sulle capacità di carico dei pascoli e sulla possibilità di permanenza in quota del bestiame nel periodo estivo. L’andamento stagionale con scarse precipitazioni autunno-invernali e primaverili unitamente alle basse temperature notturne che si sono avute il mese scorso, hanno causato un arresto nello sviluppo dell’erba e perdurando l’attuale situazione di scarsa piovosità, si assisterà a una carenza idrica generalizzata sui territori montani e collinari, con una ridotta produzione foraggera.

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Particolarmente complessa l’attività di intervento dei carabinieri forestali delle Stazioni Carabinieri “Parco” di Assergi, Arischia e Campotosto in materia di polizia veterinaria equina, svolta in diverse località del Comune dell’Aquila congiuntamente al servizio veterinario della ASL e che ha condotto alla necessità di porre sotto sequestro amministrativo diversi cavalli, particolarmente diffidenti e difficilmente avvicinabili in considerazione dell’abitudine di vivere allo stato brado e selvatico. Gli animali catturati sono risultati privi di microchip e non in regola con gli obblighi di identificazione e gestione dell’anagrafe equina, in violazione delle normative europee e nazionali, anche in relazione agli obblighi di legge connessi all’anemia infettiva degli equini, nonché in violazione della disciplina della loro riproduzione con monta girovaga degli stalloni.