L’Aquila, torna operativo il Centro di Implantologia dentale

Torna operativo con un nuovo reparto e un percorso di prevenzione contagi il Centro di Implantologia Dentale a L'Aquila, diretto dal dottor Marco Parravano

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Superato il Covid, torna operativo il centro di implantologia dentale a L’Aquila.

Un nuovo reparto posto fuori dal Centro con una nuova sala di attesa ed una area triage (pre e post), un percorso di accettazione totalmente rivisto per la sicurezza dei pazienti, con la previsione, quando saranno autorizzati, di test veloci, ed interventi e cure effettuati con misure e dispositivi di prevenzione per evitare il contagio coronavirus, tra cui mascherine, tute e visiere: il tutto con un ingente investimento e, soprattutto, con una rivoluzione organizzativa e medica costruita già nel corso della pandemia, di uno dei settori più delicati tra quelli in ripartenza.

Tra i primi in Abruzzo, il Centro di Implantologia Dentale diretto dal dottor Marco Parravano, è entrato nella complessa fase due riattivando, dopo circa tre mesi di fermo, i due Centri, quello principale all’Aquila e il nuovo, a Pescara, inaugurato alcuni mesi prima della emergenza coronavirus.

“Sono stati momenti molto difficili, ma non ci siamo persi d’animo e fin dalla emergenza ci siamo attivati per progettare la ripresa cercando di intercettare, anche con l’ausilio di esperti, gli elementi per una nuova organizzazione, direi una autentica rivoluzione – spiega il dottor Parravano -, da alcuni giorni con il mio staff siamo tornati a curare i nostri pazienti. Siamo molto soddisfatti ed ogni giorno cerchiamo di ricostruire un mondo nuovo: eccoci finalmente tornati operativi. Siamo pronti a riprendere gradualmente la nostra attività avvalendoci di protocolli di prevenzione per proteggere pazienti e operatori sanitari dal rischio di contagio COVID-19”.

In attesa della validazione ministeriale delle linee guida stilate dal Gruppo Tecnico Odontoiatrico preposto al Ministero della Salute, il dottor Parravano ed i suoi collaboratori hanno redatto “un iter di procedure e comportamenti che vanno anche oltre i protocolli minimi richiesti e che mirano a garantire la migliore protezione di tutti coloro che transiteranno nelle nostre strutture”. Il noto medico odontoiatra ripercorre tutte le tappe della Rinascita.

“Per la sicurezza dell’ambiente, ogni sala del Centro è stata dotata di apparecchiature innovative che grazie a particolari filtri che eliminano virus, batteri e germi, garantiscono la continua purificazione dell’aria. Ci siamo affidati inoltre ad un’impresa di igienizzazione e disinfezione certificata per gli oggetti e superfici da trattare – spiega ancora Parravano -. Allo scopo di creare i giusti spazi per garantire il distanziamento e la corretta gestione dei pazienti prima, durante e dopo i trattamenti medici, abbiamo realizzato un reparto dedicato fuori dal Centro (area triage) per evitare possibili contagi e un percorso di accessibilità alle nostre strutture organizzando delle nuove ed ulteriori sale d’attesa riservate all’espletamento dei protocolli anti COVID-19″.

“La nostra attenzione alla sicurezza del paziente ha inizio con una consultazione telefonica preliminare (triage telefonico), effettuata al momento di pianificare l’appuntamento che ci permette di individuare in anticipo eventuali soggetti a rischio così da riuscire a selezionare i pazienti a cui consentire l’accesso nel nostro Centro”.

Il primo step del percorso che attende il paziente al suo arrivo nella struttura avviene nella reception, con l’identificazione e la istruzione dei protocolli da seguire: successivamente, il paziente viene accolto nella nuova sala d’attesa, posta appositamente fuori del Centro, per essere poi guidato nella sala triage (situata anche questa strategicamente fuori dal Centro) ed è qui che la fase preliminare vera e propria ha luogo.

Nella sala triage il paziente è sottoposto a un’anamnesi cartacea ed esami strumentali volti ad indagare il suo stato di salute in relazione al COVID-19: saranno misurate la temperatura corporea e la saturazione dell’ossigeno nel sangue grazie ad apposite apparecchiature. “Siamo in attesa di direttive del Ministero della Salute per eventuale introduzione di test sierologico igM-IgG o di test rapido salivare”, chiarisce Parravano.

Al termine di questa prima fase, quella successiva del protocollo protettivo potremmo definirla ‘vestizione’ e si svolge sempre nella sala triage. In questa, il paziente, dopo aver depositato gli effetti personali e i vestiti in appositi armadietti custoditi, viene equipaggiato di presidi e abbigliamento monouso (calzari, camice, cuffia ecc) da indossare durante l’intera permanenza in struttura e di cui si disfà all’uscita, dopo aver ricevuto le cure e i trattamenti.

Una volta ricevuta l’idoneità al trattamento per il buono stato di salute, il paziente si accomoderà nella sala post-triage, in attesa di essere chiamato per ricevere la terapia all’interno del Centro. Inoltre per tutelare i pazienti, il personale dello staff utilizza i dispositivi di sicurezza certificati, come camici, calzari monouso, mascherine, occhiali e schermi protettivi.

“Tutto questo e molto altro perché oggi i nostri obiettivi sono in assoluto la sicurezza e la protezione, accompagnati sempre dalla soddisfazione del paziente. Il nostro massimo impegno per un Centro protetto dal Covid 19”, conclude con orgoglio il direttore e proprietario del Centro di Implantologia Dentale.

I componenti dello staff del Centro di Implantologia dentale sono: la dott.ssa Maria Fulvia Anselmi, il dott. Giorgio Iovinelli, il dott. Gianluca Facchetti, il dott. Angelo Magnanini, il dott. Marco Parravano, il dott. Alessandro Falcinelli, la dott.ssa Maria Beatrice Lo Re, il dott. Alessandro Falcinelli, il dott. Giovanbattista Pagnotta, il dott. Donato D’Alesio, la dott.ssa Erica Mariani, la dott.ssa Silvia Ferroni, le assistenti Monica De Carolis e Patrizia Pietrangeli, le segretarie Carla Carva, Marzia Tempesta e Ines Giordano, gli odontotecnici Graziano Giangiuliani, Cristiano Di Giuliantonio, Mattia Di Giacinto, Giancarlo Pettinella, Pio Di Loreto e Domenico Cesarini.

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