Incostituzionale e senza coperture, il Governo impugna la Cura Abruzzo 1

Il Consiglio dei Ministri impugna la leggere regionale Cura Abruzzo 1. Contestate mancate coperture e violazioni alla Costituzione.

Il Governa boccia la legge regionale Cura Abruzzo 1: violerebbe la Costituzione e mancherebbe la copertura finanziaria.

Nella seduta di oggi, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia, ha esaminato sei leggi regionali e delle Province Autonome e ha deliberato di impugnare, tra le altre, la legge della Regione Abruzzo n. 9 del 06/04/2020, recante “Misure straordinarie ed urgenti per l’economia e l’occupazione connesse all’emergenza epidemiologica da COVID 19”, (la cosiddetta Cura Abruzzo 1) in quanto “alcune norme, omettendo di prevedere la copertura finanziaria, violano l’art. 81, terzo comma, Cost.; altre norme riguardanti gli usi civici violano gli artt. 2, 3 e 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione in materia di ordinamento civile”.

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“Il parere dell’organo tecnico del Ministero dell’Economia e delle Finanze – commenta il capogruppo PD Silvio Paolucci – non lascia spazio ad interpretazioni: una legge senza coperture che mette a rischio anche l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza, oltre agli equilibri di bilancio. Approssimazione e superficialità sono il marchio di fabbrica di questa Giunta regionale, impegnata esclusivamente alla rincorsa di roboanti titoloni in prima pagina, piuttosto che a risolvere i problemi veri di cittadini e imprese. Stando a quanto sottolineato dal MEF, la Legge 9/2020 presenta: coperture finanziarie non puntualmente indicate, nuovi e maggiori oneri a carico del bilancio non quantificati, a fronte dei quali non è indicata la fonte di finanziamento. Il Ministero inoltre segnala che la legge, così come formulata, potrebbe intaccare finanche le risorse del perimetro sanitario, compromettendo l’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea). Particolare attenzione è stata posta anche sulla cosiddetta “pace legale” (prevista dall’articolo 7 della legge regionale 9/2020) che – a detta del MEF – ‘potrebbe comportare oneri non quantificati e non coperti, oltre che non dovuti, per gli enti del Servizio sanitario della Regione Abruzzo che, peraltro, è una regione sottoposta al Piano di rientro e ancora oggi fa registrare un disavanzo di Gestione’, a dimostrazione di quanto abbiamo ampliamente denunciato in questi giorni, restando ignorati, circa i debiti cumulati nel 2019 in un solo anno dei gestione del centrodestra. […] Sono ben 8 le pagine di osservazioni ministeriali, che avevamo preannunciato fino ad adire persino la Procura della Corte dei Conti nelle scorse settimane, in cui si fa preciso riferimento al fatto che ‘la composizione bonaria determinerebbe possibili ulteriori oneri sui bilanci degli enti del settore sanitario non quantificati e non coperti, oltre che privi di qualsiasi valutazione in merito ad una possibile soccombenza in giudizio da parte della competente avvocatura regionale'”.

“Per tutto l’iter di approvazione della legge, – ha aggiunto Sara Marcozzi – il MoVimento 5 Stelle ha tenuto un comportamento leale e collaborativo, evitando ogni forma di ostruzionismo per portare sostegno economico agli abruzzesi il prima possibile e prepararsi ad affrontare le conseguenze delle chiusure per il Coronavirus. Proprio all’interno delle discussioni di merito, avevamo portato all’attenzione del centrodestra le falle clamorose presenti nella norma. Sarebbe bastato ascoltarci e lavorare con maggiore attenzione per evitare l’ennesima pessima figura istituzionale a cui la Giunta Marsilio costringe l’Abruzzo”.

Cura Abruzzo 1 impugnata dal Governo, parla Marsilio

Quello che il Governo ha impugnato della Legge 9 sono in gran parte aspetti marginali e già risolti: le coperture per il microcredito sono state assicurate riprogrammando con delibera di Giunta i Fondi europei, le norme per i comuni (in particolare quelli delle zone rosse) sono state superate e assorbite nella Legge 10 di recente approvazione. Quanto alla norma sulla cosiddetta ‘pace legale’ è ora di finirla con le relazioni e le bugie: nessuno intende ‘regalare’ alcunché, tantomeno intende farlo alla sanità privata. La norma contiene precise ed esplicite clausole a salvaguardia dell’interesse pubblico e degli equilibri di bilancio. Le transazioni che eventualmente verranno accolte devono ‘convenire’ anche alla Regione oltre che al proponente, e possono essere erogate solo rispettando l’equilibrio di bilancio. Non ci obbliga nessuno ad accogliere le proposte pervenute, né a pagare centinaia di milioni senza battere ciglio per il solo fatto che qualcuno provi a chiederlo. Peraltro, sono i Dipartimenti e l’Avvocatura a fare l’istruttoria e a sottoporre alla Giunta una motivata risposta alle richieste, non i partiti o la politica. E nell’accogliere le proposte devono spiegare e dimostrare il beneficio per la Regione, che può consistere ad esempio nell’evitare di coltivare cause con precedenti casi di soccombenza e aggravio di costi per spese legali e interessi.

Ritengo invece grave aver impugnato una norma coraggiosa e innovativa come quella approvata per combattere la cosiddetta ‘mafia dei pascoli’: su questo tema non solo non indietreggeremo, ma porteremo il caso a livello nazionale ed europeo. Il Governo dica quali interessi vuole difendere, invece di aiutare le Regioni a respingere queste pratiche perverse.

Per finire, non posso non lamentare il fatto che il Governo invia le osservazioni del Mef solo la sera del giorno 1, mettendoci in condizione di conoscerle solo il 3, per poi replicare con nuovi e ulteriori argomenti la sera del 4, pretendendo risposte per il 5 mattina, quando ‘puntualmente’ il Consiglio dei Ministri impugna la legge. Non è esattamente quel che si dice una ‘leale collaborazione istituzionale’.

Questa la dichiarazione del Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio in merito all’impugnazione della Legge 9 da parte del Governo.