Fossa, futuro modello virtuoso di ricostruzione: il Piano di Cantierizzazione

Fossa, qualcosa si muove sul fronte ricostruzione: c'è il Piano di Cantierizzazione. Un anno di lavoro, per un 'modello organizzativo' di ricostruzione all'insegna della sicurezza e dell'ordine

Fossa, nuovo impulso alla ricostruzione con il Piano di Cantierizzazione, presentato ieri. Un anno di lavoro, per un ‘modello organizzativo’ di ricostruzione di un centro storico al passo anche con le nuove esigenze dettate dal Covid19.

«Se la ricostruzione di Fossa fosse un film di fantascienza non avremmo bisogno di inventare nulla, ci sarebbero già tutte le condizioni per un intreccio complicato». Si potrebbe racchiudere così, la complessa storia recente di Fossa. Il Piano di cantierizzazione, però, potrebbe cambiare le cose.

Lo studio e l’elaborazione del Piano sono il frutto della convenzione tra Comune di Fossa, Dipartimento DICEAA dell’Università degli Studi dell’Aquila e l’Ente di formazione Ese-Cpt. Per Fossa la ricostruzione passerà anche da questo Piano di Cantierizzazione, quindi, che definirà l’organizzazione dei lavori da eseguire.

Oltre le interferenze dei lavori vicini, delle gru, dello stoccaggio dei materiali di un cantiere, oltre i problemi legati agli spazi carenti nei centri storici. Il piano studiato e proposto per Fossa è uno strumento di ordine superiore che andrà affiancato ai Piani di ricostruzione, per velocizzare gli aspetti realizzativi dei cantieri limitrofi e produrre un progetto esecutivo che rispetti le peculiarità di un centro storico. Salvaguardando la sicurezza ad ogni livello.

Considerazione a parte, ovviamente, nella redazione del Piano, per la formazione rocciosa che dà sulla Piazza del centro di Fossa.

Piano di cantierizzazione di Fossa, il Gruppo di Studio

Analisi del contesto e strategie d’intervento alla base del Piano, redatto dal gruppo di studio coordinato dal professor Pierluigi De Berardinis, responsabile scientifico del progetto e docente Univaq del Corso Organizzazione del Cantiere. All’elaborazione del Piano ha collaborato in prima linea il direttore Ance ed Ese-Cpt Lucio Cococcetta.

Un progetto redatto e attraverso il lavoro di tesi di laurea in Ingegneria Edile Architettura della studentessa Benedetta Tudini. Nel gruppo di studio anche l’Ing. Eleonora Laurini e l’Ing. Marianna Rotilio. Per gli studi sulla sensoristica fondamentale il contributo del professor Vincenzo Stornelli Si è trattato di una seconda esperienza per il gruppo di studio, dopo la precedente relazione del Piano di Cantierizzazione di Fontecchio.

La presentazione si è tenuta ieri, giovedì 4 giugno, nel rispetto del protocollo anti-Covid, all’interno della sede dell’Ordine degli Ingegneri. Evento ospitato dal Presidente Pierluigi De Amicis, che ha introdotto i lavori anche in qualità di Responsabile dell’Ufficio Tecnico di Fossa.

Fossa, gli esperti sul Piano di Cantierizzazione

«Il Piano di Cantierizzazione è uno strumento direttore: serve per inquadrare all’interno di una logica tutti i singoli interventi dei lavori di ricostruzione», spiega il professor De Berardinis alla redazione del Capoluogo. «Il progetto è passato dall’elaborazione di una tesi di Laurea, per poi giungere alla redazione del Piano vero e proprio. Fungerà da strumento programmatico e potrebbe rappresentare un modello virtuoso di procedure. Si parte da un autentico processo di cantierizzazione  che consideri tutto il borgo all’interno del centro storico come un unico grande cantiere».

Niente più cantieri isolati – ognuno con i suoi procedimenti autonomi – ma un processo unitario, «ovviamente coordinato da un’unità di regia, in questo caso svolta dal Comune, che imporrà delle procedure. Il ritorno? Non avere problemi, gru che si sovrappongono, cantieri che interdicono passaggi. Si avrà un processo regolato e ordinato», conclude De Berardinis.

«L’idea nasce dalla grande lacuna che caratterizzava i precedenti Piani di ricostruzione. Piani che non avevano minimamente considerato la sicurezza dei lavoratori durante una ricostruzione pesante e massiva. Ce ne siamo resi conto con il passare del tempo. Per questo si è pensato a un modello che sia facilmente replicabile, non solo in processi ricostruttivi ma anche in contesti di lavori di riconversione di siti industriali, ad esempio. Un unico cantiere diffuso per il piano di ricostruzione, efficientato a livello si sicurezza», sottolinea il direttore Ese-Cpt Lucio Cococcetta.

«Come Ente di Formazione e Sicurezza, qual è l’Ente Scuola Cpt della Provincia dell’Aquila, siamo anche Ente di Ricerca e questa sinergia con l’Università ci ha portato a progettare metodi sempre più all’avanguardia. Questo Piano ne è un esempio, infatti nella tesi sul Piano di Cantierizzazione dell’ingegnere Benedetta Tudini, è previsto anche l’utilizzo di sistemi di monitoraggio avanzati, come i sensori – continua il direttore Cococcetta – Un modello che garantisce la sicurezza a livello di prevenzione: ovvero da prima che prenda piede la fase di ricostruzione. Si ipotizzano fin dall’inizio vie di fuga, vie di emergenza, le strade da mantenere libere per i mezzi di soccorso, i locali di refettorio o l’utilizzo di apparecchi di sollevamento delle gru laddove abbiamo aggregati complessi».

«Come Ordine degli Ingegneri collaboriamo con l’Università dell’Aquila nel corso di Organizzazione del Cantiere, quindi queste tematiche ci coinvolgono direttamente. Potremmo dire che questo Piano è un Piano di super sicurezza, poiché va a gestire preventivamente l’organizzazione non solo del singolo cantiere, ma dell’intero centro storico, individuando zone collettive – dalle mense, ai servizi igienici – collocate in luoghi comuni che saranno frequentati dalle imprese. Ciò significa: ottimizzare spazi e risorse economiche impiegate. Forse è il primo tentativo di ottimizzazione che si sta portando avanti nel contesto della ricostruzione post sisma 2009», ha spiegato il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri Pierluigi De Amicis.

Il Piano sarà un concreto impulso alla ricostruzione del Comune di Fossa, rimasta per troppo tempo bloccata negli anni. Lo ha sottolineato alla redazione del Capoluogo il primo cittadino Fabrizio Boccabella. «Il modello proposto è doppiamente utile, sia in considerazione dell’aspetto sicurezza, sia relativamente alla mappatura e al monitoraggio del processo ricostruttivo. La ricostruzione sarà sicura e funzionale, possibilmente, si spera, legata anche ad altri sviluppi urbanistici importanti».