Asl1, via alla stabilizzazione di 60 infermieri

Infermieri, verranno assunti a tempo indeterminato coloro che sono in possesso dei requisiti della legge Madia.

ASL1, via alla stabilizzazione di 60 infermieri.

Via alla stabilizzazione di 60 infermieri. Oggi, con l’adozione della delibera n. 934 da parte della direzione generale Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, è stato fatto il primo passo per giungere all’assunzione, a tempo indeterminato, degli infermieri in possesso dei requisiti di legge.

Si tratta di un altro importante passaggio, messo in atto dalla dirigenza Asl, per abbattere gradualmente il precariato e reclutare personale sanitario con la formula dell’assunzione definitiva. L’atto adottato oggi dalla direzione individua requisiti, tempi e modalità per consentire agli interessati di partecipare alla selezione. Ad essere assunti a tempo indeterminato saranno gli infermieri che rientreranno nei criteri della legge Madia.

In base a quest’ultimo atto normativo può passare dal contratto a tempo determinato a quello indeterminato chi, alla data del 31 dicembre scorso, ha maturato 3 anni di servizio, anche non continuativo, negli ultimi 8 anni. I termini per presentare la domanda di partecipazione decorreranno dalla data di pubblicazione dell’apposito bando sul sito della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila e gli interessati avranno 30 giorni di tempo per produrre l’istanza. Alla chiusura del bando, gli uffici amministrativi della Asl esamineranno le richieste e, sulla base delle verifiche riguardanti la sussistenza dei requisiti di legge, stabiliranno chi ha diritto al beneficio dell’assunzione a tempo indeterminato.

La procedura di stabilizzazione, avviata oggi dall’azienda sanitaria, rientra nella strategia intrapresa già nel 2019 e che ha consentito di stabilizzare altro personale precario. Nel corso dell’anno, peraltro, è prevista la stabilizzazione di altre figure professionali, tra cui ostetriche e tecnici di prevenzione.

“L’obiettivo”, dichiara il manager Roberto Testa, “è garantire un servizio di maggiore qualità all’utenza, ridurre sempre più il fenomeno del precariato e, al contempo, abbattere progressivamente la spesa del personale a tempo determinato”