Franco Eleuteri, 4 anni dopo un libro per chiedere giustizia

4 anni fa moriva Franco Eleuteri. Il ricordo e lo sfogo della moglie Marina che aspetta ancora giustizia.

Quattro anni fa moriva Franco Eleuteri, caporeparto della macelleria di Carrefour. La moglie Marina Alberti chiede ancora giustizia.

Franco Eleuteri, 62enne reatino caporeparto della macelleria di Carrefour all’Aquila non è morto per un malore ma suicida, lasciando nello sconforto l’adorata moglie Marina Alberti che non si è arresa e ancora oggi aspetta delle spiegazioni.

Per quella vicenda è stata avviata anche un’inchiesta per istigazione al suicidio, per la quale è stata richiesta l’archiviazione.

Marina Alberti sulla vicenda di suo marito Franco ha scritto anche un libro, “Morire per niente”. Il libro attualmente è in stampa e verrà presentato appena possibile.

Il ritardo per la presentazione del libro è dovuto all’emergenza Covid di questi mesi.

Il Capoluogo ha raccolto lo sfogo di Marina:

“Franco nn meritava il martirio a cui è stato sottoposto e ke lo ha portato a togliersi la vita. Ce l’ho con la Carrefour, azienda specializzata a premiare chi si abbassa i pantaloni e nn chi fa il suo lavoro con onestà e passione… Di lavoro si muore se ti senti perseguitato e svuotato della tua personalità…Franco resterà sempre un eroe. Io non. smetterò mai di combattere e nel libro dedicato a Franco c’è tutta la verità, c’è tutta la vita di un uomo che ha dato la vita per il suo lavoro. Siamo stati derisi, presi per i fondelli, hai disintegrato una famiglia favolosa!”.

“Lui era gioia, lui era allegria, lui era amici, lui era casa, lui era musica, lui era gioventù, lui era altruismo e ragazzi… Lui ora è solo luce che ci illumina… Leggete il libro, lui è lì dentro, avete distrutto mio marito Franco ma non me e cercherò giustizia a ogni costo! Tienimi per mano Franco si perde qualke battaglia ma si può comunque vincere la guerra se mi starai accanto”. 

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Mio marito non era un uomo qualunque, era una roccia; per lui il lavoro e la famiglia erano tutto e se è arrivato a tanto significa che lo avevano già ucciso dentro. Questa è l’ingiustizia della giustizia italiana e io non ci credo più, ma non mi fermerò, farò tutto il necessario perché la verità venga fuori“.

“So tutta la sua storia e anche i suoi ragazzi hanno testimoniato, non rimarrò come una vedova col velo nero ferma a piangere sulla tomba di suo marito, lotterò con tutte le mie forze. La persona che ho avuto accanto per 44 anni, perché ci siamo messi insieme che avevamo 15 anni, non c’è più e non me lo riporta nessuno, ma io arriverò fino in Francia se sarà necessario per ottenere verità e giustizia”.