Univaq, dopo il lockdown si torna nelle aule

L'Univaq si riorganizza per la fase 3. Per il nuovo anno accademico tornano le lezioni e i laboratori in presenza.

Riorganizzazione post lockdown all’Univaq: tornano le lezioni e i laboratori in presenza.

“L’Univaq, così come tutti gli Atenei italiani, non è solo il luogo di formazione, valorizzazione e trasmissione del sapere, ma anche quello di costruzione delle coscienze e della personalità dei propri allievi, che costituiranno la futura classe dirigente del Paese”. Così il Rettore, prof. Edoardo Alesse, in una nota in cui spiega: “Per queste ragioni, la didattica a distanza, che pure è stata fondamentale per garantire la regolare conclusione dell’anno accademico 2019-2020, non rappresenterà la modalità principale per l’inizio e lo svolgimento dell’anno accademico 2020-2021. Sicuramente ce ne avvarremo, se sarà necessario, per garantire la salvaguardia della salute in una Città che  è stata poco o niente colpita dalla pandemia e per tutelare il diritto allo studio e alle pari opportunità di tutti gli studenti, ma altrettanto certamente torneremo ad erogare una gran parte dell’attività didattica e a svolgere le attività di laboratorio e di tirocinio in presenza, una modalità che riteniamo più efficace per la realizzazione di percorsi di elevata qualità, specie in ambito professionalizzante. Il rapporto interpersonale tra gli studenti, oltre a quello tra studenti e docenti, rappresenta una parte non marginale del percorso formativo, che vogliamo preservare e sviluppare. Intendiamo riprendere alcune attività in presenza già dal mese di Luglio, nei limiti di quanto sarà consentito da una scrupolosa osservanza delle misure di contenimento della diffusione del contagio. E ne saremo ben felici”.

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“Nei prossimi giorni – prosegue il Rettore – condividerò questa mia posizione con i Direttori di Dipartimento, con i Prorettori, con il Direttore generale e con le sigle sindacali, prima di portarla all’attenzione degli organi, Senato accademico e Consiglio di amministrazione, dove siedono le rappresentanze di tutte le componenti dell’Ateneo, inclusi gli studenti e il personale tecnico-amministrativo, per trovare la migliore sintesi possibile. Il risultato di questa azione di confronto e dibattito rappresenterà la proposta unitaria dell’Ateneo per il prossimo anno accademico, certamente secondo una modalità mista con il massimo spazio possibile per le attività in presenza. Una volta definita questa proposta unitaria la renderemo subito pubblica nei dettagli. La mia intenzione di riavviare molte delle attività in presenza è importante anche con riguardo alla stretta relazione esistente tra la nostra Università e la Città dell’Aquila, colta dalla pandemia nel bel mezzo di un percorso di rilancio economico e sociale, che vede tra gli obbiettivi condivisi dall’intera comunità politica e civile quello di accreditarsi come Città della cultura e della scienza”.