2 giugno 1424, quando L’Aquila sconfisse Braccio Da Montone: il ricordo durante la pandemia foto

Il Coronavirus ha fermato la tradizionale rievocazione storica della battaglia di Bazzano. Parla la Compagnia Rosso d’Aquila: non ci fermeremo, obiettivo il seicentenario

Braccio Fortebraccio da Montone L’AQUILA – Il 2 giugno rappresenta da sempre per gli aquilani una data dalla doppia valenza: all’anniversario della fondazione della Repubblica si somma infatti la ricorrenza della vittoria ottenuta dalle milizie aquilane su Braccio da Montone, condottiero umbro intenzionato a ritagliarsi un proprio spazio di potere nell’Italia centrale.

Da nove anni a questa parte l’Associazione Culturale di rievocazione storica Compagnia Rosso d’Aquila è solita chiamare a raccolta la cittadinanza presso i luoghi più rappresentativi della storia aquilana per onorare il ricordo della vittoriosa battaglia avuta luogo a Bazzano nel lontano 1424.

Battaglia Bazzano compagnia rosso d'aquila

Quest’anno tuttavia, a seguito delle misure adottate per evitare la diffusione del Coronavirus, non ci saranno manifestazioni di rilievo, nessun corteo si snoderà per le vie cittadine e nessun Nunzio porterà la notizia della caduta di Braccio risalendo Via Delle Bone Novelle.

Traspare forte il rammarico dalle parole di Nicoletta Calabrese nel darne notizia al Capoluogo.it a nome del Consiglio Direttivo della Compagnia.

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Nicoletta Calabrese, dopo cinquecentonovantasei anni la nostra città si ritrova a far fronte comune contro un nemico irriducibile.

Purtroppo sì, giunti alla decima edizione della manifestazione abbiamo dovuto prendere atto della forza di un nemico tanto piccolo quanto subdolo come il Covid19. Non avremmo mai immaginato di ritrovarci in una situazione simile, dopo anni passati a lottare con problemi burocratici e finanziari questa è una battuta d’arresto che ci fa male, soprattutto perché stiamo parlando della ricorrenza della Battaglia di Bazzano.
Un vero peccato perché negli anni la manifestazione 2 Giugno 1424 – La battaglia di Bazzano e le Bone Novelle era diventata un appuntamento fisso per gli aquilani.
Un appuntamento fisso dietro cui si celavano anni di impegni, sacrifici ed attività di autofinanziamento che hanno permesso alla manifestazione di crescere sempre di più in vista dell’anniversario dei 600 anni della battaglia previsto per il 2024

Battaglia Bazzano compagnia rosso d'aquila

Braccio da Montone, cosa avevate previsto per questo 2 giugno?

Avevamo organizzato una manifestazione sulla falsa riga delle altre con mostre, rievocazioni, attività ludico-ricreative e convegni. A questo proposito ringrazio comunque le realtà associative che avrebbero preso parte all’evento: Armigeri e Balestrieri Città di Bucchianico, Associazione Agresto (Compagnia dei Leoni Bianchi) di Monteriggioni, Bandierai dei Quattro Quarti L’Aquila, Gruppo di Azione Civica “Jemo ‘Nnanzi”, le associazioni AquiEvo e CulturAquila. In particolare con l’Associazione AquiEvo era stato organizzato un percorso didattico presso i luoghi simbolo della storia aquilana e della battaglia di Bazzano.

Battaglia Bazzano compagnia rosso d'aquila

Non si farà proprio nulla?

Abbiamo deciso di limitarci a porre omaggio alla targa posta in Via delle Bone Novelle, interverrà una rappresentanza dell’Associazione con stendardo insieme ad un rappresentante del Comune. Evito di specificare a che ora si farà per non provocare assembramenti, ci farebbe molto piacere avere attorno i nostri concittadini, del resto noi viviamo in funzione della nostra città, ma non vogliamo assolutamente creare una situazione di rischio. Chi vorrà potrà seguire l’evento sulla pagina facebook della Compagnia dove posteremo le foto.

Come aquilani possiamo dire che tutto sommato in dieci anni qualche tribolazione l’abbiamo vissuta… 

Ma guardi le difficoltà sono un tratto distintivo della storia aquilana, una storia di crescita, tenacia che tra nemici e calamità naturali non ha mai goduto di lunghi periodi di pace e tranquillità.
Il circuito della rievocazione storica deve aver subito un duro colpo.
L’intera stagione è compromessa ma quel che è peggio è che non si hanno certezze circa la prossima.
Consideri che se prima dovevamo rispettare determinate regole dopo questa emergenza ci saranno sicuramente nuovi standard di sicurezza da rispettare il che comporterà costi più alti a cui far fronte e ciò penalizzerà in maniera forte gli eventi culturali indipendenti. Ma comunque non ci fermeremo, semmai nei prossimi anni dovessimo avere problemi non smetteremo di impegnarci in vista del 2024, il seicentenario della battaglia, sicuri che per quella data all’Aquila e nel mondo le bone novelle circa la fine dell’emergenza saranno state annunciate.