Tribunale di Teramo nel caos delle udienze rinviate

Caos al Tribunale di Teramo con udienze rinviate senza una data. L'odissea dell'avvocato aquilano Vincenzo Calderoni. Il punto con i colleghi Maurizio Capri e Gian luca Totani.

Dopo l’emergenza Covid a Teramo il sistema giustizia non riesce a riprendersi dal lungo lockdown: ancora nel caos le udienze che vengono rinviate senza avvisare gli avvocati.

Questa mattina, parti ed avvocati convocati dinanzi al giudice del Tribunale di Teramo con regolare decreto di citazione a giudizio, sono stati fermati all’ingresso dove, una guardia giurata impediva loro l’accesso.

A raccontarlo al Capoluogo, è l’avvocato aquilano, Vincenzo Calderoni, che proprio stamane si è recato a Teramo per un processo fissato con atto notificato l’11 marzo scorso.

Una volta giunto davanti il Tribunale, all’avvocato Calderoni è stato impedito l’accesso.

“Mi è stato detto che per entrare in Tribunale occorre un appuntamento. Ho obiettato che l’appuntamento mi era stato dato mesi fa, dal procuratore della Repubblica Francesca Zani e che, non avendo ricevuto nessun avviso, ero obbligato a presenziare”, spiega l’avvocato al microfono del Capoluogo.

“Nonostante la spiegazione, mi è stato impedito l’accesso al Palazzo di giustizia da una guardia giurata in servizio al tribunale che in modo brusco mi ha chiesto di allontanarmi, dicendomi appunto che le udienze erano state rinviate”.

A quel punto, l’avvocato Calderoni si è rifiutato di andare via. “Ho preteso che mi mettessero per iscritto quella che è una loro inadempienza. Non mi bastano le chiacchiere di una guardia giurata che contraddicono la convocazione scritta di un procuratore della Repubblica”.

Alla fine, dall’interno del Tribunale di Teramo è uscito un cancelliere; “con molto garbo si è scusato del disguido e della mancata comunicazione del rinvio, dicendo che purtroppo non era l’unico processo del tribunale di Teramo che si trova in questa brutta situazione. Alla fine ha attestato per iscritto che l’udienza non si sarebbe tenuta e che il processo sarebbe stato rinviato”.

“In ogni caso, a oggi, ancora non ho una data per il rinvio che mi verrà comunicata in futuro. Quanto accaduto oggi non è corretto e crea gravi disagi, non solo per noi avvocati ma anche e soprattutto per i clienti. Il sistema giustizia esercitato in questo modo è foriero di malessere per i malcapitati che si trovano sotto processo e per gli avvocati che li devono difendere e certamente non è un connotato di civiltà, emergenza o non emergenza!“. 

“Il vero problema della situazione è che la maggior parte dei processi sono stati rinviati al 2021 senza alcun tipo di comunicazione perchè ancora non torna la gente non è tornata a lavorare nelle cancellerie “, spiega al Capoluogo, il presidente della Camera penale dell’Aquila, Gian Luca Totani.

“Almeno per il dibattimento è così, poi per il gip e il cup se ne parla dopo l’estate. Dove si legge 2021 come data del rinvio, la conseguenza sarà una rottamazione dei processi“.

“Stiamo facendo un’indagine con l’osservatorio dati delle Camere penali e stiamo monitorando quello che accade nei tribunali di tutta Italia: cosa si sta facendo, quanti processi si stanno discutendo e le date dei rinvii“.

“Se non cambiano le norme nazionali non resterà un disagio isolato. Il problema investe tutto il Paese, se non decidono di far ripartire la Giustizia si ferma tutto il sistema e con i tempi canonici per le udienze i rinvii al 2021 sono la normalità, anzi, per alcune udienze rischiamo di arrivare al 2022. La situazione è drammatica, il Governo deve prendere in mano la situazione, facendo innanzitutto tornare la gente a lavoro negli ufficiali dei tribunali”, è il commento rilasciato al Capoluogo dal presidente dell’Ordine degli Avvocati dell’Aquila, Maurizio Capri.