L’Aquila contagi zero dal 19 aprile, Biondi: “Noi bravi, non solo fortunati”

L'Aquila, una nuova Fase 2. Dai cantieri alle attività commerciali, passando per turismo e cultura. Biondi a 360 gradi, "Perdonanza? Gli aquilani dovranno capire la situazione".

L’Aquila riparte dai sacrifici fatti, dal 19 aprile registra 0 contagi e si rimette in marcia con «attenzione e disciplina». Lo ha detto il sindaco Pierluigi Biondi, intervistato dal Capoluogo nel primo giorno post Lockdown in cui anche l’Abruzzo registra zero contagi.

«Non si può dire che L’Aquila sia stata solo fortunata, ci sono esempi in Abruzzo di territori, pur non al centro di grandi traffici, che sono stati comunque epicentro di focolai. Io credo che ci sia stata disciplina».

Ha spiegato il primo cittadino parlando della Fase 2 del Capoluogo di regione. Una ripartenza, per L’Aquila, fatta anche di scelte. Come quella dei tamponi alle maestranze dei cantieri.

«Su circa 3mila tamponi eseguiti c’è stato un solo positivo. Questo sta a significare che il territorio ha reagito bene. Ovviamente avere trovato un solo positivo asintomatico, di un’impresa importante impegnata nella ricostruzione, ha evitato una situazione estremamente rischiosa. Il positivo asintomatici avrebbe potuto innescare un nuovo focolaio. I fatti hanno dato ragione alla nostra scelta. Intanto sono ripartite anche le attività produttive: tutto viene svolto in regola».

L’Aquila e le misure per l’economia

Ripartenza accompagnata da un pacchetto di misure a sostegno delle attività aquilane. Biondi ne ricorda qualcuna ai microfoni del Capoluogo: «La riduzione della Tari per quei mesi in cui le attività sono rimaste chiuse, la sospensione del canone di occupazione del suolo pubblico fino al 31 ottobre, lo slittamento del pagamento delle rate. Una serie di iniziative per favorire la ripresa: ora sono allo studio anche provvedimenti per contrastare alcuni eccessi della movida e sulle modalità di utilizzo di parchi pubblici. Bisogna essere molto cauti».

L’Aquila, i pericoli della movida

Sul capitolo movida, in relazione ai recenti episodi registrati a L’Aquila, Biondi sottolinea: «Il buonsenso è necessario. Si chiedono maggiori controlli da parte delle Forze dell’Ordine, ma queste sono, logicamente, impegnate nell’attività di controllo del territorio, di contrasto della criminalità. Si parla dell’arrivo dell’assistente civico: una figura ibrida proposta dal Governo sulla quale ho più di qualche dubbio in merito al ruolo che andrà a ricoprire e a come andrà a ricoprirlo. La trovo una soluzione di facciata. Si continua a surrogare funzioni che vanno invece sostenute con gli strumenti che già esistono, basti pensare alle risorse della Polizia municipale».

L’Aquila, tra turismo, cultura e Perdonanza

«Il turismo post Covid probabilmente andrà nella direzione della necessità di riappropriarsi di quella tranquillità spesso persa, di una vita semplice e tradizionale che abbiamo rivalutato anche in questa fase. Immagino che il turismo si concentrerà su questo target, poiché le immagini delle folle festanti in città, all’estero o anche sulle spiagge, lasceranno il posto, presumo, a passeggiate in montagna, visita alle Basiliche, gite al lago di Campotosto, alle Grotte di Stiffe, visite alle aree archeologiche. L’Aquila è pronta e ha tutte le risorse per ospitare questo tipo di turismo. In tempi non sospetti abbiamo investito già in questa direzione, basti pensare ai progetti legati alla mobilità elettrica: segno che la programmazione che ci eravamo dati è efficace»

Discorso a parte per la Perdonanza Celestiniana. «Ne abbiamo parlato a lungo e ne stiamo tuttora parlando: attendiamo di capire le disposizioni da rispettare e le modalità di organizzazione di un evento di questa portata. La Perdonanza è una festa di popolo, ecco perché abbiamo cercato di chiederci come mantenere gli eventi laici – oltre a quelli religiosi che potranno svolgersi in sicurezza – che pure sono parte della nostra tradizione. La questione è complicata, stiamo continuano a lavorare per capire quale potrà essere il giusto punto di equilibrio con il rispetto delle norme sulla sicurezza. Lavoriamo e ci confrontiamo col maestro Leonardo De Amicis, parte integrante di tutta l’organizzazione, checché se ne dica. Certo è che non sarà un’edizione come quelle passate, perché non potrà esserlo: gli aquilani dovranno capire e stringere i denti».