Sottoservizi in via San Martino, Gsa: tutto regolare

Sottoservizi, vi spieghiamo con la Gran Sasso Acqua cosa succede in città a Via San Martino.

“Nello scavo attuale di Via San Martino per realizzare il tunnel dei sottoservizi si stanno realizzando solo delle polifore e come previsto dal progetto si tratta di un semplice pozzetto di ispezione. Lo stesso pozzetto é stato rinfiancato con misto cementato”.

Risponde così, sentito dal Capoluogo, Fabrizio Ajraldi, presidente della Gran Sasso Acqua, stazione appaltante per il tunnel dei sottoservizi in centro storico all’Aquila, alla polemica montata in queste ore, intorno a uno scavo in via san Martino.

Sono state pubblicate sui social delle foto dall’avvocato aquilano Fausto Corti, con le quali denunciava, “la voragine scavata lungo Via San Martino, un vicolo del centro largo poco più di due metri, per realizzare i sottoservizi, esattamente sotto la loggia della Casa di Iacopo Notar Nanni.

“Il progetto dei sottoservizi impone all’impresa esecutrice di mantenere un distacco di un metro e mezzo tra gli edifici e lo scavo, e comunque ove non sia possibile di adottare misure a tutela dei palazzi, compattando le pareti della trincea con paratie blindate, anche per mettere in sicurezza gli operai costretti a lavorare in fosse profonde più di quattro metri”.

“Mi chiedo se sia possibile – scrive ancora Corti – che l’opera più costosa dell’intera ricostruzione post-sisma, considerata talmente importante da avere priorità persino rispetto alle scuole (per cui si è preferito realizzare prima le strutture che dovranno ospitare le fogne, piuttosto che quelle che destinate ad accogliere i nostri figli) venga condotta in questo modo?”.

Secondo la Gsa invece, su via San Martino è tutto regolare.

“In questo tratto di via San Martino – chiarisce Ajraldi – come da progetto, non ci sarà il tunnel così come in altri punti della città ma solo le polifore essendo troppo stretto. In corrispondenza di quell’incrocio, ove necessario, sono stati realizzati i minipali a protezione. Il palazzo ha un piano interrato (si vedono le finestre basse) e il piano fondale poggia ad una quota molto più bassa”.

Il coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione e gli addetti monitorano costantemente la situazione e sono state fatte anche le verifiche preliminari”, conclude Ajraldi.

Il tunnel “intelligente” dei sottoservizi è la più grande opera pubblica del post sisma del 6 aprile 2009. Ha un valore complessivo di 80 milioni di euro; il mega cantiere è stato aperto nel 2015.

La stazione appaltante è la Gran Sasso Acqua, il rup è Armando Balducci, mentre il direttore è l’ingegnere Alessandra Marono. L’impresa esecutrice è un Ati: Acmar (capogruppo), la Taddei Spa (mandante) e la Edilfrair Spa (mandante).

L’opera pubblica negli anni è stata considerata “futuristica” e “qualificante” per la città.

(Le foto allegate all’articolo sono state pubblicate dall’avvocato Corti sul suo profilo Facebook)