Sanità, i Punti di Primo Intervento di Tagliacozzo e Pescina restano chiusi

Resteranno chiusi "fino a data da destinarsi" i Punti di Primo Intervento di Tagliacozzo e Pescina.

I Punti di Primo Intervento di Tagliacozzo e Pescina non riapriranno. La risposta del direttore Testa al consigliere regionale del M5S, Giorgio Fedele.

I Punti di Primo Intervento di Tagliacozzo e Pescina non riapriranno fino a data da destinarsi, è questo il contenuto della risposta che mi ha inviato il Direttore Testa, dopo ben due settimane dalla mia richiesta di informazioni”. Lo comunica il consigliere regionale del M5S, Giorgio Fedele, precisando: “La motivazione, condensata in tre righe di testo, sarebbe la mancanza di personale. Dichiarazioni queste che smentiscono tutte quelle fatte in precedenza proprio da chi governa la sanità e la Regione, quando si cercava anche malamente di respingere i dubbi sollevati dai Sindaci del territorio. A questo punto risulta evidente come sia dubbia la volontà, di questa maggioranza, di voler garantire una funzione a questi presidi nel post emergenza covid”.

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Per Fedele, “appare evidente la mancanza di programmazione e la strutturazione di un servizio sanitario adeguato per la Marsica che ha portato il territorio nel caos. La Marsica rappresenta un bacino di circa 130mila utenti per domanda sanitaria che dovrebbe trovare risposta nei due PTA di Tagliacozzo e Pescina e nell’ospedale di Avezzano. Seppur realtà distinte per funzioni e servizi, nel quadro generale la chiusura a tempo indefinito dei presidi e l’incertezza su quando e quale ruolo avranno nel futuro, andrà ad incidere su tutta la sanità marsicana, gravando ulteriormente sui servizi dell’ospedale di Avezzano. Servizi già ampiamente compromessi dalla confusionaria gestione della “fase2” che ha visto il presidio di Avezzano abbandonato a se stesso nel momento in cui invece c’era bisogno di certezze. Quindi da un lato il centrodestra ha detto di “riaprire tutto”, dall’altro però non ha messo il personale sanitario dell’ospedale di Avezzano in condizione di farlo, né intende riattivare a breve i presidi di Pescina e Tagliacozzo. Tutto ciò a danno, di medici, infermieri e pazienti, che sono costretti a sopportare sulla proprio pelle l’indifferenza della dirigenza Asl. Una prova su tutte è proprio il ritardo per l’attivazione di un laboratorio per l’analisi dei tamponi Covid interno all’ospedale. Anche su questo il Direttore Testa, con delle affermazioni rilasciate ad alcuni organi di stampa, conferma quanto da me ampiamente denunciato. Testa sostiene, infatti, che l’iter per l’apertura del Laboratorio di Avezzano è partito il 7 maggio, ma l’ordinanza che dispone il riavvio delle prestazioni sanitarie è antecedente a quella data e lo è ancor di più il documento del comitato tecnico (CREA). Tutto ciò a riprova del fatto che le Asl regionali erano perfettamente consapevoli, ben prima del 7 maggio, che le prestazioni sanitarie sospese sarebbero state riattivate a breve. Nonostante questa consapevolezza, però, la direzione della nostra Azienda sanitaria ha scelto di non agire e, questi ritardi, non hanno consentito un corretto svolgimento dei tamponi sui pazienti in attesa di ricovero. Il risultato è stato un pronto soccorso ingolfato, alcuni reparti e servizi ad oggi ancora bloccati e le interminabili giornate che i pazienti in attesa di ricovero hanno passato in barella o nelle cosiddette zone grigie, mentre i reparti sono rimasti svuotati di malati e di personale”.