Morte Cesidio Valletta, in attesa dell’autopsia: ipotesi annegamento

Cesidio Valletta, il 27 maggio l'autopsia sul corpo del 35enne trovato morto in un canale del Fucino. Spunta l'ipotesi annegamento. Incompatibile al caso l'avvocato dei familiari

Cesidio Valletta, indagini serrate per capire le cause della morte del 35enne di Lecce nei Marsi, ritrovato senza vita in un canale del Fucino, nel pomeriggio di venerdì. Autopsia rimandata in attesa dei risultati del tampone: spunta l’ipotesi annegamento.

Indagato un amico: B.P., un 38enne di Lecce nei Marsi, che ha trascorso con lui quelle che – secondo quanto stabilirà l’esame autoptico – potrebbero essere state le ultime ore in vita di Cesidio Valletta. 

Sequestrati i telefonini di vittima e indagato e l’auto sulla quale viaggiava anche Cesidio Valletta, rimasta coinvolta in un incidente nella serata di lunedì 18 maggio.

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Cesidio Valletta, un caso da ricostruire

Un caso avvolto nel mistero, fin dallo scorso martedì 19 maggio, quando i familiari della vittima avevano segnalato alle Forze dell’Ordine la scomparsa del 35enne tecnico di radiologia.

Solo venerdì 22, il ritrovamento del cadavere di Cesidio Valletta, in un canale del Fucino, tra Pescina e Ortucchio, nelle vicinanze di Strada 26. Sul caso è stata aperta un’indagine per omicidio stradale.

Cesidio si trovava sull’auto del giovane indagato, nella serata di lunedì. Auto che è rimasta coinvolta in un misterioso incidente. Da lì i particolari della storia si confondono.

L’autista – il 38enne indagato – dopo aver sbandato, è finito con l’auto in un canale. Poi è stato soccorso dai familiari, allertati da un messaggio Gps che segnalava il sinistro stradale. Dal luogo dell’incidente il trasporto dell’uomo al pronto soccorso, per le cure del caso. Secondo la ricostruzione fornita dal Centro, il 38enne avrebbe omesso di parlare della presenza dell’amico.

A capo dell’inchiesta il sostituto procuratore, dottor Maurizio Maria Cerrato. I familiari della vittima erano inizialmente assistiti dall’avvocato Berardino Terra, poi a causa di un’incompatibilità tecnica emersa in seguito ad alcune verifiche, il caso è passato al legale Domenico Martinelli di Carsoli.

Mercoledì 27 maggio, nel pomeriggio, sarà eseguito l’esame autoptico dal medico Cristian D’Ovidio.

Sul corpo di Cesidio Valletta è stato, intanto effettuato il tampone per verificare un eventuale contagio da Covid19, come da prassi. Il Centro riporta una prima analisi effettuata dal medico legale: da quanto risulta sembrerebbe non ci siano lesioni o ferite sul corpo della vittima, riconducibili a una colluttazione. Ciò spingerebbe gli investigatori verso l’ipotesi di morte causa annegamento.

Morte Cesidio Valletta: parla Aldo Grilli, l’avvocato dell’indagato

«Allo stato c’è un’attività investigativa in atto. I riscontri arriveranno solo dopo l’autopsia. Siamo contrari a qualsiasi asserzione: si è alla fase istruttoria delle indagini», spiega alla redazione del Capoluogo l’avvocato Aldo Grilli, del Foro di Pescara, che difende l’indagato.

La difesa al momento ha nominato il dottor Pietro Falco di Chieti, come consulente di fiducia.

«Si tratta di una tragedia umana. Le circostanze dovranno essere chiarite. Siamo contrari a ogni ricostruzione fatta dai quotidiani, a priori, priva di dati fattuali. Noi ci rimettiamo al giudizio della Magistratura: sarà dirimente, a questo proposito, il risultato dell’esame autoptico. Circa le circostanze della morte del giovane 35enne, riteniamo il mio assistito completamente estraneo ai fatti. Ritengo che l’indagine a suo carico sia un atto dovuto dal Pubblico Ministero, in considerazione dei fatti emersi. Siamo pronti a qualsiasi comparizione. Oggi ci limitiamo soltanto a conoscere anche noi le cause della morte, per far emergere la verità».