Maxxi L’Aquila, il Coronavirus fa slittare ancora una volta l’inaugurazione

Si dovranno attendere ancora diversi mesi per l'inaugurazione della sede aquilana del Maxxi a Palazzo Ardinghelli. Come sarà

L’Aquila – Si dovranno attendere ancora diversi mesi –  almeno dopo l’estate – per l’inaugurazione della sede aquilana del Maxxi a Palazzo Ardinghelli.

Questa volta a far slittare l’apertura al pubblico del Maxxi è il Coronavirus, ovviamente: anche se la sede aquilana del museo nazionale delle arti del XXI secolo non sembra certo nato sotto una buona stella, visti i rinvii che si protraggono ormai da anni.

Ad annunciare il rinvio dell’apertura è la direttrice del museo romano per la sezione Architettura, Margherita Guccione, intervistata da Jenny Dogliani nel numero di maggio del Giornale dell’arte, all’interno di uno speciale sull’Abruzzo che vede protagonista anche il Munda e ripreso anche da Il Centro in edicola oggi

Come anticipato dal Capoluogo, l’apertura era prevista per il 21 giugno ma l’arrivo della pandemia da coronavirus ha scombinato i piani. A Palazzo Ardinghelli peraltro ancora non sono terminati i lavori che avrebbero consentito entro la data prefissata del 31 marzo la riconsegna della struttura designata come sede del Maxxi a L’Aquila.

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Ad ogni modo, qualche indicazione su come sarà il museo aquilano la fornisce la stessa Margherita Guccione

“Al piano terra è sistemata l’accoglienza, con un’area di accesso e una serie di spazi per attività condotte insieme agli altri soggetti del territorio, più una sala multifunzionale per presentare libri, organizzare piccoli eventi, attivare corsi di didattica, workshop con l’Accademia di Belle Arti, le scuole e le associazioni locali. Sempre al piano terra è previsto un bookshop per mettere a disposizione i cataloghi, la guida al Maxxi che stiamo preparando e i cataloghi delle mostre che si svolgeranno a Roma e all’Aquila”.

Per quanto riguarda le opere che verranno esposte al Maxxi

“È prevista la realizzazione di cinque committenze site specific affidate ad artisti italiani per arricchire il palazzo di opere progettate appositamente. Il primo che mi piace citare è un grande artista abruzzese, Ettore Spalletti, da poco scomparso, ma che ha fatto in tempo a progettare un’opera che si sta realizzando per la cappella del piano nobile. Gli altri artisti sono Elisabetta Benassi, Daniela De Lorenzo, Alberto Garutti, Nunzio. Inoltre si aggiunge Anastasia Potemkina, un’artista russa selezionata d’accordo con la V-A-C Foundation di Mosca, per sancire il ruolo fondamentale che la Russia ha svolto per il recupero del palazzo. Infine, un’ultima committenza nata in occasione della mostra dedicata a Paolo Pellegrin, è un suo lavoro sulla rinascita dell’Aquila. Sullo stesso tema anche una serie fotografica di Stefano Cerio. Le opere saranno esposte per un lungo periodo e fanno parte della collezione del Maxxi”.