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Cura Abruzzo 2, mobilitazione di imprese e sindacati: “Regione sorda al confronto”

Imprese e sindacati intervengono dopo l'approvazione del Cura Abruzzo 2: Regione sorda al confronto, ora stato di mobilitazione. Le critiche dell'opposizione

Imprese e sindacati intervengono dopo l’approvazione del Cura Abruzzo 2: Regione sorda al confronto, ora stato di mobilitazione.

Alzata di scudi da parte di imprese e sindacati che indicono lo stato di mobilitazione: “Giunta e Consiglio regionale vanno avanti per la loro strada, ignorando il confronto con le forze economiche e sociali che non sia di pura facciata e le loro proposte. Una logica cui non è sfuggito neppure il maxi provvedimento varato ieri a Palazzo dell’Emiciclo, preparato nel chiuso delle stanze della politica ed i cui effettivi benefici a favore di cittadini e imprese abruzzesi sono tutti da verificare, soprattutto alla luce di coperture finanziarie che paiono incerte e valutati i tempi di erogazione che si annunciano tutt’altro che brevi. Ragioni di metodo e di merito che spingono a dichiarare uno stato di mobilitazione di un pezzo importante della società abruzzese”.

A firmare l’atto di accusa un pool di sigle che rappresenta la quasi totalità del mondo economico, produttivo e sindacale abruzzese, ovvero Agci, Casartigiani, Cia, Claai, Cna, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confindustria, Legacoop, Cgil, Cisl Uil e Ugl.

“Noi non siamo certo contrari a una serie di misure contenute nella norma approvata ieri, che però pecca di mancanza di visione generale per il rilancio dell’Abruzzo, non contiene alcuna scala di priorità, ed arriva dopo settimane di gestazione e una riscrittura molto ampia della prima versione. Si è cercato di ovviare al vuoto di provvedimenti sin qui messi in campo a favore di imprese e lavoratori, ma sono tanti gli interrogativi che la accompagnano. Prima fra tutti, la copertura finanziaria legata, come si legge nell’articolo 23, a una rimodulazione di fondi comunitari non immediatamente disponibili per 19 milioni, mentre per i restanti 20 si prevedono tempi lunghi, con conseguenze sull’operatività effettiva della legge e delle sue misure. Quanto poi ai fondi dedicati alle imprese (articolo 2 e 3), che certo apprezziamo, osserviamo però come siano curiosamente mischiati agli aiuti per gli studenti fuori sede: il previsto ristoro di affitti e perdite di fatturato, a fronte di circa 58mila imprese ferme durante il lockdown, offrirà un piccolo palliativo ad appena 7-8mila imprese, ipotizzando un contributo medio di 1500-2000 euro ciascuna».

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Cura Abruzzo 2, le critiche dell’opposizione

Alle critiche del mondo sindacale e delle imprese si aggiungono quelle dell’opposizione.

“L’Abruzzo è la prima Regione in Italia, dall’inizio del lockdown, in cui le forze economiche e sociali, compattamente, sono costrette a proclamare uno stato di agitazione, dopo aver incassato pugni nello stomaco fin dalle prime battute della crisi” dicono in un comunicato congiunto Michele Fina e Daniele Marinelli, segretario e responsabile economia e lavoro del Partito Democratico abruzzese.

“Il copione confezionato a Roma da Lega e Fratelli d’Italia non prevede evidentemente alcun ruolo per coloro che rappresentano migliaia di lavoratori, imprese e associazioni che stanno vivendo con ansia e preoccupazione questa fase difficilissima. Ancora una volta, su questo altare ideologico, vengono sacrificati gli interessi delle cittadine e dei cittadini dell’Abruzzo: per questo bene hanno fatto i rappresentanti delle forze sociali ed economiche a dare un segnale fortissimo. Il Partito Democratico abruzzese in queste settimane ha tenuto vivo e rafforzato il confronto con il mondo del lavoro, delle imprese e del terzo settore, nella consapevolezza che il dialogo sia in ogni caso un fatto apprezzabile ma rappresenti in questo momento storico un obiettivo imprescindibile. Il decreto rilancio è stato partorito in un confronto serrato tra Governo nazionale e rappresentanze sociali ed economiche. Perché in un momento difficile il paese si unisce e lavora insieme. Esprimiamo dunque massima solidarietà e appoggio per questa durissima presa di posizione, di cui comprendiamo molto bene le ragioni e gli obiettivi. È l’ennesima pessima figura per la nostra Regione, oltre che la conferma di quanto questa maggioranza sia totalmente indifferente nei confronti dei problemi che affliggono l’Abruzzo”.

Parlano di maggioranza inadeguata Marianna Scoccia e Sandro Mariani

Già dalla discussione in Commissione, nei giorni scorsi, abbiamo assistito ad un vero e proprio commissariamento dei Consiglieri di maggioranza e dei presidenti di commissione da parte del Presidente Sospiri, interprete unico del provvedimento, affiancato da un silente Presidente Marsilio il quale ha ritenuto di non spendere una sola parola durante tutta la giornata di lavori: 12 ore di Consiglio e nemmeno un cenno del capo da parte di chi dovrebbe condurre questa Regione.
Gli emendamenti mirati e da noi anticipati agli Assessori competenti, ispirati tutti dal buon senso, sono stati respinti non perché ritenuti non condivisibili ma per il semplice fatto di essere stati proposti da Consiglieri d’opposizione.
Hanno così votato un pacchetto di misure che non prevede il rimborso per i titoli di viaggio non utilizzati, parliamo di studenti, famiglie e pendolari penalizzati, che non prevede priorità per sostenere le imprese più giovani, quelle sorte negli ultimi tre anni e forse ancor più bisognose di attenzione,  escluse dal primo bando della regione di qualche giorno fa, che non mette a disposizione risorse specifiche per quei territori che risentiranno ancor più della crisi economica, ossia le aree interne del nostro Abruzzo e che, infine, non prevede alcun contributo per l’acquisto  dei dispositivi di sicurezza o santificazione degli ambienti per tutte quelle attività che faticano a riaprire proprio perché in difficoltà nell’adeguare i locali.
In compenso la legge voluta dalla maggioranza regionale ha finanziato di tutto e di più, in maniera disordinata e con l’inefficacia alla quale ci hanno abituato ormai da un anno e mezzo.  Il tutto condito da una copertura finanziaria incerta e piena di “se”: per arrivare ad una copertura piena del provvedimento bisognerà aspettare la rimodulazione dei fondi europei e l’approvazione del rendiconto, solo un terzo della somma necessaria è già nelle disponibilità, certa, della Regione!
Abbiamo assistito all’ennesima prova di inadeguatezza di questa maggioranza regionale che è incapace di agire pensando all’Abruzzo e agli abruzzesi: d’altronde lo stesso Capogruppo di Fratelli d’Italia, Guerino Testa, ieri ha ammesso che “Il nostro Presidente è venuto da Roma per aiutare gli abruzzesi”: francamente, di tutto avevamo bisogno tranne che di un messia venuto da fuori!

Pierpaolo Pietrucci – consigliere dem – riflette infine su risultati e rimpianti. Fra i risultati ottenuti, 70mila euro alla rete Reasta (Rete Escursionistica, Alpinistica, Speleologica e Torrentistica d’Abruzzo) e 100mila alla Abruzzo Film Commission.

Due grossi rimpianti riguardano invece il mancato inserimento delle società in house Abruzzo Engineering e di Euroservizi nella gestione delle pratiche di finanziamento alle imprese con risorse non derivanti dalla riprogrammazione dei fondi POR- FESR (anche questo emendamento è stato bocciato dal governo) e la mancata sensibilità nel riconoscere un aiuto alle società che gestiscono l’impiantistica di risalita delle nostre montagne (la mia proposta, controfirmata dalla collega Scoccia, avrebbe stanziato 1 milione di euro per il ristoro dei mancati introiti da lockdown per tutti i gestori degli impianti a fune d’Abruzzo, pubblici e privati: il governo regionale ha preferito bocciarla in attesa di una fumosa quanto tardiva legge sulla montagna).

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