Lavoratori Call center C2C, D’Eramo: “In 147 senza stipendi e certezze”

D'Eramo "È inammissibile che dopo oltre due mesi dal licenziamento, 147 persone sono senza alcuna entrata e soprattutto senza alcuna certezza sul futuro".

L’AQUILA – Lavoratori call center C2C, a due mesi dal licenziamento restano solo i dubbi sul futuro. Le parole dell’onorevole della Lega Luigi D’Eramo.

«L’appello accorato dei lavoratori del call center C2C non può cadere nel vuoto. È inammissibile che dopo oltre due mesi dal licenziamento, 147 persone sono senza alcuna entrata e soprattutto senza alcuna certezza su ciò che accadrà in futuro».

«Ho già interessato della questione il governo e continuerò a fare pressione in maniera incessante affinché si arrivi a risolvere questa incresciosa situazione». Lo dichiara il coordinatore della Lega, il deputato aquilano Luigi D’Eramo, raccogliendo l’allarme di Rsu e segreterie territoriali Slc-Cgil e Uilcom-Uil.

«A quanto apprendiamo dai lavoratori – prosegue D’Eramo – l’amministratore unico di C2C, Roberto Guerrieri, non ha pagato gli stipendi di marzo e neanche gli istituti contrattuali che spettano ai lavoratori licenziati, vittime delle beghe legali tra società, utilizzati come carne da macello per interessi di altra natura. La Lega continuerà a battersi affinché sia garantito il futuro lavorativo di questi lavoratori. Non a chiacchiere, ma, come fatto finora, pressando sia le istituzioni che i partner privati, affinché la vertenza si chiuda in maniera positiva salvaguardando i diritti dei lavoratori aquilani».

«La base di partenza c’è, è l’accordo discusso a Roma il 4 marzo scorso. Si deve ripartire da lì, attraverso un confronto aperto e proficuo. Non possiamo tollerare che mentre tutta l’Italia prova a ripartire dopo il coronavirus, ci siano realtà aziendali di questo genere che si privano di maestranze qualificate e preparate gettando intere famiglie sul lastrico», conclude D’Eramo.